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Alto Adige

Concorso per 11 posti da bibliotecario

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L’amministrazione provinciale ha bandito un concorso per l’assegnazione di 11 posti da bibliotecario qualificato (VII qualifica funzionale) presso 5 scuole di lingua tedesca, 5 scuole di lingua italiana e 1 scuola di lingua ladina.

Il bando vede avvicinarsi la scadenza per la presentazione della candidature, che dovranno essere inviate entro le ore 12 di venerdì 20 dicembre 2019 presso l’Ufficio assunzioni personale di via Renon 13, a Bolzano (sabine.hanni@provincia.bz.it – 0471412147).

I requisiti per poter accedere al concorso sono il possesso di un diploma universitario almeno triennale specifico per il settore, oppure il possesso di un altro diploma universitario triennale e di una formazione specifica in ambito universitario, e l’attestato di bilinguismo C1 (ex patentino A).

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Per quanto riguarda le scuole in lingua italiana, i posti sono 5: presso l’Istituto pluricomprensivo Vipiteno-Alta Val d’Isarco, l’Istituto comprensivo Merano II, il Liceo classico “Carducci” di Bolzano e l’Istituto di istruzione secondaria “De Medici” di Bolzano i posti a disposizione sono al 50% (19 ore settimanali), mentre per l’Istituto pluricomprensivo Bolzano-Europa I il posto è sempre a tempo parziale ma al 75% (28 ore settimanali).

Per le scuole in lingua tedesca i posti da bibliotecario qualificato sono presso Istituto tecnico economico “Kunter” di Bolzano (19 ore), Liceo scientifico e Istituto tecnico per le costruzioni “Anich” di Bolzano (19 ore), Istituto pluricomprensivo Campo Tures (19 ore), Istituto comprensivo Prato allo Stelvio e Istituto comprensivo Sluderno (15 e 13 ore per un totale di 28 ore) e Istituto d’istruzione superiore Vipiteno (28 ore).

L’undicesimo posto (19 ore) è invece presso l’Istituto comprensivo Selva di Val Gardena.

Il bando completo è a disposizione sul portale web della Provincia dedicato al personale nella sezione concorsi per il personale amministrativo.

Alto Adige

32° Triathlon del Lago di Caldaro

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Dalle sponde del bacino lacustre del Lago di Caldaro ci si tuffa per aprire la stagione delle distanze olimpiche del triathlon, festeggiando la 32.a edizione dello storico evento altoatesino il prossimo 9 maggio.

Il comitato organizzatore del Triathlon del Lago di Caldaro presieduto da Werner Maier annuncia con soddisfazione che già 100 iscritti hanno aderito all’evento: “Dato davvero molto positivo a questo punto dell’anno”, e la presenza di un atleta d’élite come Andrea Secchiero, in passato già vincitore della manifestazione (2018, 2017, secondo nel 2013 e 2019), ben distintosi con buone prove alla chiusura della passata stagione, e che vuole ripartire a spron battuto proprio a Caldaro.

Secchiero nella scorsa edizione cercava il tris, sfumato a causa dell’altro azzurro Luca Facchinetti, con vittoria al femminile per l’ungherese Klaudia Sebok.

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Il KSV Caldaro propone un programma di gara immutato ed immutabile: 1500 metri fra le acque del lago di Caldaro prima di inforcare la bicicletta per 40 km e concludere la performance calzando le scarpette, verso gli ultimi 10 km sino alla finish line. 250 volontari conducono i protagonisti sino al traguardo allestendo un tracciato con i fiocchi, utilizzato sia dai pro per scaldare i motori in vista del via, sia dagli amatori che da quasi 32 edizioni abbracciano la manifestazione orchestrata dal comitato di Maier.

Le iscrizioni sono aperte, alla cifra di 70 euro che potrà essere saldata entro il 2 maggio, ricordando che chi dovesse tardare troppo potrà iscriversi anche entro il 7 maggio con una spesa aggiuntiva di 10 euro, ma solo dopo avvenuta approvazione.

Meglio dunque non aspettare le ultime giornate e aderire subito al Triathlon del Lago di Caldaro numero 32. Confermata anche la gara a squadre in pedalò, dopo il successo della passata edizione che ha visto quasi 50 equipaggi al via per aiutare l’associazione sportiva Sudtiroler Sporthilfe.

I migliori? I Vigili del Fuoco di Caldaro!

