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Insegnanti precari, M5S: “Disparità di trattamento tra italiani, tedeschi e ladini”

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Visto lo specifico contesto linguistico e culturale altoatesino, in virtù dell’articolo 12/bis del decreto del Presidente della Repubblica 89/1983 (introdotto con decreto legislativo 6 febbraio 2018, n°18), la Provincia di Bolzano è autorizzata a disciplinare la formazione degli insegnanti delle scuole di tutti e tre i gruppi linguistici stabilendo autonomamente – d’intesa con la Libera Università di Bolzano e il Conservatorio musicale – modalità di accesso, durata e struttura dei percorsi abilitanti e specializzanti, ferma restando la validità su tutto il territorio nazionale delle abilitazioni e le specializzazioni così conseguite.

Con Deliberazione 89/2019, la Giunta Provinciale ha voluto sfruttare le possibilità offerte dalla norma, per cercare di porre rimedio al problema dei docenti precari in Alto Adige e ha attivato una sanatoria attraverso dei corsi di formazione in regime di downgrade rispetto alle procedure selettive previste dalla normativa nazionale, per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento di tutti gli insegnanti precari della scuola media e superiore in lingua tedesca e ladina che possano vantare almeno 3 anni di servizio a tempo determinato e per la cui materia, negli ultimi 5 anni, non sia stato attivato alcun percorso abilitante.

Al contempo, però, non avrebbe istituito anche per i docenti precari di lingua italiana analoghi percorsi, e così facendo la Giunta avrebbe creato una diseguaglianza di trattamento.

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Nei prossimi giorni, infatti, per la scuola italiana saranno banditi dei concorsi secondo la procedura nazionale, molto più svantaggiosa. Attraverso tale procedura si mirerebbe a stabilizzare poche unità di insegnanti di solo qualche materia, malgrado da ben più di un lustro non siano stati attivati percorsi di abilitazione per la scuola italiana.

Così il consigliere provinciale M5S, Diego Nicolini: “Gli insegnanti precari lamentano una sostanziale disparità di trattamento tra colleghi della scuola italiana e quelli delle scuole tedesca e ladina. Sarà mio compito sincerarmi che questo non avvenga anche perchè si correrebbe il rischio che gran parte dei docenti precari della scuola italiana, vista la difficoltà a uscire dalla condizione di precariato, decida di abbandonare la provincia a discapito di scuola e studenti”.

Il M5S ha depositato un’interrogazione a riguardo.

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