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Politica

Regione: progetto formativo triennale per il personale giudiziario

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Nella seduta del 28 novembre la Giunta regionale ha approvato un progetto formativo triennale per il personale in servizio presso gli uffici giudiziari.

L’obiettivo del progetto è quello di formare i collaboratori tenendo conto delle particolari condizioni in cui tale personale si trova attualmente ad operare dopo il passaggio dallo Stato alla Regione.

Nella realizzazione del piano triennale di formazione sono coinvolte la società in house della Regione T.S.M., la Corte d’Appello di Trento e la Facoltà di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Trento. La formazione è rivolta sia al personale neoassunto che al personale in ruolo.

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Una formazione mirata

I percorsi saranno articolati in modo diverso a seconda della tipologia di personale coinvolto in modo da permettere che l’attività formativa sia incentrata sulle specifiche esigenze formative e criticità riscontrate per ciascuna tipologia di dipendenti.

Lo scopo è quello di far acquisire al personale degli uffici giudiziari consapevolezza della mission della Regione nei confronti dello Stato e dei cittadini, e della responsabilità di concorrere alla fornitura di un servizio dedicato ai cittadini; rafforzare le competenze giuridiche del personale ed in particolare i fondamenti in materia di processo civile e penale, diritto di accesso agli atti, diritto alla riservatezza e delle attività tipiche di cancelleria; rafforzare le competenze in materia di “soft skills”, come la comunicazione e la relazione con gli utenti e con i colleghi, le capacità di gestione dei gruppi di lavoro.

La Regione investe nella formazione

Soddisfatto il vicepresidente della Giunta regionale, Maurizio Fugatti, competente per il settore in quanto “la formazione dei collaboratori del settore della giustizia sta particolarmente a cuore alla Regione soprattutto in questa fase successiva al passaggio della competenza dallo Stato appunto all’Ente territoriale. Un’ulteriore testimonianza che la Regione investe costantemente sulla formazione dei propri collaboratori”.

Il costo complessivo della formazione triennale ammonta ad oltre 119.000 euro.

Politica

Costituita ieri una cabina di regia tra i soci pubblici di A22

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Il 23 gennaio a Trento si è svolto l’incontro tra i soci pubblici di A22 per discutere, alla luce delle ultime novità legislative approvate, della prosecuzione della trattativa riguardante l’affidamento della gestione della tratta autostradale Brennero-Modena.

I soci pubblici, all’unanimità, hanno condiviso la volontà di sostenere l’iniziativa di dialogo della ministra delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, con gli Uffici della Commissione europea di Bruxelles, che dovrebbe avvenire a breve, il cui obiettivo è quello di ottenere il via libera al mantenimento degli attuali soci privati all’interno della compagine societaria della futura concessionaria, con la conseguente modifica dell’art. 13-bis del decreto legge 148 del 2017.

Inoltre, per garantire maggiore rappresentatività nelle trattative, si è deciso di costituire una cabina di regia che sarà composta dal presidente della Regione e della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, nonché da un rappresentante per ciascuno dei territori di Verona, Mantova, Reggio Emilia e Modena e da un esponente della Società Autostrada del Brennero S.p.A., il cui compito sarà quello di condividere progressivamente le scelte e le evoluzioni della trattativa stessa.

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La cabina di regia, per favorire la sollecita e positiva prosecuzione della procedura, nonché per condividere con il Ministero la volontà dei soci pubblici, chiederà già per la prossima settimana, un incontro con la ministra Paola De Micheli.

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Politica

Debito pubblico, ieri la lectio di Cottarelli a Bolzano. Vox Italia: “Bubbole liberiste”

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Invettiva dei rappresentanti bolzanini di Vox Italia all’intervento del ‘guru’ del libero mercato Carlo Cottarelli alla Libera Università di Bolzano.

Una lectio che l’economista ha tenuto nel tardo pomeriggio di ieri (22 gennaio) alla Sparkasse Academy (su invito della stessa Sparkasse),nell’ambito della conferenza aperta al pubblico dal titolo: “Prospettive e rischi per l’economia”. 

Cottarelli è Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica e Visiting Professor dell’Università Bocconi.

