Connect with us

Bolzano

Rete delle città interculturali: Bolzano aderisce

Pubblicato

-

È un grande giorno per il futuro della nostra città – esordisce Angelo Rizzo, consigliere di quartiere ad Oltrisarco/Aslago e promotore dell’iniziativa sulla Rete delle città interculturali  – da oggi saremo più vicini all’Europa ed insieme svilupperemo un nuovo modello di convivenza tra le culture che vada oltre il modello della multiculturalità, che fino ad oggi ha contribuito a creare muri e barriere, e ci porti verso il concetto di interculturalità“.

Ringraziamo il sindaco Caramaschi per avere ascoltato la nostra proposta ed aver firmato l’adesione di Bolzano alla rete delle città interculturali – continua la consigliera Maria Teresa Fortinifinalmente, insieme, attraverso il confronto con altre città, possiamo ragionare sulle nostre culture e tradizioni”.

Il network delle Intercultural Cities è stato creato in via sperimentale nel 2008 e da allora ha generato adesioni in tutto il continente. Anche la nostra gemellata Erlangen è già nella rete.

ll format è molto semplice ed ha come finalità lo sviluppo di un modello di integrazione che coinvolga profondamente tutti i tessuti sociali della città.

Il maggiore aspetto di novità è quello dello sviluppo di buone pratiche attraverso il confronto ed il dibattito con altre città europee che affrontano la medesima tematica.

Continua Angelo Rizzo: “Dall’analisi storica si è notato che gli approcci per la comunicazione e l’integrazione dei cittadini all’interno delle città hanno sempre afferito a modelli esclusivi come la separazione o l’assimilazione, il primo ha generato la nascita di ghetti, il secondo l’idea che culture differenti non possano convivere nello stesso spazio fisico a meno che una delle due non prevalga sull’altra, generandone la scomparsa.

La risposta ai modelli esclusivi è stata per molto tempo costituita dalla multiculturalità, dove più culture possono esprimersi liberamente nel rispetto delle singole identità.

La quotidianità ci insegna che questo modello ha finito per generare dei muri tra le differenti tradizioni, in una sorta di pacifica convivenza, senza mai sfociare in una vera integrazione.

Pertanto, gli approcci classici in materia di gestione della diversità hanno ormai mostrato i loro limiti, poiché, a seconda dei casi, ignorano la diversità, o la rifiutano (se si concentrano sull’assimilazione), oppure l’accentuano troppo, attribuendole un’ importanza esagerata e rafforzando in tal modo le barriere culturali tra i vari gruppi etnici (multiculturalismo)“.

Per Rizzo un altro aspetto chiave dell’approccio della città interculturale è rappresentato dal fatto che cerca di affrontare le cause profonde della disuguaglianza, della discriminazione, della mancanza di coesione, dovute alla tendenza naturale dei gruppi chiusi, definiti in base a criteri etnici o culturali, di cercare di ottenere vantaggi per i membri del proprio gruppo a scapito di altri gruppi.

L’interculturalismo si pone come primo obiettivo la predisposizione di politiche e la creazione di istituzioni miranti a ridurre il ripiegamento su sé stessi dei gruppi chiusi, definiti sulla base della loro appartenenza etnica“, conclude il consigliere.

Pubblicità
Pubblicità

Bolzano

Restano in carcere i tre gestori cinesi del Sushiko di Bolzano: confermata misura cautelare dal tribunale

Pubblicato

-

Resteranno dietro le sbarre con l’accusa di caporalato ed estorsione i tre titolari cinesi di un Sushiko bolzanino, ristorante della conosciuta catena del sushi.

Vittime dello sfruttamento 14 dipendenti pachistani costretti ad orari di lavoro estenuanti e a condizioni di vita degradanti.

La misura cautelare è stata confermata dal Gip Andrea Pappalardo: i due uomini al momento sono detenuti nel carcere di Bolzano, mentre la donna è stata trasferita nel carcere femminile di Venezia.

