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Il cadavere di STF e la discriminazione dei medici: interrogazione parlamentare di Fdi

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Si alzano i toni della polemica politica sui manifesti scandalo che gli esponenti di Sued Tiroler Freiheit hanno affisso alle fermate dell’autobus davanti all’ospedale di Bolzano.

Dei poster che raffigurano un cadavere con il cartellino all’alluce e la scritta “Il medico non conosceva il tedesco. Per capire i pazienti ed essere curati bene, i medici in Alto Adige devono sapere il tedesco“.

In contemporanea all’esposto depositato in Procura dal M5S, l’iniziativa è oggetto di un’interrogazione parlamentare da parte di Francesco Lollobrigida, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia.

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Tali affermazioni ledono gravemente la dignità e la professionalità di tutti i medici che lavorano ogni giorno con impegno e dedizione nella provincia di Bolzano e rivela un atteggiamento marcatamente discriminatorio nei confronti della comunità altoatesina di lingua italiana – afferma Lollobrigida – .

L’Ordine dei medici di Milano, con riferimento ai manifesti affissi, ha affermato che si tratta di un ‘comportamento grave lesivo della professionalità dei medici che operano all’interno del Servizio sanitario nazionale‘, e ha inviato una segnalazione alla Federazione nazionale degli ordini dei medici affinché possa prendere provvedimenti. Appare evidente che i manifesti debbano essere tempestivamente rimossi”.

Un attacco nei confronti dei medici italiani che lavorano nella provincia che secondo Lollobrigida segue di poco la norma palesemente discriminatoria votata lo scorso 11 ottobre dal Consiglio provinciale nell’ambito dell’approvazione delle legge europea della provincia di Bolzano per il 2019 con la quale si autorizzano (peraltro solo con legge provinciale) i medici che conoscano solo il tedesco (che quindi non parlino né capiscano l’italiano) all’esercizio della professione attraverso il proprio ordine o collegio professionale nell’ambito della provincia di Bolzano, riconoscendo sì la parificazione fra le lingue italiana e tedesca dettata dall’articolo 99 dello Statuto di Autonomia, ma ignorando che ai sensi del medesimo Statuto è l’italiano “la lingua ufficiale dello Stato”.

Vergognosi i manifesti che accusano indirettamente i medici italiani di non saper fare il proprio lavoro solamente perché di madrelingua italiana. Questo non è più accettabile – afferma il consigliere Alessandro Urzì – . Ci sono problemi che affliggono la provincia di Bolzano e siamo costretti a bloccare i lavori in Consiglio provinciale per proposte che sono solo provocazioni. Abbiamo chiesto una moratoria: basta perdere tempo in queste inutili discussioni. E’ necessario tornare alla realtà

I cittadini ci chiedono di risolvere i loro problemi, non di crearne di nuovi. Questa interrogazione servirà per fare chiarezza e giustizia. Dopodiché pensiamo ad isolare i provocatori e torniamo a parlare dei problemi delle aziende e delle persone“.

Sotto, il manifesto della polemica e l’immagine che testimonia l’affissione fuori dall’ospedale San Maurizio

Ancora sotto, il manifesto ironico del grafico bolzanino Rudi Witz che riprende il poster in chiave veneta

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