Connect with us

BIDONZOLO

Alfabeto Ecologico: P come pasta sfoglia

Pubblicato

-

Il nostro alfabeto ecologico punta oggi alla lettera “P” e ne approfitterei per parlare proprio pasta sfoglia fatta in casa!

Le feste di Natale sono passate. Quanta pasta sfoglia abbiamo utilizzato?

Preparare la pasta sfoglia è una delle tecniche più antiche e più conosciute in cucina e sono diversi i motivi: la praticità, la facilità degli ingredienti e il loro bassissimo costo.

Tagliatelle, tagliolini, lasagne, ravioli, tortellini, tutti piatti squisiti che si possono fare con una buona pasta sfoglia, ma il loro sapore dipende proprio da come viene fatta.

Basta una ciotola capiente, un mattarello e un piano di lavoro (se in legno, meglio).

Bene, cominciamo?!
Setacciate e disponete la farina sul piano di lavoro, in vetta alla montagnola di farina, formate un buchetto al centro e rompete, una alla volta, le uova.

Aggiungete il sale, poi quando mettete le uova nella farina, sbattetele leggermente con una forchetta e cominciate subito a impastare con le dita in modo che l’non esca fuori. Mescolate le uova con una forchetta, prendendo man mano la farina dai bordi, cominciando sempre dall’interno.

Lavorate con le mani l’impasto dall’esterno verso l’interno, amalgamando tutta la farina che avete a disposizione. Se l’impasto dovesse sembrarvi un po’ duro, aggiungete uno o due cucchiai di acqua tiepida e continuate a impastare fin quando non risulta liscio e compatto.

Dopodiché avvolgete la vostra pasta sfoglia nella pellicola trasparente e lasciatela riposare per circa 30 minuti in un luogo fresco e asciutto. Dopo averla fatta riposare, vi accorgerete che la pasta sarà più morbida ed elastica, significa che è pronta per essere stesa.

Infarinate ancora il piano di lavoro per non farla attaccare e prendete il mattarello. Prima premete bene l’impasto per cercare di appiattirlo, poi arrotolate un’estremità dell’impasto sul mattarello, tenete ferma con una mano l’altra estremità della sfoglia e fate scorrere il mattarello.

Ripetete lo stesso movimento fino a che la pasta sfoglia non avrà lo spessore di cui abbiamo bisogno. Alla fine non ci vuole neanche così tanto tempo per una buona pasta sfoglia fatta in casa: per l’impasto ci vuole una ventina di minuti; mezzora per farla riposare e 15 minuti per stendere la sfoglia.

Direi che la pasta sfoglia è davvero una ricetta sostenibile perché di sicuro non avanza, si risparmiano tempo e soldi e di sicuro non fa male né a noi né al nostro bellissimo Pianeta.

Alla prossima, Bidonzolo.

BIDONZOLO

Alfabeto Ecologico: Q di quadrupedi

Pubblicato

-

Il nostro alfabeto ecologico questa settimana arriva alla lettera “Q” come “quadrupede”.

E non è solo dei nostri amici a quattro zampe che vorrei parlare ma, in particolare, del loro modo di reagire all’inquinamento.

Eh già. Un problema che, purtroppo, subiscono senza aver fatto niente per meritarselo.

I più penalizzati dallo smog della città sono gli amici a quattro zampe che soffrono le sostanze come ad esempio il piombo, rischiando seriamente di ammalarsi.

Un altro tipo di fumo che fa male all’ambiente e ai nostri amici pelosi è quello delle sigarette.
La nicotina per i quadrupedi è un vero e proprio veleno! Gli animali domestici che respirano più fumo di quelli con padroni che non hanno la passione per la sigaretta, sono più a rischio.

Una volta ho letto un articolo che parlava di una ricerca scientifica: i quadrupedi a contatto con i fumatori si ammalano di più.

Per quadrupedi s’intendono tutti gli animali a quattro zampe quindi non solo cani e gatti, ma anche le mucche, i cavalli e proprio loro che pascolano o si muovono nei pressi di elettrodotti e campi magnetici a bassa frequenza, mettono a rischio la loro salute.

Questi campi elettrici non fanno male solo a noi umani, purtroppo!

Poi ci sono pecore, capre, bovini che sono molto sensibili all’amianto e insetticidi che si usano a casa, ma anche nei campi o nei luoghi per la raccolta.

I quadrupedi di tutto il mondo sono sempre più esposti a tutte le contaminazioni che i nostri comportamenti causano, anche se non sembra l’inquinamento e i rifiuti che produciamo ogni giorno a casa nostra, colpiscono anche gli animali che abitano lontano dalle città e dai centri urbani.

Un rapporto del WWF racconta che gli animali al Polo Nord stanno vivendo ormai una situazione disastrosa, una vera e propria discarica chimica con conseguenze terribili per la loro vita.

La maggioranza dei quadrupedi è composta di mammiferi, cioè creature come noi, in grado di avere cuccioli.

Se si ammalano queste specie, rischiamo che di cuccioli ce ne siano sempre meno, mettendo a rischio intere famiglie di animali.

È un compito importante che dobbiamo prendere bene in considerazione.

L’ambiente, la natura è la loro casa.
Cerchiamo di tenerne di conto, cerchiamo di non distruggerla.

Alla prossima, Bidonzolo.

Continua a leggere

BIDONZOLO

Alfabeto Ecologico: O di Ombretto

Pubblicato

-

Il nostro alfabeto ecologico oggi arriva alla lettera “O”, come ombretto.

