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Economia e Finanza

“Si spende di più per comprare di meno”: i dati Istat di novembre

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In linea generale, il bilancio delle vendite al dettaglio registrate a novembre scorso dall’Istat, sembrano essere cresciute sia nel valore (0.8%) che in volume ( 0.4%). Un dato che fa sperare positivamente sui risultati e le spese sostenute durante le festività natalizie.

Se però, si il confronto tra i dati si allarga con il 2021,  l’Istituto di statistica evidenzia che le vendite al dettaglio a novembre 2022 sono aumentate in valore del 4,4% in valore, ma sono calate del 3.6% in volume, ovvero in quantità. Questo significa, che gli italiani hanno speso di più per acquistare minori quantità di beni.

Concetto questo,  molto evidente soprattutto nelle vendite dei prodotti alimentari cresciute in valore rispetto a novembre 2021 del 16.6%, ma diminuite del 6.3% in volume. Tradotto: nel 2022 le famiglie italiane hanno fatto non pochi sacrifici perché è aumentato tutto, tranne gli stipendi.

Tendenza confermata anche dal rapporto sui rinnovi contrattuali del pubblico impiego pubblicato dall’agenzia che rappresenta la Pubblica Amministrazione.

Secondo l’agenzia, in Italia il potere di acquisto dei salari dei dipendenti pubblici ha perso negli ultimi 10 anni oltre 7 punti percentuali. Se la difficoltà per gli italiani aumenta, cresce anche il costo del denaro.

Solo ieri, Bankitalia ha dichiarato che a novembre 2022 i tassi di interesse sui mutui sono arrivati al 3.5%, mentre quelli nuovi sul credito hanno superato addirittura il 9%. Questo fenomeno, come conseguenza ha rallentato i prestiti a imprese e famiglie.

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