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Benessere e Salute

20 novembre, Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia: una luce di speranza

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Ogni anno, il 20 novembre, in quasi tutti i paesi del mondo si celebra la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Nella medesima data, 31 anni or sono, veniva infatti approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia.

Il documento, ratificato dall’Italia il 27 maggio 1991 con la legge n 176, ribadisce come tutti i bambini del mondo godano degli stessi diritti, qualsiasi sia il loro sesso, luogo di nascita, religione, lingua o etnia d’appartenenza. Si riconosce quindi formalmente ai minori il ruolo di soggetti universalmente dotati di diritti giuridici come ad esempio il diritto al nome, alla salute, a una corretta alimentazione, all’istruzione, alla sopravvivenza e a vedere rispettate riservatezza e libertà di espressione.

La Convenzione si fa quindi baluardo del principio di non discriminazione (art 2) e prevede che in ogni decisione, azione legislativa, provvedimento giuridico, iniziativa pubblica o privata di assistenza sociale, l’interesse superiore del bambino debba essere una considerazione preminente (art 3). Allo stesso modo consolida il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i procedimenti che li riguardano, soprattutto in ambito legale (art 12). L’attuazione del principio comporta il dovere, per gli adulti, di ascoltare il bambino capace di discernimento e di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.

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Proprio per via di queste peculiari ricadute giuridiche la Convenzione ispira particolarmente l’operato degli psicologi attivi in ambito forense, minorile e genitoriale. Psicologi che, come altri professionisti dell’area minorile, da sempre si adoperano per tutelare primariamente il benessere e la salute psichica, sociale, emotiva e relazionale dei giovani coinvolti nelle loro prestazioni professionali. 

E proprio ora più che mai, mentre già si sta delineando l’impatto brutale che la pandemia COVID 19 ha e avrà sui bambini di tutto il mondo, aggravando le difficoltà economiche di quelle famiglie che da tempo faticano a sopravvivere, ostacolando più o meno direttamente l’accesso all’istruzione, rendendo più complessa la socializzazione attraverso sport e contatto fisico, instillando angosce per il futuro e sospingendo gli adulti più fragili a derive aggressive o tossicofile; proprio ora si fa più importante e irrinunciabile il supporto e l’attenzione che gli psicologi italiani possono fornire ai minori e alle loro famiglie.

Gli effetti deleteri della pandemia si aggiungono infatti alla tristemente consolidata quota di sofferenza che ancora oggi e anche in paesi moderni e avanzati come il nostro, vede sin troppi minori vittime di violenze, abusi, discriminazioni, emarginazione, maltrattamento o abbandono. Alcuni soffrono ancora la fame, altri la privazione degli affetti dei genitori, diversi non accedono agli studi. Per questi minori, per il futuro che rappresentano per il nostro Paese e per inviare un chiaro segno di attenzione e presenza anche in periodo di restrizione degli eventi pubblici, gli psicologi italiani hanno invitato tutti i Sindaci ad illuminare, nella serata di venerdì 20 novembre, i siti più significativi di ciascun Comune con il colore verde, perché la speranza e la vitalità dei bambini torni a far risplendere le nostre città.

Il contributo per La Voce di Bolzano è del Dr Michele Piccolin, psicologo forense, Referente regionale AIPG Associazione italiana psicologia giuridica, Consigliere Ordine Psicologi Bolzano.

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