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Merano

Merano: lavori in dirittura di arrivo alla scuola di Sinigo

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A maggio dello scorso anno si era svolta la cerimonia per il completamento del grezzo, nel frattempo i lavori sono proseguiti a spron battuto e sono ormai in dirittura di arrivo. Questa mattina la Giunta al gran completo, guidata dal sindaco Paul Rösch, ha visitato il cantiere.

I lavori della scuola di Sinigo affrontano la fase conclusiva. Entro fine febbraio verranno completati tutti gli interventi all’interno dell’edificio, a seguire verrà fornito l’arredo, che verrà completato per il per il mese di giugno. A causa delle temperature estremamente rigide delle ultime settimane i lavori per la sistemazione del piazzale esterno sono stati temporaneamente sospesi. Riprenderanno non appena le condizioni meteorologiche saranno più miti, presumibilmente tra febbraio e marzo“, ha spiegato l’assessore Stefan Frötscher.

Sempre nel mese di giugno verrà poi effettuato il collaudo dell’opera, cosicché nei mesi estivi la scuola elementare in lingua tedesca di via Damiano Chiesa e quella in lingua italiana di via Nazionale potranno essere trasferite nel nuovo stabile di via Piedimonte.

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La realizzazione della nuova scuola elementare a Sinigo è uno degli investimenti più importanti effettuati nel settore dell’edilizia  scolastica nel corso di questa legislatura. Si tratta di un’opera che ha anche un forte valore anche simbolico, perché ospiterà, in un unico edificio, cinque classi di lingua tedesca e otto di lingua italiana – con una biblioteca, una palestra e una mensa in comune. Questa struttura interetnica sarà un modello per il futuro. Siamo lieti, assieme alla popolazione di Sinigo, che i lavori si stiano avviando alla loro conclusione“, hanno ribadito il sindaco Paul Röäsch e il vicesindaco Andrea Rossi.

Il progetto è stato elaborato dall’architetto Wolfgang Simmerle e dagli ingegneri Paul Psenner, Bernhard Psenner e Antonio Sepp. I lavori sono stati appaltati alle ditte Carron Bau GmbH di Varna e Wolf Fenster AG di Naz-Sciaves.

La spesa complessiva è di 7,4 milioni di euro.

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Alto Adige

Rifugi, riunione della commissione paritetica con l’assessore Bessone

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L’assessore Massimo Bessone, competente per la riqualificazione di 26 rifugi che sono passati dalla Stato alla Provincia, ha partecipato alla prima seduta del 2020 della commissione paritetica provinciale rifugi.

La commissione ha definito le priorità di intervento dei rifugi in base a criteri tecnici, redigendo il piano delle manutenzioni ed esprimendo pareri qualificati sui rifugi di nuova costruzione. Compito della commissione, infatti, è quello di approvare tutti gli interventi, anche quelli urgenti.

Nella seduta gli esperti hanno preso atto dello stato di avanzamento dei lavori di risanamento dei rifugi che avevano maggior urgenza di intervento. Nel 2019 erano state avviate le procedure per l’assegnazione dei lavori di 8 dei 9 rifugi per un importo complessivo di 5.685.000 euro: i lavori saranno svolti nell’estate 2020 e, se necessario, nell’estate successiva.

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Per gli 8 rifugi della “seconda priorità” sono state avviate nel corso dell’anno da poco concluso le gare per la progettazione degli interventi manutenzione straordinaria per un totale di 3.628.000 di euro. I progettisti faranno quest’estate i sopralluoghi e daranno esecuzione alla procedura.

È importante che continui il prezioso lavoro della commissione, composta da esperti con esperienza pluriennale e competenza in materia di rifugi“, ha sottolineato Massimo Bessone, aggiungendo che “rifugi alpini necessitano di manutenzione e ristrutturazione, e l’impegno della Provincia è quello di garantire la sicurezza degli escursionisti con interventi che rispettino l’ambiente circostante“.

Dei 4 rifugi oggetto di demo-ricostruzione sono terminati i rifugi Ponte di ghiaccio e Al Sasso Nero. È in corso, invece, la gara per i lavori al rifugio Petrarca, mentre è stato approvato il piano planivolumetrico per il rifugio Pio XI alla Palla Bianca.

Fanno parte della commissione paritetica i presidenti di CAI Alto Adige, Claudio Sartori, e AVS (Alpenverein Südtirol) Georg Simeoni, nonché il direttore della Ripartizione patrimonio Daniel Bedin e il direttore dell’Ufficio geologia e prove materiali Volkmar Mayr.

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