Bolzano
Comando Provinciale Carabinieri di Bolzano: positivamente concluso il servizio di controllo agli scuolabus
Il servizio di controllo di legalità sull’autotrasporto scolastico era stato ideato più di vent’anni fa dopo un terribile fatto di cronaca in cui una scolara morì schiacciata dalle ruote di uno scuolabus.
Anno scolastico dopo anno scolastico la sinergia tra ripartizione mobilità della Provincia autonoma di Bolzano e i carabinieri del Comando provinciale è incrementata sempre più fino a essere, circa dieci anni or sono, messa anche in forma scritta e rinnovata a ogni inizio di anno scolastico.
I carabinieri intervengono presso le fermate per accertarsi principalmente cha i concessionari del trasporto scolastico svolgano il proprio servizio alla collettività nella legalità, impiegando veicoli a norma e conducenti in possesso di tutte le previste abilitazioni di guida.
I militari dell’Arma controllano ad esempio se il mezzo sia immatricolato per il servizio di noleggio con conducente (n.c.c.), se il conducente sia in possesso di certificato di abilitazione professionale (c.a.p.) e di carta di qualificazione del conducente (c.q.c.) (e della patente ovviamente), se il numero di alunni non ecceda la capienza del mezzo, che vi sia un accompagnatore in caso di bambini delle materne e – negli ultimi due anni – se le norme anti-covid siano rispettate.
Le nove compagnie nel territorio altoatesino hanno nel corso dell’anno eseguito complessivamente 752 controlli ed elevato in tutto tre sanzioni, di cui due in Pusteria. Una sanzione è stata fatta per l’impiego di un veicolo non omologato per n.c.c. che prevede la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 173 (121,10 entro cinque giorni e 346 oltre il 60° giorno) e la sospensione della carta di circolazione e fermo amministrativo da 2 a 8 mesi. Un conducente è stato trovato privi di c.a.p. e in tal caso la sanzione l’ha avuta sia lui (euro 408 e fermi di 60 gg per il mezzo) che il datore di lavoro (euro 397).
Da ultimo un conducente e il suo datore di lavoro sono stati sanzionati perché il primo – in periodo di vigenza dell’obbligo della certificazione verde anti covid – era privo appunto del green-pass e l’altro ovviamente lo aveva impiegato senza accertarsi che il dipendente fosse in regola.
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