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Fondo immobiliare Obelisco: quali le possibilità per i detentori di quote?

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La vicenda del Fondo immobiliare Obelisco (avviato nel 2005 e liquidato a giugno 2019) ha causato ingenti perdite finanziarie a circa 31.000 piccoli risparmiatori, tutti clienti di Poste Italiane.

Poste è tuttavia corsa ai ripari e ha deciso di proporre, ancora a fine settembre scorso, un’iniziativa di tutela (https://www.poste.it/iniziativa-tutela-fondo-obelisco.html) volta ad offrire una ristoro, almeno parziale, a coloro che sono rimasti scottati dall’esito dello stesso investimento.

In cosa consiste l’iniziativa?

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L’adesione all’iniziativa dovrebbe consentire ai clienti di Poste, detentori delle quote del fondo al 31.12.2018, di recuperare la differenza tra l’investimento iniziale e i proventi e rimborsi distribuiti dal Fondo sino al 30 giugno 2019 (la cd. “perdita”).

In caso di rapporti cointestati, ciascun cliente sarà destinatario dell’iniziativa per la quota parte di propria spettanza. L’iniziativa si differenzia a seconda che il cliente, alla data del 31 dicembre 2018, risulti avere un’età anagrafica inferiore oppure pari o superiore a 80 anni.

Quali le soluzioni proposte dall’iniziativa?

a) Ai clienti che al 31 dicembre 2018 risultavano avere un’età anagrafica pari o superiore a 80 anni, Poste Italiane riconoscerà l’importo di 2.200,00 euro (il “Bonus Compensativo”), pari alla perdita, per ogni quota avente diritto all’iniziativa, sul conto di regolamento collegato al deposito titoli (conto corrente postale o libretto di risparmio postale). Quindi una sorta di ristoro immediato.

b) A tutti gli altri clienti sarà invece offerta la possibilità di reinvestire l’importo risultante dal pagamento del “rimborso finale” (pari ad euro zero) in una polizza assicurativa di Ramo I, denominata “Posteiniziativa Obelisco”, emessa dalla compagnia Poste Vita S.p.A., del Gruppo Poste Italiane, della durata di 5 anni.

Poste Italiane, successivamente alla sottoscrizione della polizza, verserà in polizza a beneficio del cliente un ulteriore importo (il “Bonus Iniziale”), a titolo di premio assicurativo, con l’obiettivo di far recuperare al cliente, alla scadenza della polizza, la perdita.

Qualora il capitale liquidato dalla polizza alla scadenza dei 5 anni non fosse tale da consentire l’integrale recupero della perdita, Poste Italiane procederà a versare un ulteriore contributo (il “Bonus Aggiuntivo”) in misura tale da consentire, in ogni caso, il recupero della perdita per la parte di spettanza di ciascun cliente.

La polizza non prevede commissioni di sottoscrizione, uscita e gestione e, su richiesta del cliente, può essere riscattata prima della scadenza dei 5 anni, alle condizioni e termini descritti nella relativa documentazione contrattuale.

I dettagli della polizza, anche per quel che riguarda gli aspetti fiscali e la tassazione, sono illustrati al seguente link: https://www.poste.it/files/1476501721403/iniziativa-tutela- obelisco-assicurazione-polizza.pdf . È possibile aderire all’Iniziativa, tramite accettazione della proposta, a partire dal 30 settembre 2019 incluso, sino al 6 dicembre 2019 incluso.

c) Poste Italiane ha siglato inoltre un accordo con le Associazioni dei consumatori, fra cui anche il CTCU, che istituisce una procedura di conciliazione dedicata, sempre ai propri clienti, sottoscrittori delle quote del Fondo per valutare situazioni particolarmente disagiate (economiche e/o di salute) rispetto all’Iniziativa di tutela generale.

Le domande dovranno essere presentate dal 1° ottobre 2019 fino al 30 marzo 2020 attraverso una delle Associazioni dei consumatori che hanno sottoscritto il Regolamento di Conciliazione.

