Politica
Onda no vax e vaccini nella spazzatura? Urzì: “Non staremo a guardare”
“Vaccini gettati in Alto Adige nella spazzatura? Non staremo certamente a guardare, chiederemo che il danno causato (anche di immagine alla nostra provincia) nel pieno di un sacrificio nazionale di portata epocale sia risarcito. Senza se e senza ma“.
Dura la reazione del consigliere regionale e provinciale di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì, alla notizia segnalata dal direttore generale dell’Asl di Bolzano Florian Zerzer.
“Le parole di Zerzer di cui ha riferito la stampa locale non possono non lasciare ogni cittadino italiano da Bolzano a Lampedusa indifferente. La conferma venuta dai vertici della sanità altoatesina fanno riferimento a appuntamenti annullati da parte di persone prenotate (si presume sanitari) che avrebbero prodotto il deterioramento del vaccino preparato per la somministrazione tanto da invitare alla sua distruzione invece di riutilizzarlo per altri soggetti.
Non sappiamo se chi ha agito così si sia assunto una responsabilità personale, sappiamo di certo che l’onda no vax che ha coinvolto quasi il 50% del personale medico e paramedico della sanità altoatesina se è inammissibile su un piano morale è intollerabile se produce un danno erariale, ossia la distruzione stessa dei vaccini.
Stiamo già presentando gli esposti che si rendessero necessari per chiedere alle autorità una verifica sulla legittimità di questi episodi auspicando che sia la amministrazione della Azienda ad anticiparci e ad attivarsi in autotutela nella medesima direzione“.
“In ogni caso – continua Urzì – mi preme ricordare come solo il 10 giugno gli stessi che oggi si stracciano le vesti per il rifiuto massiccio dei vaccini da parte del personale sanitario respingevano in Consiglio provinciale la mia richiesta di partire in anticipo con una campagna volta a rafforzare una cultura delle vaccinazioni che rafforzi la coscienza sul valore di questi essenziali presidi sanitari per la tutela della vita umana e della salute collettiva arginando attraverso la formazione della conoscenza fondata sulla scienza ogni forma di campagna contro l’uso di questi fondamentali strumenti di prevenzione”.
“Votarono no la Svp, la Lega per intero e Vettori. Si astennero dal votare l’impegno i Cinque Stelle, i Verdi ed i secessionisti. Ora si piange che i 50% del personale sanitario non si vuole vaccinare e si fanno corsi di persuasione. Se partivamo a giugno sarebbe stato meglio. E ora non butteremmo probabilmente nella spazzatura i vaccini. Ma prevalse la discriminante ideologica contro la nostra parte politica, Oggi ne paghiamo il prezzo“, conclude il consigliere.
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