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“Nelle Foibe c’è ancora posto”: Castaldini come Bonazza. Continuano a Trento le minacce anarchiche a Cpi

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Castaldini nelle Foibe c’è ancora posto”.

Sulla scia di quanto già accaduto a Bolzano nella notte tra il 13 e 14 febbraio e con una scritta simile lasciata all’indirizzo del coordinatore regionale Andrea Bonazza, le minacce anarchiche a CasaPound continuano nei confronti del responsabile provinciale trentino Filippo Castaldini (“Bonazza nelle foibe c’è posto”: minacce degli anarchici al consigliere di CasaPound).

Nelle Foibe dunque, per gli anarchici, ci sarebbe spazio proprio per tutti. La frase infame che possiamo leggere nella foto di copertina è apparsa a Trento in questi giorni su un muro cittadino. Un nuovo episodio che incornicia il già tragico quadro politico sullo storico massacro di migliaia di italiani.

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Ancora una volta assistiamo alla miseria di chi utilizza la tragedia delle Foibe per minacciare, o credere di farlo – queste le dichiarazioni di Castaldini – . Minacciare chi come noi non si piega alle intimidazioni di chi vorrebbe decidere anche a Trento chi può parlare e chi no.

A caratteristica di questi individui, la solita codardia, il favore della notte e la manipolazione della storia. Nelle Foibe sono morti italiani, per nulla legati alle vicende politiche di quelle terre, e in alcuni casi anche partigiani come nel caso dell’eccidio di Porzus”.

Analogamente a quanto fece due settimane fa il coordinatore Bonazza, che si presentò la stessa mattina davanti alla sede anarchica di viale Trento a Bolzano, ma senza trovare nessuno e scattandosi un bel selfie per l’occasione, anche Castaldini non teme il confronto diretto e lancia l’invito (a differenza degli antagonisti che per colpire preferiscono di gran lunga il buio e l’anonimato).

In attesa che riescano a fare pace con la storia, il mio invito e quello di venire personalmente nella nostra sede o in sede pubblica per una bella lezione di storia – precisa il coordinare provinciale trentino – perché finalmente possano comprendere quanto drammatico sia il quadro di un eccidio italiano che hanno sempre disonorato”.

“Mentre la sinistra continua nella vigliacca giustificazione degli attentati e delle violenze antifasciste, noi continuiamo per la nostra strada incuranti di rumorose quanto stupide intimidazioni”, conclude.

Sotto, la scritta apparsa sul muro di un sottopasso di Trento

Ancora sotto, la scritta che è invece apparsa la mattina del 14 febbraio sull’ingresso della sede di Casapound in via Cesare Battisti a Bolzano.

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