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Ambiente Natura

Talvera, lavori di manutenzione e segnaletica anti-piena

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L’Agenzia per la protezione civile sta effettuando i lavori periodici di cura e manutenzione del verde lungo le rive del Talvera a Bolzano.

Grazie a questi lavori di manutenzione e potatura la vegetazione mantiene le sue caratteristiche di elasticità in modo tale da non ostacolare il deflusso dell’acqua nel caso di una piena“, afferma Philipp Walder, dell’Ufficio bacini montani Nord.

Ogni anno vengono effettuati lavori di manutenzione in tratti diversi del fiume allo scopo di mantenere un’elevata diversificazione della vegetazione e per assicurare la sostenibilità degli interventi.

Nel corso di questi lavori si provvede inoltre all’eliminazione dei rifiuti gettati lungo le rive del fiume e delle piste ciclabili.

Durante i lavori, svolti in collaborazione con la società Eisackwerk che gestisce la centrale idroelettrica di S. Antonio, sono stati collocati ulteriori cartelli segnaletici riguardanti le forti variazioni della portata del fiume nel tratto dei parti del Talvera.

Si sono infatti già resi necessari, soprattutto nei mesi estivi, interventi di salvataggio di persone rimaste bloccate nel letto del fiume dall’improvviso aumento della portata d’acqua.

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Ambiente Natura

Giornata mondiale dell’acqua, CTCU: “Preferire acqua del rubinetto a quella in bottiglia”

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Il 22 marzo è la Giornata mondiale dell’acqua.

L’acqua è un bene che consente all’uomo di sopravvivere e allo stesso tempo è una risorsa limitata del Pianeta. Il Centro Tutela Consumatori Utenti fornisce in questo senso alcune informazioni in merito all’importanza dell’acqua che esce dai rubinetti di casa, raccomandandone il consumo.

L’acqua destinata al consumo umano (acqua potabile e per altri usi domestici) è soggetta a standard minimi all’interno dell’Unione europea.

Secondo le stime dell’iniziativa popolare europea “Right2Water”, dai sei agli otto milioni di persone in Europa non hanno un accesso sicuro all’acqua potabile oppure a strutture igienico-sanitarie adeguate. Problemi riguardanti il livello di qualità dell’acqua potabile riguardano al momento 20 milioni di persone in Europa.

Fra le disposizioni in Europa vi è quella per cui le fontanelle liberamente accessibili devono essere installate in spazi pubblici, strutture pubbliche, centri commerciali e aeroporti, consentendo così alla popolazione di aver accesso all’acqua potabile.

Gli Stati membri dovrebbero inoltre promuovere la fornitura di acqua potabile, a titolo gratuito o dietro pagamento di un piccolo corrispettivo, sia presso ristoranti che mense.

Per gli inquinanti, come il piombo oppure batteri dannosi per la salute, i valori massimi ammissibili saranno inaspriti e saranno introdotti nuovi valori limite per i cd. “interferenti endocrini”. In futuro sarà inoltre monitorato anche il contenuto di microplastiche presenti nell’acqua.

I consumatori dovranno inoltre ricevere maggiori e migliori informazioni sulla qualità dell’acqua che esce dai loro rubinetti.

Attualmente un cittadino europeo consuma in media 120 litri di acqua di rubinetto al giorno (fonte: Commissione europea, dati relativi al 2014 e 2015).

Il primato negativo della classifica europea per quanto riguarda il consumo di acqua lo detiene l’Italia, con un consumo in media di 243 litri a persona, al giorno. Il consumo è notevolmente inferiore in vari paesi dell’Europa orientale e nei Paesi baltici, a volte inferiore a 90 litri per persona al giorno; il minor consumo è a Malta, dove vengono consumati 50 litri per persona al giorno.

Secondo calcoli della Commissione europea, un migliore accesso ad acqua di qualità e garantita potrebbe inoltre ridurre il consumo di acqua in bottiglia di circa il 17%, facendo così risparmiare alle famiglie europee fino a 600 milioni di euro all’anno.