Secondo il giudice permane il pericolo di inquinamento delle prove nonché di fuga.

L’ipotesi di reato che si contesta ai 3 cinesi è quella prevista dall’art. 603bis C.P. con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore sfruttato.

Costituisce aggravante e comporterebbe l’aumento della pena da un terzo alla metà il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre e l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Bolzano

Scooter rubato a ottobre ritrovato in via Milano grazie alle segnalazioni sul social

Pubblicato

-

Grazie alla segnalazione di Elena Seppi, una ragazza bolzanina attiva sul social, è stato ritrovato uno scooter poi risultato rubato lo scorso ottobre a Bolzano.

Il mezzo era fermo da almeno un paio di settimane, “parcheggiato” nel posteggio di via Milano di fronte ai campi Resia.

La segnalazione della donna, pubblicata in un primo momento tramite un post nel gruppo “Bici rubate Bolzano – segnalazioni” è stata in seguito di nuovo veicolata attraverso il gruppo “Marco Caruso – La Voce dei quartieri“.

Allertati per un ulteriore approfondimento, sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia municipale di Bolzano che hanno prelevato il ciclomotore Peugeot Vivacity e verificato il furto con relativa denuncia, avvenuti quattro mesi prima.

Il proprietario del mezzo è stato identificato e avvertito del ritrovamento – conferma la Municipale bolzanina contattata telefonicamente dalla nostra redazione – e presto lo scooter potrà ritornare nel suo legittimo possesso“.

Un bell’esempio di come la solidarietà tra cittadini e le tante segnalazioni che avvengono attraverso il social network, tra cui quella della signora Elena, possano costituire un valore aggiunto per tutta la comunità e si rivelino spesso fondamentali anche per agevolare l’operato delle forze dell’Ordine.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Bolzano

Casapound stringe su campo nomadi di via Agruzzo. Altra mozione di Trigolo contro il degrado

Pubblicato

-

In seguito all’ennesimo episodio di cronaca con due autovetture incendiate in pochi giorni, nelle ultime ore CasaPound ha serrato i ranghi contro il famigerato campo nomadi di via Agruzzo.

Il consigliere di Oltrisarco Massimo Trigolo ha presentato alla circoscrizione l’ennesima mozione per denunciare la dilagante situazione di degrado nel quartiere, chiedendo lo sgombero dell’insediamento abusivo degli zingari a Bolzano sud.

“Si tratta – scrive il consigliere di Cpi – del noto insediamento abusivo, che ho più volte segnalato, attraverso svariate mozioni in consiglio e durante le riunioni sulla sicurezza nel quartiere. Continueremo a sollecitare il Sindaco per garantire la tutela di Ordine Pubblico, della sicurezza, del degrado, dell’ambiente, nonché della Salute Pubblica dei cittadini, visti anche i recenti episodi che hanno visto andare a fuoco due mezzi in meno di 24 ore“.

A fare eco al consigliere di Oltrisarco, ieri in consiglio comunale sono intervenuti anche i rappresentanti di CasaPound Sandro Trigolo e Andrea Bonazza.

Trigolo è intervenuto durante l’apposito articolo31 chiedendo alla giunta di applicare il regolamento comunale firmato dal sindaco, che vieta ogni bivacco e insediamento abusivo, consegnando al Municipio un’altra mozione a riguardo.

Intervento duro anche del capogruppo delle tartarughe frecciate Bonazza che ha preteso dal sindaco lo sgombero immediato del campo nomadi, ricordando che nello stesso vivono anche bambini in condizioni igieniche sempre più precarie e che dal 2017 sono stati innumerevoli gli episodi di minacce e violenza degli zingari verso i vicini artigiani, lavoratori o gli anziani che si prendono cura degli orti, aggredendo in alcune occasioni anche le forze dell’ordine e, addirittura, le forze armate.

 

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Archivi

Categorie

di tendenza