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Centaurus, FdI: “Contributi doppi rispetto ad AIDO e AIL. Orientamento sessuale non è criterio sufficiente”

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Nella seduta del 7 aprile della Commissione alle attività sociali sono stati portati in votazione i contributi 2021 ad alcune Associazioni per l’area assistenziale, in attività ordinaria.

Come riportato dai rappresentanti di Fratelli d’Italia, a fronte del contributo di 4000 euro dato ad associazioni quali l’AIDO associazione dei donatori di  organi, AIL per i malati di leucemie linfomi e mielomi, Verband Ariadne per l’aiuto ai malati psichici, sono stati concessi 8000 euro all’Associazione Centaurus – Arcigay dell’Alto Adige che si occupa della discriminazione nei confronti dell’orientamento sessuale di gay, lesbiche, transessuali, LGBTQ.

E proprio sul contributo a quest’ultima (doppio rispetto alle altre) si scatena la protesta della consigliera di FdI Anna Scarafoni: “A me non sembra che questa associazione possa annoverarsi tra quelle che hanno bisogno di contributi comunali, non  mi risulta che queste categorie possano essere annoverate necessariamente tra gli indigenti, oppure tra coloro che hanno bisogno di assistenza economica, che fanno fatica ad affrontare la quotidianità. E’ importante notare come questi fossero contribuiti destinati ad attività ordinaria di associazioni che operano nell’ambito sociale.

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Non si comprende infatti perché l’orientamento sessuale del singolo debba superare il criterio della economicità nella rilevazione dello stato di tutele economiche. Si può facilmente riscontrare che le altre associazioni operano nel campo di gravi patologie i cui associati necessitano di cure, ricerca e assistenza. Al contrario non possono annoverarsi tra queste, le cinquantadue categorie di genere inventate per ottenere proprio questo tipo di contributi.

La determinazione della propria identità di genere non richiede esborso alcuno da parte della collettività. Ho chiesto che questo capitolo di spesa fosse scorporato dal resto dei contributi e ho votato contro, assieme al collega consigliere Roberto Selle“.

Due voti contro sette favorevoli, tra questi Zanin e Pegoraro. Sulla questione interviene infine l’altro consigliere e coordinatore del partito di Giorgia Meloni, Marco Galateo, per il quale “si tratta dell’ennesimo tentativo di far credere che l’orientamento sessuale del singolo possa determinare un trattamento privilegiato rispetto ad altri. I contributi sociali vanno dati a chi ha difficoltà economica e quello deve essere il criterio di distribuzione, non l’orientamento sessuale.

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