Si potrebbero ridurre così anche le emissioni di gas a effetto serra e la quantità di rifiuti di plastica; sulle spiagge europee, infatti, le bottiglie di plastica sono tra i prodotti in plastica monouso più diffusi.

L’acqua del rubinetto è una vera e propria risorsa a “km zero”, che è disponibile in ogni casa e in qualsiasi momento a costi contenuti e completamente priva di ogni tipo di imballaggio” , commenta Walther Andreaus, direttore del Centro Tutela Consumatori Utenti.

Rispetto all’acqua del rubinetto, l’acqua minerale in bottiglia costa migliaia di volte in più, avendo oltretutto un impatto ambientale maggiore dato dalla produzione dei materiali da imballaggio, dal trasporto e dallo smaltimento dei rifiuti. Per le famiglie altoatesine che hanno a disposizione acqua potabile di buona qualità, acquistare acqua minerale è davvero un lusso inutile“.

L’esperta in nutrizione del CTCU, Silke Raffeiner aggiunge: “Le persone sane che seguono una dieta equilibrata possono soddisfare il loro fabbisogno di minerali normalmente attraverso il cibo e non devono quindi dipendere dal consumo della costosa acqua minerale”. Per chi tuttavia preferisca l’acqua minerale in bottiglia, il consiglio è di acquistarla in bottiglie di vetro a rendere e possibilmente di provenienza regionale”.

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Ambiente Natura

Carenze idriche: necessario un consumo sostenibile dell’acqua potabile

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L’approvvigionamento idrico potabile pubblico in Alto Adige viene garantito da circa 1700 sorgenti e da oltre 100 pozzi potabili.

I cittadini altoatesini dispongono di acqua di ottima qualità. Avere sempre a disposizione acqua sia per il consumo personale che per agricoltura, industria o turismo, può apparire un fatto normale, ma non è assolutamente scontato.

Negli ultimi anni i cambiamenti climatici sono causa di lunghi periodi di siccità con conseguenti carenze idriche, dalle quali anche l’Alto Adige non è esente. Secondo studi scientifici potrebbero verificarsi spostamenti delle precipitazioni e della loro intensità con conseguenze sull’alimentazione delle falde acquifere.

L’utilizzo consapevole e sostenibile del bene acqua è di assoluta rilevanza per garantire anche in futuro un equilibrio fra il fabbisogno idrico e la disponibilità di acqua” fa presente l’assessore provinciale all’ambiente Giuliano Vettorato. La Provincia ha implementato provvedimenti normativi per tutelare e garantire un utilizzo sostenibile della risorsa acqua.

Vi è il Piano generale che disciplina l’utilizzo sostenibile delle acque pubbliche per i diversi usi in Alto Adige e che indica anche le linee fondamentali per una sistematica regolazione dei corsi d’acqua. Particolare riguardo è rivolto alle esigenze di difesa del suolo e delle risorse idriche. L’acqua potabile è salvaguardata fin dall’origine attraverso i piani di tutela e viene costantemente monitorata e analizzata.

Le risorse idriche vengono tutelate in modo particolare” fa presente Thomas Senoner, direttore dell’ufficio gestione sostenibile delle risorse idriche presso l’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima.

Attualmente in territorio altoatesino – così Senoner – vi sono 600 aree di tutela per l’acqua potabile la cui superficie totale è di 782 km². Ne è interessato circa il 10% del territorio provinciale. In queste aree, situate prevalentemente in zone boschive o non coltivate, vigono particolari prescrizioni a salvaguardia della qualità idrica”.

Ogni cittadino è chiamato a fornire il proprio contributo adottando un comportamento consapevole nell’utilizzo dell’acqua potabile e nel restituire alla natura l’acqua utilizzata nelle migliori condizioni qualitative.

L’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima torna a sensibilizzare i cittadini in occasione della giornata mondiale dell’acqua che ricorre domani 22 marzo e che nel 2019 si incentra sul tema “Non lasciare nessuno indietro: diritti umani e rifugiati”.

