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Alto Adige

Regioni che garantiscono cure ai cittadini: Bolzano penultima in Italia per Gimbe e Il Sole 24 ore

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La Provincia di Bolzano al penultimo posto, dietro alla Campania, nella classifica nazionale sui requisiti minimi di cura e prestazione sanitaria ai cittadini.

È quanto mostra uno studio della Fondazione Gimbe, riportato oggi da il Sole 24 ore, che proprio nel suo monitoraggio sui Lea restituisce l’amaro risultato della performance della locale Asl.

L’indagine, che rileva anche come in generale oltre un quarto delle risorse spese in Italia per garantire le cure non abbiano prodotto servizi, riporta dati tra il 2010 e il 2017 (ultimo anno utile che riporta numeri completi, lo studio  esclude poi i primi due anni 2008 e 2009 per la frammentarietà dei dati).

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La fotografia, come riporta il quotidiano di Confindustria, dà l’idea della “inaccettabile forbice tra le Regioni nella performance complessiva che è pari al 73,7%: al top per l’erogazione delle prestazioni è l’Emilia Romagna con il 92,5% di adempimento, in coda la Campania con il 53,9%“.

Tra le prime cinque Regioni ci sono anche Toscana, Piemonte, Veneto e Lombardia.

Penultima, preceduta solo da Sardegna, Calabria e Valle d’Aosta, c’è proprio la già citata provincia di Bolzano. Che siano stati conferiti dati incompleti o meno, l’infame posizionamento certo non giova all’immagine della locale Azienda sanitaria proprio nei giorni del dibattito sul nuovo Patto per la salute che profila all’orizzonte probabili commissariamenti anche per inadempienza sui Lea.

Il rischio non è trascurabile, come da tempo afferma Costantino Gallo, direttore Uosd progetti e ricerca clinica dell’Azienda Ospedaliera dell’Università di Padova.

Grande esperto di sanità pubblica nazionale (tra l’altro responsabile scientifico del Mattone Uno, classificazione delle strutture per il Ministero della salute nonché allievo del Dottor Filippo Palumbo, ex capo dipartimento della qualità presso il Ministero della Salute), Gallo sottolinea da tempo immemore le molte criticità del sistema altoatesino.

A meglio documentare gli adempimenti regionali e provinciali in Sanità, ci penserà comunque a breve il Nuovo sistema di garanzia (Nsg), che scatterà a gennaio 2020. Una volta mandata in pensione la griglia Lea, il neonato sistema permetterà probabilmente al ministero di intervenire selettivamente per struttura e per indicatore, evitando forse di dovere infierire con il commissariamento sulle aree critiche.

Alto Adige

Incidente tra tre autoarticolati in A22: il secondo sinistro nel giro di poche ore

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Foto VVFF Egna

Incidente tra tre autoarticolati ieri sera poco prima delle 22, il secondo sinistro  nel giro di poche ore sull’autostrada del Brennero nel tratto tra San Michele all’Adige ed Egna (vedi “Camion rovesciato in A22 tra Egna e San Michele: ferito il conducente“).

Fortunatamente nessuno è rimasto ferito in maniera grave.

I vigili del fuoco sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area e rimuovere i mezzi con un’autogru. Anche questa volta dal serbatoio di un tir sono fuoriusciti diversi ettolitri di gasolio.

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L’A22 è rimasta chiusa al traffico per tutta la durata delle operazioni. Sul posto oltre ai i vigili del fuoco di Egna, anche quelli di San Michele all’Adige e Trento, la polizia stradale, il 188 e il soccorso stradale.

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Merano

Merano: successo per il nuovo sistema di raccolta della plastica (+36%)

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Il nuovo sistema di raccolta della plastica è stato introdotto alle fine di novembre del 2017. In sei siti diversi è possibile smaltire bottiglie, flaconi e contenitori di plastica.

È stato un passo importante per mantenere pulita la nostra città, per venire incontro alle esigenze di cittadine e cittadini e per proteggere l’ambiente“, hanno sottolineato Claudio Vitalini, direttore dell’Azienda Servizi Municipalizzati e l’assessora all’ambiente Madeleine Rohrer.

Fino all’avvio del nuovo sistema di raccolta, per evitare di gettare la plastica nei bidoni dell’immondizia di casa, cittadine e cittadini hanno dovuto consegnare bottiglie, flaconi e contenitori vari nei minicentri di riciclaggio e presso il centro di riciclaggio di ASM a Lana.

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Ogni anno venivano così smaltite circa 80 tonnellate di plastica. Ora la raccolta differenziata di questo materiale risulta notevolmente incrementata. I meranesi hanno infatti dimostrato di apprezzare molto il nuovo servizio.

Nel 2019 sono state infatti raccolte 164 tonnellate di plastica di alta qualità, con un incremento pari al 36% rispetto alle 120 tonnellate smaltite nel 2018.

La raccolta viene effettuata gratuitamente presso il lido, nei rioni Santa Maria Assunta e piazza San Vigilio, in via Fermi, in via Wolf e al rione Marlengo, in fasce orarie precise, durante le quali gli operatori di ASM controlleranno la qualità e la purezza della plastica presa in consegna.