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Il solito mantra liberista – tuonano da Vox Italia – . Cottarelli ha esposto il suo chiodo fisso relativo alla necessità di ridurre la spesa pubblica, sottacendo di ricordare che l’Italia è ormai trent’anni che è in avanzo primario, cioè che lo Stato preleva dalle tasche dei cittadini più di quanto spende per essi, al netto degli interessi sul debito

Ciò vuol dire che quello che lo Stato spende più di quello che incassa serve esclusivamente per pagare gli interessi sul debito. Debito causato dal fatto che al nostro Paese manca la sovranità monetaria, cioè la possibilità di creare denaro dal nulla (esattamente come fa la Bce) per fare investimenti e procurare benessere al popolo italiano, così come sancito dalla Costituzione.

Per poter pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici, assumere medici, costruire ospedali, scuole, strade, infrastrutture, ecc., lo Stato deve indebitarsi con le banche, che gli prestano denaro richiedendo interesse, cioè deve fare deficit. La Ue ci ha però imposto vincoli sul deficit e il Parlamento ha addirittura imposto il pareggio di bilancio in costituzione“.

Posizioni nettamente diverse dunque  su quello che sono gli scenari futuri, i possibili sviluppi e le relative ricadute sull’economia a livello mondiale ed europeo.

Sottolineano da Vox Italia: “L’economista liberista insistendo sul debito pubblico, ha omesso di dire che la causa dell’attuale enorme debito italiano è da riscontrarsi nel divorzio del 1981 Tra Tesoro e Banca d’Italia. Da quel momento i titoli del debito sovrano rimasti invenduti, che fino ad allora venivano acquistati dalla stessa Banca d’Italia, vennero messi sul mercato alla mercé della speculazione internazionale.

Ciò fece impennare i tassi di interesse e il debito italiano passò dal 48% del Pil del 1981 al 121% del 1994. Dopo di che Bankitalia fu trasformata in un soggetto privato.

Cottarelli si è inoltre guardato bene dal dire che per ridurre il rapporto debito/Pil, invece di diminuirla, bisogna incrementare la spesa pubblica produttiva. Infatti, ogni euro di spesa pubblica si trasforma in circa un euro e mezzo di Pil“.

Vox Italia, quindi, nel respingere le ‘bubbole liberiste‘, asserisce con forza la necessità per l’Italia di conquistare una piena sovranità monetaria, in primis abbandonando la moneta unica.

Per chi afferma che uscendo dall’Euro si provocherà la svalutazione della lira e di conseguenze un’enorme inflazione, Vox Italia risponde che quando l’Italia nei primi anni Novanta uscì dallo Sme (cioè un sistema di cambi fissi, così com’è l’euro), grazie alla svalutazione ripartì alla grande confermandosi la quarta potenza economica mondiale.

Per quanto riguarda il presunto pericolo di inflazione, si ricorda che tra il 1992 e il 1995 la lira si svalutò di circa il 50%, mentre nello stesso periodo l’inflazione scese dal 5% al 4%“, concludono.

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Politica

Docenti in gravidanza, Uil Scuola all’attacco: “La Provincia applichi più tutele”

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La possibilità di un cambio di mansione per rispettare una donna in gravidanza in caso di compiti rischiosi è un segno di civiltà da parte di una società matura. Una legge lo prevede ma in Alto Adige, nel concreto, non si applica”.

Il sindacato della Uil Scuola con il segretario regionale Marco Pugliese lancia una richiesta forte alla politica provinciale e ai responsabili delle pari opportunità.

Solo nel nostro territorio accade. Prendiamo una donna che lavora nella scuola dell’infanzia, quindi in ambito statale: non avrebbe diritto a richiedere, per esempio, di non cambiare i pannolini agli alunni. Basta che uno dei piccoli abbia la scarlattina per poter mettere in pericolo la lavoratrice in dolce attesa con agenti patogeni. Attenzione che non parliamo di gravidanze a rischio.

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Nella scuola primaria possono verificarsi uguali condizioni di pericolo. Queste donne devono avere la possibilità di spostarsi almeno due mesi o quantomeno il periodo necessario alla loro massima tutela”.

Una norma di protezione, dunque, che sarebbe disapplicata in provincia di Bolzano.

Sì, ma a livello statale rappresenta la normalità. Mi sono occupato personalmente di scrivere alla commissione pari opportunità perché intervenga in una situazione che si sta facendo delicata con diversi casi di donne in difficoltà. Siamo di fronte ad un buco normativo evidente”, conclude Pugliese.

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