Bressanone
Formazione, accordo con lo Studio teologico accademico di Bressanone
Più sicurezza nella pianificazione, una maggiore integrazione nel sistema altoatesino di alta formazione e ricerca, ma anche nuovi obiettivi strategici: questo il contenuto dell’accordo programmatico tra Provincia di Bolzano e Studio teologico accademico di Bressanone.
Il documento, approvato oggi (18 maggio) dall’esecutivo di Palazzo Widmann, prevede un vero e proprio cambio di paradigma. Se fino ad oggi, infatti, lo Studio teologico accademico riceveva un “semplice” contributo per la gestione, per il triennio 2021-2023 si punta ad un modello di finanziamento che ricalca il modello di Università di Bolzano ed Eurac research, seppure in forma più snella. L’intesa prevede un totale di 4,9 milioni di euro, di cui 1,5 milioni nel 2021 e 1,7 milioni ciascuno nei due anni successivi.
Il presidente e assessore alla ricerca, Arno Kompatscher, si aspetta da questo accordo “nuovi e validi impulsi al mondo della società, dell’economica e della politica, in maniera particolare grazie al futuro corso universitario in etica applicata a temi quali la sostenibilità, la tutela dell’ambiente e la medicina“. Secondo Kompatscher, la stretta collaborazione con le Università di Bolzano e di Innsbruck, nonché con Eurac e scuola Claudiana, “rafforzerà ulteriormente il sistema locale dell’alta formazione“. Un tema, quest’ultimo, che sta particolarmente a cuore ad Alexander Notdurfter, decano dello Studio teologico accademico di Bressanone. “Grazie a questo accordo – spiega – lo STA sarà ulteriormente e meglio connesso con le altre istituzioni accademiche altoatesine”.
Tra le novità previste per il triennio 2021-2023, dal punto di vista didattico, spiccano l’intensificazione dell’insegnamento e della ricerca scientifica, nonché l’ampliamento dell’offerta formativa, in materia teologica e filosofica, l’istituzione di un’ulteriore cattedra di filosofia e il rafforzamento della competenza nel campo della ricerca empirica sulla religione e sui valori. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, verrà posta particolare attenzione alla realtà altoatesina come regione multilingue al confine tra le due aree culturali tedesca e italiana.
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