Vogliamo riciclare il 100% del materiale consegnatoci“, hanno specificato Vitalini e Rohrer. Particolarmente adatti a essere riciclati sono i contenitori di materiale sintetico dotati di tappo, ad esempio le bottiglie in PET (polietilentereftalato), PP (polipropilene) e PE (polietilene), che vengono trasportati e trattati nell’impianto della cooperativa Corepla, che dista 300 chilometri da Merano.

Poiché la plastica sporca non può essere riciclata, l’eventuale consegna di materiale non idoneo a essere recuperato comporta per ASM il declassamento, per diversi mesi, in una categoria produttiva meno vantaggiosa.

Ma il riciclaggio è solo una delle strategie della politica ambientale. La priorità è quella di evitare la produzione di rifiuti.

La qualità dell’acqua potabile che esce dalle nostre condutture idriche è ottima. Invitiamo quindi la cittadinanza a preferirla all’acqua in bottiglia. E se proprio l’acqua deve essere bevuta dalla bottiglia, meglio che sia una bottiglia in vetro, che può essere riciclata molto più facilmente rispetto a una bottiglia di plastica“, spiegano Rohrer e Vitalini.

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Alto Adige

Nuovo accesso alla val Badia, lavori a regime nonostante il maltempo

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Con il brillamento del 20 gennaio 2020 hanno preso ufficialmente il via i lavori di costruzione del portale sud del tunnel che fa parte della nuova strada di accesso alla Val Badia.

L’assessore provinciale alla mobilità Daniel Alfreider insieme al direttore della Ripartizione infrastrutture Valentino Pagani e al sindaco di San Lorenzo di Sebato Martin Ausserdorfer ha dato in persona il via alle operazioni. Erano presenti anche i sindaci Albert Palfrader (Marebbe), Giorgio Costabiei (San Martino in Badia), Angel Miribung (La Valle), Iaco Frenademetz (Badia) e Robert Rottonara (Corvara).

In tabella di marcia nonostante il maltempo

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Anche se il maltempo del novembre scorso ha provocato rallentamenti ai lavori nella zona del Kniepass rendendo necessaria una messa in sicurezza supplementare – ha detto Alfreider – l’intervento procede molto bene. Grazie all’ottima collaborazione fra uffici provinciali, ditte di costruzione e Comuni stiamo comunque rispettando i tempi che ci eravamo prefissati“.

Con la nuova strada d’accesso in futuro sarà possibile gestire meglio i flussi di traffico provenienti e diretti alla val Badia, sgravando anche la statale della Pusteria, ha sottolineato Alfreider. La costruzione della nuova strada è parte di una più ampia riorganizzazione del traffico sull’intera zona.

Obiettivo è quello di rendere più fluido il traffico, non solo costruendo nuove strade ma anche ampliando l’offerta del trasporto pubblico di bus e treni” ha sottolineato l’assessore. Il sindaco Martin Ausserdorfer ha aggiunto come “l’ottimo coordinamento fra Provincia e Comuni abbia garantito un’ottimizzazione del progetto in tutte le sue parti, con un costante confronto fra tecnici per trovare le soluzioni progettuali migliori. Ciò ha funzionato anche per le ditte esecutrici, che hanno operato con grande rispetto per la popolazione, in modo professionale e senza disturbi eccessivi. Tutta la popolazione attende da tempo questa fondamentale infrastruttura“.

Sul versante Nord già realizzati 78 metri

Il direttore di Ripartizione Valentino Pagani ha spiegato gli interventi condotti finora e i prossimi passi da affrontare: “La cordata composta da Strabag, Alpenbau, Moser & CO. e Geobau sta attualmente seguendo le trivellazioni per la costruzione del tunnel di 990 metri al lago artificiale sulla Rienza al Kniepass e preparando la realizzazione del ponte“.

Ad ora sono già 78 i metri del tunnel realizzati dalle imprese. Il progetto prevede anche la realizzazione di una pista ciclabile lungo il fiume che passerà sotto il nuovo ponte, per promuovere ulteriormente la mobilità ciclabile nella zona. Il sindaco di Corvara Robert Rottonara ha rimarcato in nome dei suoi colleghi badioti l’importanza del nuovo accesso stradale per l’economia e il turismo dell’intera valle.

Il progetto per una nuova rotatoria

La soluzione per il miglioramento della viabilità in val Badia è stata concordata fra Provincia, cordata d’imprese e Comune di San Lorenzo di Sebato con la realizzazione di una rotatoria sulla statale della Pusteria, con le necessarie entrate e uscite in tutte le direzioni.

Il nuovo accesso stradale alla val Badia inizia con il tunnel di Floronzo nella zona produttiva Aue, nel Comune di San Lorenzo, e finisce all’innesto con la statale della Pusteria (SS 49). L’accesso in val Badia verrà costruito circa 400 metri prima del tunnel del Sonnenburg tramite una rotatoria sulla statale della Pusteria.

La strada d’accesso alla Val Badia sarà in posizione ribassata nel terreno e attraverserà con un ponte lungo 140 metri il bacino artificiale della Rienza per poi passare sopra la linea ferroviaria della Pusteria nel cosiddetto Klosterwald, ed immettersi nella galleria per la Badia lunga 990 metri. La galleria termina a sud collegandosi all’attuale strada della val Badia.

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