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Italia & Estero

Ipotesi aggiornamento rendite catastali: ovvero se Pantalone, una volta tanto, batte cassa….

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Oltre all’abolizione della povertà predicata dal balcone e ai banchi a rotelle, che  pure hanno causato danni, rispettivamente,  alla credibilità e al bilancio dello Stato, l’emorragia imposta ieri ai conti pubblici nel concepire una ristrutturazione degli immobili privati “oltre il gratis”  impedisce oggi l’abbattimento del debito pubblico e la allocazione delle scarse risorse dove più servono.

Un buco nel bilancio statale di circa 220 miliardi di euro finite nelle ristrutturazione degli immobili di chi non sempre ne aveva bisogno e comunque non  a beneficio dei ceti bassi, dove forse aveva un senso, perché, se è vero, come e’  vero, che la ristrutturazione ed il salto energetico avveniva “oltre il gratis”, sempre  a spese nostre, per iniziare l’iter occorreva pur sempre mettere mano al portafoglio e pagare anche più professionisti per la compilazione dei progetti e per la parte burocratica.

Cosa non per tutte le tasche, viene da dire, “ma solo per le solite”. Quelle che ora hanno un immobile rivalutato e probabilmente esentato dalle probabili ubbie ecogreen europee nel mentre le rendite catastali rimangono quelle di cinquant’anni fa.

Con l’ effetto che, qualora immesse sul mercato quelle case – non è stato pensato alcun vincolo  e la cosa non stupisce più di tanto – la loro vendita potrebbe permettere un ulteriore profitto per il beneficiario del superbonus.

Dunque un possibile aggiornamento delle rendite catastali per gli immobili ristrutturati a spese nostre – a mio dire – non pare affatto peregrino, né, una volta tanto, di sapore borbonico. Personalmente, mi viene da dire: è ora che Pantalone vada una volta tanto all’incasso, non per riequilibrare i conti pubblici da altri compromessi, ma almeno per giustizia sociale.

a cura di Stefano Sforzellini

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