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Alto Adige

Tunnel del Brennero, cresce il fronte del no in Baviera

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Mentre proseguono i lavori per la realizzazione del tunnel del Brennero, in Baviera cresce il fronte contro la costruzione della tratta d’accesso.

I lavori per la galleria di 64 chilometri di lunghezza dovrebbero terminare nel 2025, ma in Baviera non è stato neanche fissato il percorso della linea ferroviaria potenziata, ritenuta indispensabile per poter assorbire il traffico su rotaia dopo l’entrata in funzione del tunnel.

In Baviera dopo la Csu ora anche la Spd e i Verdi hanno criticato il progetto, come scrive la Tiroler Tageszeitung.

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In Tirolo cresce invece la preoccupazione che il tunnel del Brennero possa diventare “una cattedrale nel deserto“.

“Da anni ci sono impegni concreti di Monaco e Berlino per la partecipazione a questo megaprogetto transfrontaliero“, sottolinea sul giornale la vice governatrice verde Ingrid Felipe che ricorda che “tanti soldi e tanto lavoro sono già stati investiti”.

Merano

Casette per i Sinti meranesi a 25 euro, FdI: “Canone che resta ridicolo, ora va aumentato”

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A un anno di distanza dalla prima polemica si torna a parlare delle casette costruite dal Comune di Merano all’interno del nuovo campo nomadi tra la pista ciclabile per Lagundo e l’Adige, alla fine di via Postgranz.

Piccole abitazioni destinate ai sinti locali. A quel tempo, il dissenso si incentrava sulla delibera che determinava il canone per le strutture nella microarea: una cifra di soli 25 euro.

Si tratta della metà del minimo previsto da una legge provinciale sull’assegnazione degli alloggi pubblici – hanno spiegato – perché gli appartamenti sono sprovvisti della camera da letto. I nomadi che occupano il campo dormono infatti nelle roulotte posteggiate nei pressi delle strutture.

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Il piccolo complesso è costato all’amminstrazione comunale circa 900mila euro tra opere di messa in sicurezza, adattamento del terreno e costruzione materiale delle casette, con relativa fornitura degli arredi.

Lungi dall’essersi esaurita, oggi la protesta riparte da Fratelli d’Italia.

Ci troviamo nuovamente di fronte ad una decisione che ha dell’incredibile – denuncia il responsabile meranese di FdI Alfonso Ponticelli – . Le contestate villette che il Comune di Merano ha deciso di costruire come nuovo campo nomadi, che sono costate ai contribuenti un occhio della testa e arredate con piccoli angoli cottura pagati un vero e proprio sproposito, saranno nuovamente – in base alla deliberazione della giunta comunale a voti unanimi nr.477 del 12/11/2019 – assegnate a 25 euro mensili; metà del canone minimo mensile per alloggi pubblici.

Se già a monte la decisione di costruire delle vere e proprie casette ci sembrava folle, ci sembra ancora più folle continuare nel procedere all’assegnazione delle case con una cifra del tutto irrisoria a dispetto di tutti quei meranesi che – a parità di metratura e servizi – sono costretti a fronteggiare canoni di mercato proibitivi di 500-600 euro mensili“.

Continua Ponticelli: “Ci piacerebbe sapere se al momento attuale, tutti gli assegnatari degli alloggi, siano correttamente in regola con i pagamenti mensili dell’anno ormai passato e se abbiano effettivamente versato la cauzione d’uso, anch’essa irrisoria e pari a 75 euro.

Lo chiediamo per rispetto di tutti quei cittadini che, nel momento in cui non risultino in regola con i pagamenti si vedono arrivare nelle cassette delle poste una procedura di riscossione. Non vorremmo che in caso di mancato pagamento si chiudano gli occhi e si faccia finta di non vedere.

Ma ci chiediamo anche se tutti quei costi di interventi di pulizia del greto in quella zona del fiume, che costantemente bisogna effettuare, siano stati accollati a chi in quella zona vi risiede ed evidentemente pone in essere quegli sversamenti anomali“.

Sarebbe stato corretto, dopo l’indignazione dell’anno passato della cittadinanza e della milionesima marcia indietro di qualche assessore, che da quest’anno i canoni di quegli alloggi fossero parificati al costo del canone sociale utilizzato per normali appartamenti per i normali cittadini.

In questo caso invece ci troviamo nuovamente di fronte ad una previsione privilegiata e senza alcun motivo dovuta ad uno status; previsione che lascia l’amaro in bocca a tutti i cittadini che non solo pagano un canone di locazione ma che, puntualmente , ogni anno sono costretti a presentare le relative certificazioni Isee per il calcolo del canone: altro adempimento burocratico non richiesto ai sinti“, conclude il coordinatore meranese.

