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Economia e Finanza

Rapporto sul mercato del lavoro: le conseguenze del coronavirus in Alto Adige

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In che modo il lockdown ha influito sul mercato del lavoro altoatesino? Quali sono i settori, le aree e i gruppi di lavoratori dipendenti particolarmente interessati?

Il rapporto semestrale dell’Osservatorio del mercato del lavoro della Ripartizione Lavoro della Provincia, presentato dall’assessore provinciale Philipp Achammer e dal direttore di Ripartizione Stefan Luther in occasione della conferenza stampa di ieri (5 giugno), fornisce una panoramica dettagliata di quanto accaduto sul mercato del lavoro tra novembre 2019 e aprile 2020 rispetto all’inverno 2018/19 e quantifica le perdite attribuibili al lockwodn in termini di posti di lavoro.

L’ultima edizione del “Rapporto sul mercato del lavoro in provincia di Bolzano” della Ripartizione provinciale Lavoro mostra “quanto sono e saranno grandi le sfide per la politica del mercato del lavoro altoatesino” è la riflessione dell’assessore provinciale Achammer. I dati, aggiunge l’assessore, rispecchiano solo una parte dello sviluppo del mercato del lavoro: per questo occorre fare il massimo possibile per far ripartire l’economia.

Impatto maggiore rispetto alla crisi globale del 2010

Siamo passati da un più 2% di crescita occupazionale ad un meno 0,7% a causa delle misure di contenimento sul mercato del lavoro in soli due mesi” riassume il direttore di Ripartizione Luther. “Sembra poco? Per avere un’idea di quanto ciò significhi, si pensi che durante la crisi economica globale del 2010, il calo è stato solo dello 0,1% ed è stato ripartito in modo più uniforme su tutti i sei mesi” aggiunge Luther.

Prima delle misure di contenimento per la pandemia COVID 19 la crescita occupazionale si attestava su un valore moderato del +2%, leggermente inferiore alla media degli ultimi 20 anni. Il Rapporto sul mercato del lavoro 2020/1 traccia accuratamente gli effetti del blocco sul mercato del lavoro.

Ciò ha determinato una battuta d’arresto nella crescita dell’occupazione in quasi tutti i settori, in particolare a causa della scadenza dei contratti a tempo determinato e della mancanza di nuovi posti di lavoro di qualsiasi durata. Tuttavia è necessario differenziare: “Mentre in alcuni importanti settori lo sviluppo è semplicemente rallentato, in altri c’è stato un trend negativo per diversi mesi. Alcuni settori sono addirittura in crescita, mentre altri sono profondamente colpiti dal blocco” chiarisce Luther.

Numero di disoccupati registrati: +61,3% in aprile

Il periodo novembre 2019 – aprile 2020 entrerà nella storia del mercato del lavoro con una media di 20.780 disoccupati registrati. Ciò rappresenta un incremento di +3.301 (+18,9%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A causa della crisi del coronavirus, il numero dei disoccupati registrati è in rapido aumento.

Ad aprile 2020, più di 28.254 persone erano registrate come disoccupate, con un incremento di +10.738 (+61,3%) rispetto a un anno prima. Si tratta di +6.515 persone in più rispetto al novembre 2019, il mese in cui viene normalmente misurato il picco annuale di disoccupati registrati. In questo contesto, negli ultimi mesi le parti sociali e l’amministrazione provinciale hanno concordato misure di sostegno per i dipendenti e le aziende. “L’Alto Adige ha messo a disposizione fondi considerevoli” rimarca Achammer.

Questo ha dimostrato che soprattutto quelle procedure che anche solo in piccola parte sono sotto la nostra responsabilità possono e devono essere accelerate” spiega Achammer. “Per questo motivo dobbiamo cercare di ottenere una maggiore autonomia, soprattutto per quanto riguarda misure come la cassa integrazione” aggiunge.

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