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Aletheia Spiritualità e Benessere

Come misurare la forza dell’amore: l’esperimento del fagiolo

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Amor vincit omnia, l’antico detto latino tanto caro a chi si vuole bene, ha anche dei risvolti scientifici.

Indubbio che ci sentiamo a nostro agio in ambienti in cui riusciamo a poter esprimere al meglio il nostro potenziale, dove esiste un clima positivo di collaborazione e di gratificazione. E’ una regola semplice della psicologia, che può accompagnare il nostro modo di essere.

In situazioni di stress e vessati da continue e ingiustificate pressioni, il nostro potenziale svanisce, ed emergono invece problematiche di vario tipo, che possono passare dalla semplice insoddisfazione al somatizzare in patologie anche gravi il disagio che stiamo vivendo.

Per questo propongo un semplice esperimento che ho già testato, e che può illuminare molto più che tanti discorsi, sicuramente interessanti e coinvolgenti, ma forse non così immediati come può essere l’evidenza di un fatto che vediamo accadere davanti ai nostri occhi.

Per questo partiamo dal mondo delle piante. Le piante riescono a sentire il mondo che le circonda e interagire con lo stesso in modo diretto.

Ci sono molte evidenze scientifiche di questo, tra le quali posso citare gli studi di Stefano Mancuso, considerato uno dei massimi esperti di neurobiologia vegetale.

L’esperimento è molto semplice, alla portata di tutti. Si tratta di procurarsi due bicchieri di plastica uguali o contenitori simili (ad esempio il bicchiere dello yogurth, o di vetro). Vi mettiamo del cotone idrofilo sul fondo, imbevuto di acqua.

Aggiungiamo 4 fagioli secchi (comunque un numero uguale), o qualche altro legume secco, appoggiandolo sul cotone.

Sul primo bicchiere scriviamo AMORE, sul secondo ODIO. Mettiamo quindi i due bicchieri vicini, in un luogo riparato, in modo che possano germogliare e fare crescere la pianta.

Fin qui tutto regolare, adesso viene il bello. Cosa dobbiamo fare? Ogni giorno, scegliamo noi l’ora, alla mattina, alla sera, due volte al dì, mattina e sera, insomma con cadenza fissa ci avviciniamo al primo bicchiere con la scritta AMORE e cominciamo a “parlare con i semi” posti sul cotone, rivolgendoci a loro usando tutto il nostro pathos di affetto e amore.

Nel secondo bicchiere in cui abbiamo scritto la parola ODIO, ci rivolgiamo invece in altri termini, ovvero cominciamo a scaricare verso i semi di legume, tutta la nostra disapprovazione, il nostro disprezzo, le nostre insoddisfazioni, quello che di brutto la giornata ci ha riservato o ci può riservare.

Anche attraverso affermazioni forti, possiamo utilizzare questo momento per scaricarci di tutto quello di brutto che abbiamo dentro e abbiamo accumulato. Non c’è un limite, possiamo gestire questo spazio a nostro piacimento, l’importante per la riuscita dell’esperimento, è di ripetere la cosa in modo regolare per almeno un mese o più.

Cosa succederà? La certezza non fa parte della vita, comunque, il risultato può stupire anche la persona più scettica.

Premesso che è sempre bene lasciare all’esperienza individuale di chi si accinge a fare questo piccolo esperimento, lascio degli spunti che si sono verificati.

Innanzitutto si potrà notare come dopo un po’ di giorni, in cui abbiamo ripetuto questa diversa pratica di amore-odio, la crescita dei legumi sarà molto diversa. Nel bicchiere “AMORE”, i germogli spunteranno e cresceranno bene, aumentando la loro struttura come fossero felici di esplodere in un ambiente in cui si sentono protetti e accolti. Il loro potenziale di vita esce fuori alla massima potenza.

Nel bicchiere “ODIO” invece, la situazione sarà diversa.

La crescita è molto rallentata, magari anche stentata. I germogli non fluiranno verso l’alto, ma quasi a stento troveranno la forza di uscire dal legume. Si potrà notare con gli occhi, come il continuo interagire con messaggi di odio e di negatività crei un riflesso sulla pianta, che quasi si “vergognerà” di esistere. Per non arrivare a casi proprio di mancato germoglio.

Il mio invito, al di là delle considerazioni, è quello di provare e vedere cosa succede.

Non c’è miglior maestro che l’evidenza che appare chiara ai nostri occhi, che unita ad un pizzico di intelligenza e tanto buon senso, porta ad una chiara consapevolezza che dove c’è amore e questo amore viene trasmesso, percepito e accolto la vita fiorisce, e ogni essere umano trova la sua dimensione e la possibilità di svilupparsi nel suo massimo potenziale.

Dove invece insistono le vessazioni, l’odio, l’insoddisfazione, la pratica di deludere e insultare l’altro, la vita sfiorisce, la tristezza e la delusione emergono, e come un film, tutto si ripercuote sul nostro essere.

Amor omnia vincit, nella misura in cui rispettiamo il nostro prossimo e sappiamo diffondere un clima di accoglienza e di gioia per la vita da condividere con chiunque ci sta vicino.

Aspetto che qualcuno possa raccontare l’esperimento e cosa è successo, per condividere con tutti questo momento, e magari se questo a portato in lui una nuova visione dei rapporti con gli altri.

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