Vi starete chiedendo cosa c’entra un ombretto con l’ambiente e la salute, ma a seconda di quale polvere o crema o matita usate, il rischio d’inquinamento sale!

Già nell’Antica Roma le mogli dei Signori erano solite truccarsi, ma a disposizione avevano soltanto materie prime naturali e grandi pentole in cui scaldare questi estratti.

Pomate, essenze: già all’epoca s’incipriavano il viso, gli occhi e il collo, ma anche le braccia e le mani con sfumature delicatissime.

Dal carbone derivava il loro ombretto nero.
Oggi, invece, possiamo scegliere tra migliaia di colori e, per assurdo, è proprio qui che dobbiamo stare un po’ più attente!

Ahimè, con il passare degli anni e le numerose scoperte che ci hanno formato fino ad oggi, i trucchi per noi signore sono diventati tantissimi, ma purtroppo non tutti sono naturali.

E molti possono anche farci male. L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è una sigla importantissima che dovreste assolutamente cercare anche voi quando scegliete il vostro ombretto o make-up.

È utilizzata sulle etichette di tutta Europa (e non solo!) per indicare i diversi ingredienti presenti all’interno di un prodotto cosmetico, così chi ha magari problemi di allergie, può identificare con facilità ciò che c’è dentro.

Per fortuna ci sono anche i prodotti naturali e sempre di più ci stiamo orientando verso l’ombretto più ecologico.

Qui troveremo sicuramente ingredienti certificati e controllati.
Un ombretto eco-bio è fatto con estratti naturali e pigmenti minerali che insieme riescono a creare la stessa trama di un qualsiasi altro ombretto comune.

La differenza non si nota, se non per la qualità!
La pelle non si irrita più o non si secca.

Possiamo tenere il nostro ombretto dalla mattina alla sera e poi toglierlo semplicemente con dell’acqua.
Non hanno bisogno di alcool o sostanze derivate dal petrolio (che poi sono queste le principali a causare danni alla pelle!) né di conservanti né di profumi.

Se poi, il vostro nuovo ombretto oltre ad essere naturale è anche biologico, meglio!
Vi dà la garanzia di non avere origine animale né di essere testato sugli animali.
Solo estratti naturali derivati da coltivazioni in cui non si fa uso di pesticidi o veleni.

Alla prossima, Bidonzolo.

Continua a leggere

BIDONZOLO

Alfabeto Ecologico: N di Natale

Pubblicato

-

Le feste si avvicinano e neanche a farlo a posta il nostro alfabeto ecologico oggi arriva proprio alla lettera “N” come Natale!

Il Natale è una delle feste più belle e sentite, soprattutto in famiglia ma, fra regali, grandi pranzi e cenoni, non pensiamo mai a quante cose rimpiazziamo, scartiamo o avanziamo proprio in questo periodo.

Iniziamo con la scelta dell’albero.
Preferire un albero finto a uno vero non è sempre la soluzione migliore per l’ambiente.

Ci sono milioni di alberi finti acquistati ogni anno, ma quello che non si sa è la grande quantità d’inquinamento che producono.

Forse se l’albero in questione fosse un vero abete che arriva dal nostro Paese, la scelta sarebbe meno dolorosa.

Più è vicino il luogo di coltivazione o il bosco dal quale l’albero è stato prelevato, meno chilometri farà fino a casa nostra e quindi, proprio parlando di emissioni nocive, minore sarà il suo impatto sull’ambiente.

Ci sono foreste certificate, le PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), che garantiscono una gestione sostenibile e responsabile degli alberi.

Se ci affidiamo alle loro indicazioni, l’albero non soffre, l’ambiente subisce un danno molto minore e noi, portiamo a casa il nostro alberello di Natale salvaguardando comunque il nostro bel pineta.

La scelta migliore per me, rimane comunque quella di riciclare materiali e realizzare un alberello, magari un po’creativo e fantasioso, ricco di spirito ed emozione adatti al Natale.

Pensiamo alle decorazioni.

Se siamo stati bravi e ordinati, riusciamo a riciclare per anni le stesse luci e decorazioni del passato.

Se però qualcosa non funziona oppure vogliamo dare un nuovo look al nostro albero, possiamo pensare ad una soluzione più ecologica.

Che ne dite di riciclare fogli o cartoncini per creare le nostre decorazioni?
Potremmo giocare con i nostri bambini di casa e trascorrere un Natale più green.

Sono bellissime anche le decorazioni in legno, in bambù oppure con le pigne e la frutta secca.

Per addobbare il resto della casa si possono appendere ghirlande fatte con foglie e rami, bacche o inventare qualche oggettino di carta o di legno.

Lasciamo perdere la neve sintetica per dare un’aria più invernale alle cose, meglio cospargere i rami con della farina o dello zucchero a velo.

O magari con dei brillantini!

Natale è anche tempo di fare regali!

Per incartarli basterà usare carta riciclata o da pacco, preferendo nastrini o spaghi che sono più facili da riutilizzare, invece di usare il nastro adesivo o le colle che fanno male!

Secondo me anche Babbo Natale è rispettoso dell’ambiente ed è più felice se festeggiamo il suo arrivo pensando ad aver cura delle cose che abbiamo.

Per noi, per le generazioni future, per il nostro bellissimo Pianeta.

Alla prossima, Bidonzolo.

Continua a leggere

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

di tendenza