Italia & Estero
Immigrazione: in Europa 4,2 milioni di extra UE solo nel 2024
Nel 2024 ben 4,2 milioni di immigrati sono arrivati in Unione Europea provenienti da paesi extra UE, escludendo dal calcolo i rifugiati ucraini che beneficiano di pi protezione temporanea da parte di alcuni Stati membri (principalmente accolti da Germania e Polonia).
I dati globali e per Stati UE con riferimento all’intero fenomeno immigratorio extra UE (quindi numero di nuovi immigrati, rimpatri, richieste d’asilo, permessi per competenze o studio-lavoro) definiscono come l’impatto non sia uniformemente distribuito tra i vari Paesi membri.
In totale, nel 2024 si stimava che nell’UE ci fossero 9,2 immigrati provenienti da paesi extra-UE ogni 1.000 residenti, percentuale che potrebbe sembrare minima se ci si limita a non confrontarla con altri dati ed esclusivamente sul totale dei cittadini europei, senza verificarne l’esatta distribuzione nei singoli Stati.
Analizzando il tasso di immigrazione in relazione alla popolazione residente Malta ha registrato il valore più elevato (60 immigrati ogni 1.000 persone residenti), seguita da Cipro (42 immigrati su mille residenti) e Lussemburgo (38 ogni 1.000).
Il fenomeno migratorio proveniente da paesi extra UE impatta in modo deciso su 4 Stati: Germania, Spagna, Italia e Francia
Sempre nel 2024, ultimo dato rilevato a livello europeo, la Spagna ha registrato il numero totale più elevato di nuovi immigrati (1.288.600) nel 2024, seguita da Germania (1.078.500), Italia (451.600) e Francia (438.600).
Questi dati vanno a popolare la stima delle persone nate al di fuori dell’Unione Europea ma che vivono in UE dal 1 gennaio 2025: 47 milioni di persone.
In termini assoluti, il numero più elevato di persone nate all’estero residenti nei paesi dell’UE al 1° gennaio 2025 si registrava in Germania (17,2 milioni), Francia (9,6 milioni), Spagna (9,5 milioni) e Italia (6,9 milioni). Le persone nate all’estero in questi 4 paesi dell’UE rappresentavano complessivamente il 66,7% del numero totale di persone nate all’estero residenti nell’UE, mentre gli stessi 4 paesi dell’UE rappresentavano il 57,8% della popolazione dell’UE.
Negli ultimi 10 anni, tra il 1° gennaio 2015 e il 1° gennaio 2025, la percentuale di persone nate all’estero è aumentata nella maggior parte dei paesi dell’UE.
In Italia si è passati dall’8,9% del 2015 all’11,8% del 2025.
Sempre al 1 gennaio 2025 2025 si stima che 30,6 milioni di cittadini di paesi terzi risiedessero in un paese dell’UE, pari al 6,8% della popolazione dell’UE. Ciò rappresenta un aumento di 1,6 milioni rispetto all’anno precedente.
Il numero più elevato di cittadini stranieri residenti nei paesi dell’UE al 1° gennaio 2025 si registrava in Germania (12,4 milioni), Spagna (6,9 milioni), Francia (6,5 milioni) e Italia (5,4 milioni).
Le richieste d’asilo per protezione internazionale ha registrato, per la prima volta dal 2013, un calo delle domande presentate ovvero un -13% rispetto al 2023.
Anche in questo caso sono 4 i Paesi che hanno ricevuto il maggior numero di domande: la Germania (230.000 domande ovvero il 25% di tutte le domande d’asilo nell’UE), seguita dalla Spagna (165.000 o 18%), Italia (151.000 o 17%) e Francia (130.000 o 14%).
Il 22% delle domande presentate, ovvero 165.000, ha ottenuto lo status di rifugiato, il 21%, ovvero 156.000, la protezione sussidiaria e il 9%, ovvero 67.000, la protezione umanitaria con l’Italia che ha registrato il tasso di riconoscimento più elevato a seguito a ricorso o revisione (l’85%).
