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Politica

Tragedia Renon, M5S: “No a polemica cartelli. Presentata mozione su sicurezza delle piste”

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“Il MoVimento 5 Stelle Alto Adige ha preferito esprimere il cordoglio verso il tragico evento di cronaca accaduto sulle piste del Renon lo scorso fine settimana e non entrare nella polemica politica sulla lingua in cui era redatto il cartello“.

Queste le parole del suo portavoce in consiglio provinciale Diego Nicolini, che proprio oggi (9 gennaio) ha presentato una mozione in consiglio provinciale per l’avvio di una campagna per la sicurezza sulle piste da sci in Alto Adige.

“Abbiamo fatto quello per cui i cittadini ci hanno scelto ed oggi abbiamo presentato una mozione in consiglio provinciale per migliorare la visibilità dei cartelli sulle nostre piste. Siamo partiti da un semplice presupposto – continua il consigliere pentastellato – . I cartelli più grandi, più visibili ed in più lingue non sono soltanto una questione di opportunità in relazione alle lingue della nostra terra, ma sono una garanzia a tutela dei numerosi turisti che visitano il nostro territorio“.

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Gli incidenti sulle piste da sci, dato Astat, relativi alla stagione 2017/2018, sono stati 8,783.

Nel testo della mozione presentata c’è la richiesta da parte del Movimento di un piano di sensibilizzazione sulla responsabilità sociale nella gestione degli impianti e della creazione di un sistema virtuoso che utilizza le comunicazioni (anche in pista) multilingue in italiano, tedesco, inglese e le altre lingue in relazione ai flussi turistici.

Si richiede inoltre di sensibilizzare i gestori delle piste affinché i segnali di divieto di accesso (previsti da DM 20 dicembre 2005) o il diniego di utilizzo di determinati mezzi vengano realizzati come cartelli singoli e non insieme ai segnali di indicazioni e vengano realizzati nelle dimensioni idonee a permetterne la visione in qualsiasi condizione meteo.

Infine si invita ad implementare le rappresentazioni grafiche relative ai livelli di difficoltà delle singole piste all’interno degli impianti di risalita e ad attuare una specifica campagna informativa di supporto alla sicurezza sulle piste da sci, anche attraverso la realizzazione di un’apposita app promossa dagli uffici turistici.

Se è pur vero che la cartellonistica oggi rispecchia i requisiti di legge, cartelli di divieto più grandi e messaggi in italiano, tedesco ed inglese consentono di vivere le nostre montagne al meglio per qualsiasi turista“, conclude Nicolini, che sottolinea il profilo di difesa, da parte del Movimento, del plurilinguismo in provincia di Bolzano “insieme al turismo e al divertimento in sicurezza“.

 

Sotto il documento della Mozione presentata oggi in consiglio provinciale

2018_01_09_Mozione Piste da Sci

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Politica

Guido Steinegger nuovo caporedattore dell’Ufficio stampa provinciale

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Ha preso servizio lunedì 16 giugno il nuovo caporedattore dell’Agenzia di stampa e comunicazione della Provincia, Guido Steinegger, il quale sarà affiancato sino al termine di questa legislatura dal vice-caporedattore, Michele Bolognini.

50 anni, originario di San Michele/Appiano, e residente a Lana, Steinegger ha studiato filologia germanica e scienze politiche e della comunicazione a Vienna, iniziando la propria attività giornalistica nella carta stampata austriaca.

Dal 1997 Guido Steinegger ha ricoperto il ruolo di addetto stampa del Bauernbund, diventando nel 2014 caporedattore della rivista “Der Südtiroler Landwirt”.

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Nato e cresciuto a Bolzano, laureato in Scienze politiche all’Università di Padova, Michele Bolognini ha 43 anni ed è vice-caporedattore dell’Agenzia di stampa e comunicazione dal gennaio 2016. Il suo percorso professionale si è snodato fra tv, radio e carta stampata, portandolo ad occuparsi di politica, economia e sport.

Agenzia di stampa e comunicazione

L’Agenzia di stampa e comunicazione, diretta da Marco Pappalardo, occupa 11 giornalisti (10,6 posti di lavoro) e 7 “amministrativi”, e cura non solo l’attività rivolta ai media con comunicati, foto e video, ma anche l’informazione “diretta” ai cittadini sulle attività dell’amministrazione provinciale tramite il portale web delle news, recentemente ammodernato, e i canali social Facebook, Twitter e Youtube.

