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Italia ed estero

Lavorava in un call center con altri operatori ‘ammassati’: morto a Roma 34enne positivo al Covid-19

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A Roma un telefonista di 34 anni è morto, nella notte tra sabato e domenica, dopo essere risultato positivo al Covid-19. L’uomo è presumibilmente rimasto contagiato all’interno dell’edificio della grossa azienda per la quale lavorava, in una sede dislocata in zona Settecamini a Roma.

Presumibilmente, perché il suo calvario è iniziato lo scorso 11 marzo, quando ha iniziato ad accusare i primi sintomi della malattia al ritorno da un viaggio in Spagna. Era stato a Barcellona dal 6 all’8 dello stesso mese.

Resta però la preoccupazione per le condizioni in cui sono lasciati migliaia di giovani ammassati nei call center ‘pollaio’.

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All’interno di open space, condividendo cuffie e microfoni, spesso senza mascherine, i lavoratori denunciano la situazione: hanno paura del contagio perché non si sentono abbastanza tutelati.

E ora è panico all’interno dei locali aziendali, dove oggi verrà effettuato, come riferisce l’unità di crisi “un sopralluogo da parte dei servizi di prevenzione della Asl Roma 2 con una prima relazione sull’indagine epidemiologica”.

Emanuele, questo il suo nome, originario di Cave, cittadina dell’area metropolitana di Roma, è la più giovane vittima del coronavirus nel Lazio. Lascia una bambina di 7 anni.

 

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