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Video rap di Sinigo: aperti due fascicoli da Procura e tribunale dei minori

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In seguito alla pubblicazione sul canale Youtube del video musicale che mostra alcuni giovani stranieri e italiani di Sinigo, tra i quali dei minorenni, rappare tra pistole e droghe leggere (che affermano essere solo rappresentazioni), la Procura della Repubblica di Bolzano e quella del tribunale dei minori hanno aperto due differenti fascicoli.

Nonostante i ragazzi abbiano giustificato come meramente musicale lo scopo della realizzazione del video, la procuratrice del tribunale dei minori Antonella Fava ritiene di dover approfondire la questione e di doverla trattare soprattutto in relazione a una problematica educativa.

Molti dei ragazzi coinvolti sono giù seguiti dai servizi sociali. Ora, diversi controlli sono stati predisposti dal vicepredidente della Provincia Vettorato nelle scuole frequentate da questi adolescenti, mentre l’assessora Ulli Mair dei Freiheitlichen ha annunciato un’interrogazione in consiglio provinciale.

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L’obiettivo dunque non è solo quello di valutare l’esistenza di eventuali ipotesi di reato correlate al filmato che tuttavia, oltre a un clima generale di violenza suburbana, trasmette attraverso le rime dei giovani musicisti messaggi contro lo Stato.

 

 

 

 

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Scena, automezzo di 40 tonnellate sprofonda nel terreno: recuperato dai vigili del fuoco

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Questa mattina il Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco di Bolzano è stato chiamato con l’autogrù in supporto ai Vigili del Fuoco Volontari di Scena per recuperare un mezzo pesante in difficoltà.

Mentre l’autista percorreva una curva della stradina di accesso ad un cantiere, il mezzo è finito con le ruote posteriori sul terreno indebolito a causa delle forti piogge dei giorni scorsi e successivamente é sprofondato.

Il mezzo, usato per la realizzazione di sottofondi industriali, del peso complessivo di circa 40 tonnellate è rimasto in bilico e rischiava di ribaltarsi.

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Con l’ausilio dell’autogru ed il verricello del carro attrezzi si è riusciti ad sollevare in parte il mezzo incidentato e riposozionarlo nuovamente sulla strada consolidata. Nessun danno al mezzo. Illeso l’autista.

Dopo circa tre ore l’intervento é stato terminato.

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Merano

Aggressione con rapina in via delle Corse a Merano: arrestato il secondo complice

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I Carabinieri di Cermes hanno infatti rintracciato un 21enne algerino nel tardo pomeriggio di ieri, che insieme a un complice già arrestato, tre giorni fa ha aggredito in un bar di via delle Corse un cittadino serbo di 36 anni, derubandolo e rapinandolo.

Come si ricorderà l’uomo alla vista dei militari intervenuti per la rapina, era riuscito a scappare facendo in quel momento perdere le sue tracce.

Le ricerche non si sono mai interrotte dal momento della fuga dell’uomo e, data anche l’indole delinquenziale e la pericolosità del soggetto, (era stato appena scarcerato e condannato a seguito di un aggressione con il gas urticante avvenuta a fine ottobre a Merano in danno di un ragazzo del posto) sono state portate avanti notte e giorno, scandagliato e controllato luoghi e persone che potessero ospitare e/o eventualmente aiutare nella fuga il 21enne.

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Alla fine lo straniero è stato rintracciato a Merano in via delle Terme. La rapida azione dei militari non ha consentito all’uomo neppure di provare una fuga, venendo così subito immobilizzato.

Portato in caserma in Via Petrarca a Merano gli è stato anche sequestrato un telefono cellulare e un orologio di valore marca Omega probabilmente rubato. Sono infatti in corso gli accertamenti per risalire all’effettivo proprietario.

Le indagini sono a cura dei Carabinieri di Cermes e del Nucleo Radiomobile di Merano. Condotto in carcere di Bolzano, il 21enne ora dovrà rispondere, nuovamente, delle sue responsabilità penali davanti alla Procura della Repubblica del capoluogo.

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Merano

Casette per i Sinti meranesi a 25 euro, FdI: “Canone che resta ridicolo, ora va aumentato”

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A un anno di distanza dalla prima polemica si torna a parlare delle casette costruite dal Comune di Merano all’interno del nuovo campo nomadi tra la pista ciclabile per Lagundo e l’Adige, alla fine di via Postgranz.

Piccole abitazioni destinate ai sinti locali. A quel tempo, il dissenso si incentrava sulla delibera che determinava il canone per le strutture nella microarea: una cifra di soli 25 euro.

Si tratta della metà del minimo previsto da una legge provinciale sull’assegnazione degli alloggi pubblici – hanno spiegato – perché gli appartamenti sono sprovvisti della camera da letto. I nomadi che occupano il campo dormono infatti nelle roulotte posteggiate nei pressi delle strutture.

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Il piccolo complesso è costato all’amminstrazione comunale circa 900mila euro tra opere di messa in sicurezza, adattamento del terreno e costruzione materiale delle casette, con relativa fornitura degli arredi.

Lungi dall’essersi esaurita, oggi la protesta riparte da Fratelli d’Italia.

Ci troviamo nuovamente di fronte ad una decisione che ha dell’incredibile – denuncia il responsabile meranese di FdI Alfonso Ponticelli – . Le contestate villette che il Comune di Merano ha deciso di costruire come nuovo campo nomadi, che sono costate ai contribuenti un occhio della testa e arredate con piccoli angoli cottura pagati un vero e proprio sproposito, saranno nuovamente – in base alla deliberazione della giunta comunale a voti unanimi nr.477 del 12/11/2019 – assegnate a 25 euro mensili; metà del canone minimo mensile per alloggi pubblici.

Se già a monte la decisione di costruire delle vere e proprie casette ci sembrava folle, ci sembra ancora più folle continuare nel procedere all’assegnazione delle case con una cifra del tutto irrisoria a dispetto di tutti quei meranesi che – a parità di metratura e servizi – sono costretti a fronteggiare canoni di mercato proibitivi di 500-600 euro mensili“.

Continua Ponticelli: “Ci piacerebbe sapere se al momento attuale, tutti gli assegnatari degli alloggi, siano correttamente in regola con i pagamenti mensili dell’anno ormai passato e se abbiano effettivamente versato la cauzione d’uso, anch’essa irrisoria e pari a 75 euro.

Lo chiediamo per rispetto di tutti quei cittadini che, nel momento in cui non risultino in regola con i pagamenti si vedono arrivare nelle cassette delle poste una procedura di riscossione. Non vorremmo che in caso di mancato pagamento si chiudano gli occhi e si faccia finta di non vedere.

Ma ci chiediamo anche se tutti quei costi di interventi di pulizia del greto in quella zona del fiume, che costantemente bisogna effettuare, siano stati accollati a chi in quella zona vi risiede ed evidentemente pone in essere quegli sversamenti anomali“.

Sarebbe stato corretto, dopo l’indignazione dell’anno passato della cittadinanza e della milionesima marcia indietro di qualche assessore, che da quest’anno i canoni di quegli alloggi fossero parificati al costo del canone sociale utilizzato per normali appartamenti per i normali cittadini.

In questo caso invece ci troviamo nuovamente di fronte ad una previsione privilegiata e senza alcun motivo dovuta ad uno status; previsione che lascia l’amaro in bocca a tutti i cittadini che non solo pagano un canone di locazione ma che, puntualmente , ogni anno sono costretti a presentare le relative certificazioni Isee per il calcolo del canone: altro adempimento burocratico non richiesto ai sinti“, conclude il coordinatore meranese.

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