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Politica

Prime rilevazioni Tecné: Centrodestra quasi al 50% in largo vantaggio anche all’uninominale

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Nella giornata di ieri l’istituto di sondaggi Tecné ha diffuso un interessante sondaggio su quattro possibili scenari che potrebbero verificarsi durante le elezioni del 25 settembre.

Sulla parte proporzionale il ruolo del leone la fanno Fratelli d’Italia e Partito Democratico (assieme ad Art.1 e Psi). Il partito guidato da Giorgia Meloni viene dato al 24,2% alla Camera e al 24,3% al Senato. Poco sotto si piazza il gruppo di Enrico Letta: 24% Camera e 24,1 Senato.

La Lega terzo partito (13,4% Camera e 13,3% Senato). Alle sue spalle c’è Forza Italia quotata 10,9% alla Camera e 11% al Senato. Scende sotto il 10% il Movimento 5 stelle (9,5 Camera e 9,2% Senato).

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Arriviamo poi ai partiti che lottano per stare sopra la quota di sbarramento, fissata al 3% (sotto alla quale non si ha diritto ai parlamentari). Azione/+Europa di Carlo Calenda è al 4,9%; Verdi-Sinistra Italiana sono al 3,9%; Italia Viva di Matteo Renzi è quotato al 2,9%; Italexit al 2,7% e infine Noi con L’Italia di Maurizio Lupi all’1%.

Tecné per quanto riguarda la divisione dei seggi ha elaborato 4 scenari, questo perché, se da un lato la coalizione di Centrodestra è saldamente definita, quella di Centrosinistra è ancora in divenire. E quindi sono stati analizzati tutti i possibili apparentamenti.

Nel primo scenario abbiamo il Centrodestra, che ricordiamo essere formato da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi con l’Italia, al 49,5% alla Camera e al 49,6% al Senato. Se il Centrosinistra fosse formato da Partito Democratico (Letta), Azione (Calenda) e Italia Viva (Renzi) otterrebbe il 31,8 alla Camera e il 31,9% al Senato. La terza alleanza quella formata dal M5s, Sinistra Italiana e Verdi otterrebbe il 13%. Questo tradotto in numeri significa che i 147 deputati e i 74 senatori assegnati col maggioritario sarebbero quasi tutti in mano al Centrodestra. Ricordiamo che vince il seggio chi prende anche solo un voto in più.

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Nello scenario 2 con l’ipotesi di un Centrosinistra formato da Pd, Azione e stavolta non Renzi ma Sinistra Italiana e Verdi. Il Centrosinistra prenderebbe qualcosa in più: 32,8% alla Camera e il 32,9% al Senato. Il Centrodestra rimarrebbe col suo 49,5%, il M5s correndo da solo arriverebbe al 9,5%.

Il terzo scenario allarga ancora il Centrosinistra. Se Letta riuscisse a mettere insieme Pd, Azione, Italia Viva, Sinistra Italiana e Verdi la sua coalizione arriverebbe, sempre nel maggioritario, a raccogliere fino al 35,7% dei consensi. Ma il 49,5% del Centrodestra rimane un obiettivo poco raggiungibile.

E arriva anche l’ultimo possibile scenario, quello della maxicoalizione di centrosinistra. In questo caso vediamo insieme Pd, Azione, Italia Viva, Sinistra Italiana, Verdi e anche il Movimento 5 Stelle. I numeri salgono molto perché questa alleanza raggiungerebbe il 45,2% alla Camera e il 45% al Senato. Numeri molto vicini al 49,5% di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi con l’Italia. Questo si tradurrebbe in una partita aperta su ogni singolo seggio dove anche il nome del candidato potrebbe far pendere la bilancia da una parte rispetto all’altra.

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