Via radio da ieri, 22 marzo, al 27 marzo su diverse emittenti locali viene diffuso lo spot “Acqua, un bene prezioso” che è anche fruibile su SoundCloud. Il video realizzato lo scorso anno “Chiudi il rubinetto” è visibile sul canale YouTube della Provincia e dal 31 gennaio 2019 è online nella Mediateca di Pubblicità Progresso.

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Ambiente Natura

Bilancio idrico e cambiamento climatico: esperti al lavoro sulla neve

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Sonda, cilindro per campionamenti e dinamometro: sono gli strumenti utilizzati ieri (19 marzo) da 60 tra uomini del servizio forestale, tecnici e ricercatori provenienti da Alto Adige, Trentino e Val d’Aosta. Suddivisi in 14 squadre gli esperti hanno svolto campionamenti di neve nelle zone dello Ski Center Latemar a Obereggen, a Pampeago e Predazzo.

Obiettivo di questo quinto incontro fra esperti di diverse province è lo scambio fra tecnici, osservatori e scienziati che si occupano del tema Snow Water Equivalent (SWE)“, spiega Rudi Nadalet dell’Ufficio Idrografico dell’Agenzia per la Protezione Civile, che ha organizzato il V Interconfronto Snow Water Equivalent insieme con l’Istituto per l’Osservazione della Terra di Eurac Research.

Oltre ai rappresentanti dell’Alto Adige erano presenti anche colleghi della Provincia di Trento. Il bilancio della giornata parla di 29 aree analizzate, 79 campioni raccolti e 7.952 sondaggi della neve effettuati con le apposite sonde.

Questo scambio è partito quattro anni fa su impulso dell’Arpa, l’Agenzia regionale protezione ambiente Valle d’Aosta, e per la prima volta si è svolto quest’anno in una località diversa dalle Alpi Occidentali” riferisce Umberto Morra di Cella dell’Arpa Val d’Aosta.

Le misurazioni della neve in Alto Adige

In Alto Adige le misurazioni della neve, prosegue Nadalet, sono una premessa fondamentale per la valutazione idrologica e climatologica. L’Ufficio Idrografico dell’Agenzia per la Protezione civile gestisce una rete di 20 stazioni automatiche e 16 stazioni manuali per raccogliere questi dati. Il personale del Corpo forestale svolge inoltre misurazioni sul campo su tutto il territorio provinciale.

Un parametro fondamentale in queste misurazioni è lo Snow Water Equivalent (SWE). Con il termine Snow Water Equivalent si designa l’unità internazionale per misurare, in termini rigorosi, l’entità del manto nevoso. Specifica lo spessore dello strato d’acqua corrispondente ottenuta dalla fusione del manto nevoso. Per una densità media di 300 chili per metro cubo, come nel caso delle misurazioni di ieri, un metro di neve produce 300 millimetri d’acqua.

Perché è importante effettuare le misurazioni del SWE

Il SWE ha un effetto diretto sulle acque di scioglimento e determina il bilancio idrico e la disponibilità idrica dell’intera provincia.

Negli ultimi anni le misurazioni dello SWE si sono sempre più spesso integrate con le rilevazioni satellitari. Ma nelle zone boschive le rilevazioni incontrano alcune difficoltà.

Ecco perché quest’anno al centro dell’Interconfronto ci sono state proprio le difficoltà connesse alle misurazioni del manto nevoso e della raccolta di dati SWE in zone boschive, combinando un approccio tradizionale alla misurazione delle spessore della neve con i moderni sistemi satellitari.

Della parte teorica si sono occupati partner delle Università di Padova, Trento e Bolzano, che lunedì pomeriggio nella sede dell’Agenzia per la Protezione civile hanno tenuto alcuni interventi specialistici sul tema. I dati raccolti sono stati illustrati e analizzati ieri.

Nelle prossime settimane verranno svolte analisi dettagliate sui dati raccolti e sviluppati modelli sulla base delle rilevazioni satellitari.

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