Politica
Kompatscher in Carinzia: l’Alto Adige è solidale con le minoranze
La tutela delle minoranze in Alto Adige ed in Carinzia ha molte più affinità di quanto si possa immaginare. È l’opinione espressa dal presidente altoatesino, Arno Kompatscher, nel suo intervento al convegno sul “Futuro dei diritti dei gruppi etnici” tenutosi a Klagenfurt venerdì 30 settembre.
Nella due giorni organizzata da Hermagoras/Mohorjeva, i relatori hanno affrontato l’attuale situazione dei gruppi etnici, sostenendo soprattutto la necessità di promuovere attivamente la lingua slovena in Carinzia, soprattutto nella pubblica amministrazione, nelle istituzioni scolastiche e nei media.
Durante l’evento, il presidente Kompatscher ha affermato che l’Alto Adige deve la propria solidarietà alle minoranze di tutto il mondo. Negli anni 1960/1961, in riferimento alle risoluzioni delle Nazioni Unite, la situazione dell’Alto Adige dipese dal voto di altri Paesi e Stati: “Ora vogliamo, a nostra volta, restituire qualcosa. La situazione raggiunta si è rivelata, per noi, positiva. Anche solo per questo motivo lo consideriamo un nostro dovere”.
La convinzione del presidente Kompatscher è che serva una solidarietà internazionale di tutte le minoranze nazionali. Concetto chiaramente espresso all’evento delle Nazioni Unite tenutosi a New York in occasione del 30° anniversario della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle minoranze. L’Alto Adige è stato più volte citato quale modello per la tutela delle minoranze.
È importante comprendere come la tutela delle minoranze necessiti di uno sviluppo continuo. Anche in Alto Adige la mancanza di azione in tal senso comporterebbe una retrocessione per l’Autonomia provinciale.
“Dopo la riforma costituzionale del 2001, in particolar modo, la Corte Costituzionale italiana ha ripetutamente emesso sentenze volte a limitare, in diversi settori, la competenza autonoma della Provincia dell’Alto Adige. È arrivato il momento di compiere un passo ulteriore, previsto dall’articolo 10 della riforma costituzionale, adeguando in tal senso gli Statuti delle autonomie speciali“, ha sottolineato Kompatscher.
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