Economia e Finanza
Ristrutturazioni, abolizione sconto in fattura entra nell’agenda di governo grazie a CNA
CNA Trentino Alto Adige esprime pieno sostegno alle affermazioni del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, sulla necessità di rivedere il meccanismo dell’Ecobonus sulle ristrutturazioni e i risanamenti energetici degli immobili che ha “causato problemi alle Pmi”.
“Apprezziamo la volontà espressa dal ministro – afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA regionale – di avviare un percorso insieme alle associazioni di categoria per trovare la soluzione migliore. CNA ha indicato da subito che le norme contenute nel Decreto Crescita con l’introduzione dello sconto in fattura sono fortemente penalizzanti per gli artigiani e le piccole imprese e hanno prodotto, di fatto, il blocco di un mercato importante per l’economia del Paese e del Trentino Alto Adige”.
Il ministro Patuanelli ha dichiarato che c’è l’esigenza di superare la norma. CNA è disponibile ad avviare un immediato confronto e la CNA Trentino Alto Adige può portare il know how maturato sui territori come CasaClima e Habitech.
Rispondendo al question time al Senato, il responsabile dello sviluppo economico ha evidenziato che lo spirito della norma sull’ecobonus era continuare a creare risultati positivi, ma “certamente ha prodotto un risultato negativo su una parte di attività produttiva prevalente nel nostro Paese, le piccole e medie imprese. C’è un’esigenza che è quella di modificare questo testo. Ritengo che ci sia bisogno di un ragionamento che ci porti nella legge di bilancio a trovare anche gli strumenti finanziari di accompagnamento della modifica della norma”.
“L’ecobonus ha stimolato investimenti in un quadriennio per più di 16 miliardi di euro e sono oltre 35 negli ultimi 10 anni”, ha detto Patuanelli, evidenziando tuttavia che la misura ha causato problemi alle Pmi per due motivi: intanto perché “i grossi gruppi quando si parla di interventi singoli su edifici come il fotovoltaico riescono ad applicare un prezzo diverso, inferiore, alla piccola impresa; il secondo è la capienza fiscale, cioè la detrazione in più anni ha un effetto, lo sconto in fattura un altro e l’impresa si trova in assenza di liquidità immediata e quindi le piccole e medie imprese si sono trovare in difficoltà”.
“Ci sarà un percorso parlamentare nella conversione del decreto crisi”, ha spiegato Patuanelli, sottolineando la necessità di “attivare un tavolo di confronto per adeguare la soluzione migliore. La ratio della norma e lo spirito con cui era stata fatta non era negativo, probabilmente la scarsa interlocuzione ha condotto a un risultato negativo. Decidiamo insieme alle associazioni di categoria la soluzione migliore e poi c’è anche il percorso parlamentare”.
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