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Politica

Medici che non parlano italiano: Meloni chiede l’intervento del governo

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Il caso dei medici senza alcuna conoscenza della lingua italiana e la cui posizione voleva sanare la ormai nota legge “europea” (quella che cancellava “Alto Adige”) approda in Parlamento.

Una richiesta di chiarimenti al governo – d’intesa con il il consigliere Urzì – è stata depositata dalla leader di Fdi Giorgia Meloni e dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati Francesco Lollobrigida. L’interrogazione urgente è rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ed al ministro per gli affari regionali Boccia.

L’interrogazione di Fratelli d’Italia punta l’indice non solo quindi sulla parte della legge che riguarda la denominazione Alto Adige (al centro della celebre vicenda dello “sbianchettamento”) ma anche sul passaggio relativo ai titoli per praticare la professione medica in Italia che sarebbero elusi dalle normativa emanata dalla semplice legge provinciale.

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Si è introdotta una ulteriore misura di separazione dell’Alto Adige dal sistema nazionale, denunciano Meloni e Lollobrigida, si autorizzano, con legge provinciale, i medici che conoscano solo la lingua tedesca all’esercizio della professione attraverso il proprio ordine o collegio professionale nell’ambito della provincia di Bolzano, riconoscendo sì la parificazione fra le lingue italiana e tedesca dettata dall’articolo 99 dello Statuto di Autonomia ma ignorando che ai sensi del medesimo Statuto è l’italiano “la lingua ufficiale dello Stato” e che come tale essa debba essere conosciuta.

Al Governo è chiesto se intenda impugnare questa norma che travalica l’ambito legislativo della Provincia di Bolzano limitando l’applicazione dello Statuto, nella parte in cui riconosce il primato della lingua italiana che non può essere limitato con una semplice legge provinciale creando una sorta di extraterritorialità dell’Alto Adige rispetto al resto del territorio nazionale.

Politica

No abolizione circoscrizioni, Maturi: “Sì alla politica della gente tra la gente”

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La ricchezza della città sta nella specificità dei suoi quartieri e rende oggi più che mai necessaria la decisione di un rafforzamento del ruolo delle circoscrizioni nel capoluogo, piuttosto che una loro eliminazione“.

Ad affermarlo è il consigliere e deputato della Lega Filippo Maturi, che interviene nella polemica politica  dopo che la maggioranza SVP-Lega ha provato ad abolire attraverso la legge di bilancio i consigli di quartiere della città di Bolzano e proprio nella giornata in cui la stessa Stella alpina a sorpresa fa marcia indietro e presenta un emendamento, poi approvato, per “salvare” i consigli di quartiere, riducendo però il numero dei consiglieri ed eliminando i gettoni e le indennità.

Vanno tutelate e aumentate le loro competenze – sottolinea invece Maturi – . In una città sempre più atomizzata dove l’identità collettiva va sgretolandosi occorre ripartire dalle comunità, dal quartiere, dal rapporto umano, diretto.

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Più spazio alle circoscrizioni quindi, alla politica della gente tra la gente.

Il consiglio comunale deve essere il collettore delle esigenze dei quartieri, perché vivere a Oltrisarco non è come vivere a Gries e vivere a Rencio non è come vivere al Firmian. Ognuno ha le proprie problematiche ed esigenze”.

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Politica

Laces, sopralluogo di Alfreider: “Mettere in sicurezza la strada dopo lo smottamento”

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Nei giorni scorsi in vari punti della strada statale in corrispondenza dell’abitato di Laces in Val Venosta si sono verificati smottamenti e cadute di massi.

Ieri (giovedì 21 novembre) l’assessore provinciale alla mobilità, Daniel Alfreider ha effettuato un sopralluogo lungo la strada con geologi e rappresentanti del Servizio strade, del Comune, dei Vigili del fuoco, dei Carabinieri e della Polizia municipale.

Tra gli interventi che verranno adottati vi sono la posa in opera di altre reti paramassi e la costruzione di strutture di protezione della strada soprattutto in località “Latschander”.

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È intenzione degli esperti del Servizio strade realizzare un tratto di circa 1 km in galleria collegato ad un ulteriore tratto protetto da barriere contro la caduta di massi e quindi una galleria paramassi.

Nella frana verificatasi nei pressi della località “Latschander” in direzione di Coldrano si sono staccati dei massi che sono stati bloccati circa 100 metri al di sopra della strada statale.

Dopo un sopralluogo da parte dei geologi si è deciso di riattivare il traffico. Saranno comunque necessari ulteriori lavori di messa in sicurezza che saranno realizzati dopo accurati studi della zona.

3,12 milioni di euro per il 2020 per la Val Venosta

Anche in direzione di Castelbello si sono staccati alcuni massi e la circolazione attualmente è consentita solo su di una corsia probabilmente sino a metà della prossima settimana. Sono in fase riparazione e di rafforzamento le reti paramassi già collocate in zona.

Nella zona tra Laces e Coldrano quest’anno sono già stati effettuati dei lavori di messa in sicurezza utilizzando un innovativo progetto finanziato dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale FESR.

Nel bilancio di 3,12 milioni di euro previsti per il 2020 a favore del Servizio strade della Val Venosta circa 1,13 milioni di euro sono destinati a misure per la messa in sicurezza dalla caduta di massi.

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Politica

Mercato immobiliare, Bessone incontra la Federazione degli Agenti professionali

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L’amministrazione non dev’essere solo un organo che controlla e vieta, ma prima di tutto un punto di informazione, consiglio e soprattutto d’ascolto, perché è ascoltando gli altri che si impara a crescere – così Massimo Bessone, Assessore provinciale all’Edilizia, al Libro fondiario, al Catasto e al Patrimonio –  Oggi l’amministrazione colloquia con gli stakeholders, scambia know- how, contribuisce alla formazione degli operatori“.

L’Assessorato di Bessone ha aderito questa mattina con i propri funzionari, il Direttore di Dipartimento Paolo Montagner, il Direttore della Ripartizione Libro fondiario e catasto, Alfred Vedovelli, ed il suo vice, l’ingegner Paolo Russo, all’iniziativa organizzata dal Presidente regionale della “Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali” Carlo Perseghin e dalla Presidente provinciale della Federazione Alessandra Fusina.

Il Libro fondiario ed il catasto sono una materia molto complessa ed importante. La certezza dei diritti di proprietà è fondamentale per il mercato immobiliare: sapere chi è il proprietario dell’immobile o del fondo, sapere dove è situato lo stesso, conoscerne le sue dimensioni.  La Ripartizione Libro fondiario e catasto si impegna giornalmente con i suoi 245 collaboratori a garantire questa certezza.

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Secondo un’indagine dell’Istituto provinciale di statistica ASTAT il servizio offerto dalla Ripartizione ha un elevato gradimento degli utenti con una percentuale di circa il 92%. Nel 2018 il servizio ha registrato più di 1,8 milioni di accessi al servizio tramite Openkat, risultano online 246 comuni catastali, tutti digitalizzati, quasi 700.000 particelle, più di 250.000 proprietari.

Il mio impegno e quello dei miei collaboratori è di migliorare ulteriormente questo valido servizio. Infatti, abbiamo numerosi nuovi progetti di digitalizzazione in corso – aggiunge Bessone – tramite la digitalizzazione si è già ottenuto un notevole miglioramento qualitativo di quasi tutte le mappe dei comuni di fondovalle, dove sono più frequenti i movimenti e le compravendite“.

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