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Bressanone

Giornata dei diritti dei minori: rafforzare i legami emotivi

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Il convegno che si è tenuto il 20 novembre presso il Seminario Maggiore a Bressanone dall’Agenzia per la famiglia ed intitolato “Il legame fa la forza” ha voluto porre l’accento sul tema del legame emotivo per il benessere dei bambini e degli adolescenti.

L’evento si è svolto in concomitanza con il 30° anniversario della firma della Convenzione internazionale dei diritti dei minori, sottoscritta il 20 novembre del 1989 dalle Nazioni Unite.

Nel corso del convegno l’assessora provinciale alla famiglia, Waltraud Deeg, ha sottolineato che “la famiglia è il primo contesto nel quale vengono appresi i valori, e dove si instaurano i primi legami emotivi. È importante che i giovani crescano in un buon clima emotivo nell’ambito famigliare per sviluppare appieno la loro personalità e contribuire allo sviluppo futuro della società”.

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Analoghi concetti sono stati sottolineati dall’assessore provinciale Philipp Achammer il quale ha posto l’accento sull’importanza che le istanze dei giovani trovino ascolto e vengano prese sul serio dagli adulti.

La tematica al centro del convegno è stata quindi sviluppata da una serie di relatori ed approfondita nell’ambito di una tavola rotonda.

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Merano

Merano: una panchina rossa come monito contro la violenza

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L’iniziativa, nata da una mozione presentata in Consiglio comunale da parte di David Augscheller e approvata all’unanimità, si è concretizzata in un progetto scolastico bilingue che ha visto la collaborazione tra la Rete contro la violenza sulle donne città di Merano e due classi del Liceo delle Scienze Umane (I.I.S.S.Gandhi, IV e V LSU) e di una classe della FOS (istituto superiore per le biotecnologie e il turismo) Marie Curie (3 TS4-EU), seguiti dai loro insegnanti Laura Mautone e David Augscheller.

Le tre classi insieme, dopo aver affrontato la tematica attraverso testi specifici nelle due lingue, aver approfondito aspetti legati ai documenti fondamentali che sanciscono l’uguaglianza e le pari opportunità tra uomini e donne (dalla Dichiarazione universale dei diritti degli uomini, alla Costituzione italiana, al testo del Consiglio d’Europa per l’eliminazione della violenza contro le donne e alla Convenzione di Istanbul) e dopo incontri formativi con le esperte del Centro Antiviolenza, hanno elaborato le frasi da incidere sulla panchina.

Il lavoro è stato portato a termine in collaborazione con il cantiere comunale.

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In Italia, nei primi dieci mesi del 2018, le vittime di femminicidio sono state 106, di cui 4 in Alto Adige. I casi di violenza registrati a Merano nel 2018 e monitorati dalla Rete contro la violenza sulle donne città di Merano sono 166. È dunque urgente e necessaria una seria riflessione sul ruolo della donna e dell’uomo nelle relazioni e sulla società di fronte alla violenza di genere“, ha ribadito l’assessora Strohmer.

Con questa iniziativa intendiamo sollecitare cittadini e cittadine alla riflessione a confrontarsi più approfonditamente con questo fenomeno. Ogni forma di violenza è frutto di un atteggiamento culturale che deve e può essere modificato. Noi vogliamo promuovere la cultura del rispetto, della solidarietà, della tolleranza, dell’uguaglianza fra uomini e donne“, ha aggiunto Strohmer.

La panchina rossa è “itinerante” e ogni due mesi circa verrà ospitata in un diverso quartiere della città (in gennaio sarà la volta del rione Wolkenstein, in marzo sarà a Maia Bassa e così via).

A partire da maggio la panchina sarà posta nel cortile dell’Istituto Gandhi, a concreta testimonianza del lavoro svolto; durante l’estate tornerà di fronte al Comune e a settembre sarà posizionata dinnanzi alla FOS Marie Curie.

Ogni volta che verrà spostata le studentesse e gli studenti proporranno una diversa performance sul tema della violenza contro le donne.

Tutte le iniziative saranno seguite da una campagna Social curata dalle ragazze e dai ragazzi (Instagram: Redbenchmerano, Twitter: @redbenchmerano e Facebook: Red bench Merano con i seguenti hashtag: #FollowtheRedBench #Seguilapanchinarossa #FolgederrotenBank.

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