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Val Venosta

Racket pulcini di Tordo in Alto Adige, CABS: aprono addomi con lamette per scegliere i maschi

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Trenta nidi di Tordo sequestrati e due bresciani sottoposti a controllo da parte dei Carabinieri di Silandro perchè trovati in possesso dei piccoli nidiacei. Sulla vicenda è intervenuto il CABS, l’associazione protezionista specializzata in antibracconaggio.

Come è noto – ha affermato il CABS – i pulcini di Tordo bottaccio e cesena sono molto richiesti da chi pratica in maniera non lecita la caccia d’appostamento con uccelli da richiamo. Se confermato, verosimilmente i pulcini sarebbero stati presto sottoposti alla terribile tortura del sessaggio, ovvero una maniera traumatica che consente di selezionare i maschi da avviare al mercato degli uccelli da richiamo, eliminando le femmine.

Pochi giorni addietro i nostri volontari – ha aggiunto il CABS – , ragazzi provenienti da Germania, Lombardia, Piemonte e Bolzano, hanno realizzato un presidio di una settimana in tutta la Val d’Adige e Val Venosta, pattugliando a piedi, in bicicletta e in auto i vasti meleti altoatesini, alla ricerca dei ladri di pulcini.

Proprio a Silandro un uccellatore è stato individuato sabato scorso, nonostante questi sia riuscito subito a dileguarsi fra i meleti, prima che la forestale giungesse sul posto. Invece a Lana sono stati osservati circa 20 nidi ormai distrutti e gettati a terra, segno che dai luoghi erano passati dei bracconieri“.

I due soggetti sono stati individuati invece a Laces.

Anche quest’anno, nonostante le continue denunce – ha specificato il CABS – i meleti dell’Alto Adige sono rimasti l’obiettivo di personaggi provenienti da province Lombarde, toscane e Venete.

Proprio in quei luoghi è infatti ancora diffusa la caccia d’appostamento. Pur di ottenere gli implumi i bracconieri non esitano a razziare i nidi e poi tagliare con una lametta l’addome dei piccoli. Visionate le gonadi, vengono scelti i soli maschi, ossia quelli in grado di cantare“.

Il CABS è un’associazione con sede a Bonn specializzata in azioni di repressione del bracconaggio. I suoi volontari sono attivi, oltre che in Italia, anche a Malta, Cipro, Spagna, Francia, Germania e Libano.

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