Ai predetti clienti, se in possesso dei requisiti previsti dal Regolamento di conciliazione (vedasi https://www.posteitaliane.it/files/1476486499078/Regolament-Fondo-Immobilare-Obelisco.pdf ), potrà essere riconosciuto da Poste Italiane un importo di 2.200 euro pro quota, pari alla differenza fra il
Bz, 27/11/2019 capitale originariamente investito (2.500 euro pro-quota) e i proventi ricevuti negli anni.

E gli altri?

Dall’iniziativa messa in campo da Poste restano esclusi coloro che avevano trasferito le quote del Fondo Obelisco presso altri Istituti, così come coloro che avevano già adito l’Autorità Giudiziaria o altre procedure di risoluzione arbitrale, tra cui principalmente l’ACF (Arbitro per le Controversie Finanziarie).

In particolare, coloro che avevano trasferito le quote del Fondo Obelisco presso altri Istituti oppure hanno ereditato le quote da parenti defunti che le avevano a suo tempo acquistate, possono far valutare la documentazione contrattuale dagli esperti del Centro Tutela Consumatori Utenti (solo residenti in Alto Adige) e qualora esistano validi elementi di contestazione, decidere di presentare a Poste Italiane un reclamo.

Poste ha tempo 60 giorni per fornire una risposta agli interessati, dopo di che, in caso di risposta negativa oppure insoddisfacente, gli stessi possono decidere di presentare un ricorso all’ACF. La procedura del ricorso all’ACF è gratuita e dovrebbe condurre ad una decisione nel giro di qualche mese.

Altra critica è la misura del ristoro: tutti coloro che beneficeranno dell’iniziativa rinunceranno a qualsivoglia tipo di rendimento, leggasi interessi legali e rivalutazione: abbiamo calcolato che ciò equivarrebbe a circa il 40% dell’investimento iniziale.

Non ultima, poi, la certa tassazione del capital gain ottenuto attraverso la polizza proposta, che decurterà l’importo da liquidare – fra altri 5 anni – di un probabile 26%. E questo dopo quasi vent’anni dall’investimento iniziale.”

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Previdenza consiglieri regionali: adeguamenti retroattivi a 7 anni. M5S: “Spudorati”

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Da un anno a questa parte i poteri forti in Trentino-Alto Adige lavorano contro l’adeguamento alla legge, voluta dall’allora Ministro Riccardo Fraccaro, sul taglio dei vitalizi, che equipara il trattamento previdenziale degli ex politici a quello dei cittadini che dovranno andare in pensione col sistema contributivo.

Nella battaglia al mantenimento dei privilegi per politici ed ex politici si distingue come al solito la SVP.

Lo scorso dicembre i consiglieri SVP  Sepp Noggler, Gert Lanz, Jasmin Ladurner, Arnold Schuler, Magdalena Amhof, Franz Locher, Helmuth Renzler, Maria Hochgruber Kuenzer e Manfred Vallazza avevano già cercano di far approvare un adeguamento dei vitalizi all’inflazione, con effetto retroattivo.

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Ora la decisione è presa, in base alla Legge Regionale del 2012, fino ad ora congelata: ai membri del Consiglio regionale viene corrisposto l’adeguamento all’inflazione retrodatato per sette anni. Ai politici in carica, agli ex-politici e a quelli in pensione spetteranno pagamenti supplementari fino a 30.000 euro a testa.

E’ un comportamento spudorato che non può più passare inosservato – così il Consigliere provinciale M5S Diego Nicolini – . Il trattamento deve essere per tutti uguale: politici e cittadini. Non è accettabile che a politici e ex-politici siano corrisposti gli adeguamenti all’inflazione anche in maniera retroattiva e per degli adeguamenti dignitosi degli stipendi di dipendenti provinciali e comunali non si trovino i mezzi”.

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Mezzi di trasporto di imprese edili, Cna: “Evitate le complicazioni”

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Sono state accolte le proposte di CNA Costruzioni, avanzate alle istituzioni europee tramite EBC, l’organismo europeo delle costruzioni di cui CNA è socio fondatore, in merito ai mezzi di trasporto delle imprese edili.