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Politica

Omnibus, via al disegno di legge. Nuova anagrafe con profili genetici dei cani dal 2021

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Via libera della Giunta provinciale al disegno di legge omnibus, che modifica una serie di leggi provinciali nei più svariati settori: dalla scuola al personale, dalla tutela del paesaggio a caccia e pesca, dalla sanità all’innovazione, dall’edilizia abitativa agevolata al commercio. Tra le novità più importanti, spiccano quelle legate alle scuole dell’infanzia. Ora il testo, composto da 40 articoli, dovrà passare al vaglio delle competenti commissioni legislative prima di approdare in Consiglio provinciale per la discussione e l’approvazione definitiva.

Iscrizione alle scuole dell’infanzia

Rispetto al passato, alla luce del rafforzamento dei servizi alla prima infanzia su tutto il territorio, potranno essere iscritti alle scuole materne i bambini che compiono i 3 anni di età solo entro il mese di dicembre dell’anno in cui avviene l’iscrizione.

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“Si tratta di un provvedimento volto ad agevolare chi lavora nelle strutture – ha spiegato il presidente Arno Kompatscher – e che consente di dividere in maniera più netta i compiti dell’assistenza alla prima infanzia da quelli di una vera e propria scuola”.

Per ovviare alla carenza di personale nell’ambito delle stesse scuole dell’infanzia, inoltre, verranno integrati e ampliati i requisiti per poter accedere al profilo professionale della collaboratrice pedagogica. Sempre in tema di scuola, infine, è stato deciso di estendere la rappresentanza nelle consulte provinciali di genitori e studenti, coinvolgendo anche le scuole professionali.

Anagrafe degli animali da affezione

L’anagrafe degli animali da affezione (ex anagrafe canina) è istituita presso il Servizio veterinario dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, e dal 1° gennaio 2021 dovranno esservi registrati i profili genetici degli cani, con costi a carico dei proprietari, mentre un’apposita sezione sarà dedicata ai cani considerati pericolosi.

Aumentano, infine, le multe per chi viola il divieto di lasciare vagare i cani: la sanzione passerà da 50 a 500 euro.

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Politica

Indennità di funzione, i dirigenti dovranno restituire

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Una sentenza ha dichiarato incostituzionale la normativa provinciale che trasformava l’indennità di funzione dei dirigenti da elemento straordinario in elemento fisso della retribuzione. Per questo motivo, dopo aver consultato gli esperti di Avvocatura e Ripartizione personale, la Giunta provinciale ha approvato oggi (18 giugno) una serie di misure di natura sia tecnica che amministrativa per sanare la situazione.

Coloro che ricoprono incarichi dirigenziali continueranno a ricevere la propria indennità di funzione, ma la stessa diventerà parte variabile, ovvero legata all’incarico effettivo, e non più fissa dello stipendio, mentre tutti i dipendenti pubblici che in passato avevano un incarico dirigenziale e ora non lo hanno più (o non lo hanno in quella forma) non riceveranno più la relativa indennità di funzione.

In aggiunta a ciò, la Provincia è costretta ad avviare un procedimento per riscuotere da ogni funzionario le indennità versate in maniera “illegittima” dal 2009 ad oggi. Secondo quanto affermato dal presidente Arno Kompatscher, si stima che questa situazione coinvolga tra i 600 e gli 800 funzionari dell’amministrazione provinciale, ai quali ne vanno aggiunti altri 250 dell’Azienda sanitaria.

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Le somme da restituire si aggirano tra gli 800.000 euro e il milione di euro per ognuno dei 10 anni, a fronte di una spesa totale per il personale provinciale che supera il miliardo di euro l’anno.

“Purtroppo – ha spiegato Kompatscher – i funzionari dovranno restituire queste somme pur non avendo alcuna colpa, e mi sento di dire che neppure coloro che hanno pagato queste indennità hanno colpe specifiche, in quanto hanno applicato leggi e accordi collettivi che erano in vigore e solo ora sono stati dichiarati incostituzionali. Apriremo un confronto con ogni singolo dipendente interessato da questo provvedimento, e prevederemo la possibilità di suddividere il pagamento in rate“.

Le misure approvate dalla Giunta provinciale prevedono anche la modifica del primo comma dell’articolo 1 della legge provinciale che disciplina l’indennità di dirigenza (legge 9/2017), nonchè una più generale revisione della legge provinciale sul riordinamento della struttura dirigenziale (legge 10/1992). “E’ necessario arrivare all’elaborazione di un modello che riesca a rispettare i principi generali dello Stato, pur conservando le particolarità e le caratteristiche peculiari dell’Alto Adige“, ha concluso Kompatscher.

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