Sono stati 124.000 i cittadini extracomunitari ai quali è stato rifiutato l’ingresso nell’UE in uno dei suoi confini esterni, quasi lo stesso numero del 2023. Di questi, il 57% è stato fermato alle frontiere terrestri esterne, il 40% alle frontiere aeree e il 3% alle frontiere marittime.
I motivi principali per cui è stato rifiutato l’ingresso nell’UE sono stati la non giustificazione dello scopo e delle condizioni del soggiorno (24%) o il fatto che le persone a cui è stato rifiutato l’ingresso non erano in possesso di un visto o di un permesso di soggiorno validi (19% di tutti i rifiuti).
La Polonia ha registrato il maggior numero di respingimenti (21.000, pari al 17% del totale UE), davanti a Croazia (14.000, pari all’11%), Francia e Romania (entrambe 10.000, pari all’8%).
La maggior parte dei respingimenti alle frontiere terrestri è stata registrata in Polonia, alle frontiere marittime in Italia e alle frontiere aeree in Francia.
Nel 2024, 919.000 cittadini extracomunitari sono stati trovati illegalmente presenti nell’UE, con un calo del 27% rispetto al 2023. Tra i paesi dell’UE, il numero più elevato di persone presenti illegalmente è stato riscontrato in Germania (249.000, pari al 27% del totale UE), Francia (142.000, pari al 15%) e Italia (109.000, pari al 12%).
In totale 453.000 cittadini extracomunitari hanno ricevuto un ordine di lasciare il paese dell’UE in cui soggiornavano.
La Francia ha emesso il maggior numero di decisioni di rimpatrio (128.000, pari al 28% di tutti gli ordini di allontanamento emessi nell’UE), seguita dalla Germania (57.000) e dalla Spagna (51.000).
Nel 2024 il numero di persone rimpatriate in un paese extra-UE è aumentato del 19%
110.000 cittadini extracomunitari sono stati rimpatriati al di fuori dell’UE, a seguito di un ordine di lasciare il territorio di uno specifico Paese dell’UE ed è stata la Germania a far registrare il numero più elevato di rimpatri in paesi extra UE (15.200 ovvero il 14% del totale), seguita da Francia (14.700), Svezia (9.900) e Cipro (8.900)
Interessante anche il numero di Carte Blu UE e delle autorizzazioni al soggiorno per permessi studio e di ricerca emessi per attrarre talenti e competenze.
La Carta Blu UE è un permesso di lavoro specifico per persone altamente qualificate provenienti da fuori dei confini dell’Unione Europea.
Nel 2024, circa 78.100 lavoratori extracomunitari altamente qualificati hanno ricevuto una Carta Blu UE. La Germania ne ha rilasciate il numero più elevato (56.300, pari al 72% di tutte le Carte Blu UE), seguita da Polonia (5.900, pari al 7%), Ungheria (2.900, pari al 4%) e Francia (2.800, pari al 4%).
Nel 2024, ai cittadini indiani è stato concesso il maggior numero di Carte blu UE (16.300, ovvero il 21% di tutte le Carte blu emesse nell’UE), davanti ai cittadini di Russia (6.700, ovvero il 9%), Turchia (5.600, ovvero il 7%) e Cina (4.600, ovvero il 6%).
In merito ai permessi studio e ricerca la Germania ha rilasciato la maggior parte delle autorizzazioni (131.000, pari al 28% di tutti i permessi nell’UE), seguita da Francia (118.000, pari al 25%) e Spagna (59.000, pari al 12%).
I principali destinatari sono stati cittadini provenienti dall’India (53.000, ovvero l’11% di tutti i permessi nell’UE), dalla Cina (44.000, ovvero il 9%), dal Marocco (23.000, ovvero il 5%) e dagli Stati Uniti (22.000, ovvero il 5%).
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