Lo scorso 20 dicembre le istituzioni europee hanno approvato un accordo sui Regolamenti “Tempi di guida” e “Tachigrafi”. La Commissione Trasporti del Parlamento Europeo li ha adottati con un provvedimento del 21 gennaio di quest’anno.

Abbiamo evitato – sottolinea CNA Costruzioni Trentino Alto Adige – che le imprese di costruzioni fossero trattate come imprese di traporto nell’utilizzo dei propri mezzi di lavoro, con tutte le complicazioni ed i costi che ne derivavano”.

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Con riferimento ai punti rilevanti per micro e piccole imprese del settore costruzioni, le istituzioni si sono accordate su quanto segue: i veicoli o combinazioni di veicoli di massa massima autorizzata non superiore a 7,5 tonnellate rimarranno esclusi dai Regolamenti; a tale esenzione si è aggiunto un punto specifico per l’esenzione sulla consegna di prodotti fabbricati su base artigianale; inoltre, le istituzioni europee hanno deciso di escludere i veicoli commerciali leggeri dall’obbligo di installare i tachigrafi quando il trasporto è effettuato per conto proprio dell’azienda o del conducente e a condizione che la guida del veicolo non costituisca l’attività principale del conducente.

In aggiunta ai punti precedenti, le istituzioni UE hanno deciso di introdurre altre possibilità di deroghe nazionali riguardanti le imprese di costruzione, a patto che si tratti di veicoli o combinazioni di veicoli che trasportino macchinari da costruzione. Inoltre, la possibilità di deroghe nazionali potrà riguardare anche i veicoli impiegati per la consegna del calcestruzzo preconfezionato.

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Bessone presenta al Comitato Quasi Centrum il piano riqualificazione Parco Cappuccini

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La riqualificazione del Parco Cappuccini è stato il tema dell’incontro tra l’Assessore provinciale al Patrimonio Massimo Bessone e la Presidente del Comitato dei cittadini “Quasi Centrum” Katrin Teutsch.

Negli ultimi mesi abbiamo lavorato in modo costruttivo con il tavolo di lavoro, appositamente istituito, per dare corpo ad un progetto di contrasto al degrado del Parco Cappuccini con misure urgenti e concrete. Vogliamo mettere in sicurezza il parco, valorizzare il patrimonio esistente, secondo i bisogni e nell’interesse dei cittadini.

Renderemo il capoluogo della provincia nuovamente vivibile, ridando vita al parco che diventerà un luogo ricreativo per le famiglie”, così Bessone.

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Al tavolo collaborano la Ripartizione provinciale Beni Culturali, l’Ufficio provinciale Beni architettonici ed artistici, la Facoltà di Design dell’Università di Bolzano, la Fondazione Teatro di Bolzano e diversi Uffici comunali ed alcuni esperti del settore.

Il progetto di riqualificazione prevede un collegamento fra l’interno e l’esterno del parco tramite la realizzazione di un bar chiosco nella zona adiacente all’attuale ingresso principale al parco da piazza Verdi e così di collegamento al Teatro comunale, la predisposizione di un’area gioco per bambini, di un’area riposo-ombra con un frutteto ed un palco mobile per manifestazioni e concerti.

Il programma per la riqualificazione del parco era stato presentato alla giunta dall’assessore Bessone nel novembre del 2019 ed era stato approvato con costi di 1.340.000 di euro, spese tecniche e IVA incluse, di cui 300.000 di euro per il risanamento delle mura perimetrali e delle infrastrutture e 650.000 di euro per la piantagione, il chioso, sedie, tavoli e palco.

Nel corso dell’ultimo incontro il tavolo di lavoro ha deciso di procedere con il progetto definitivo. Il concorso di progettazione per il progetto esecutivo verrà indetto entro dicembre 2020.

Entro gennaio 2021 si potrebbe giungere all’appalto dei lavori, che potrebbero essere avviati a metà 2021.

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