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Il Governo fa retromarcia sull’ultimo decreto: il taglio sulle accise sarà possibile, ecco come

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Dopo le polemiche nate dall’approvazione dell’ultimo decreto e la minaccia dei benzinai di sciopero alla fine di gennaio, il Consiglio dei ministri è intervenuto per approvare alcune modifiche al decreto legge, relativo alla trasparenza dei prezzi dei carburanti.

La novità più importante è che il taglio delle accise sarà possibile nel caso di un aumento Iva. Di fatto, si è stabilito che di fronte ad un aumento eventuale del prezzo del greggio e quindi le relativo incremento dell’Iva in un quadrimestre di riferimento, il maggior introito incassato dallo Stato in termini di imposta possa essere utilizzato per finanziare riduzione del prezzo finale alla pompa.

Non solo, ma nel decreto è stato prorogato al 31 dicembre 2023 il termine entro il quale il valore dei buoni benzina ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti  (nel limite massimo di 200 euro per lavoratore), non concorrerà alla formazione del reddito da lavoro dipendente.

Chiaramente, le opposizioni fanno i loro lavoro e sollevano cori di disappunto rispetto alle promesse fatte dalla Meloni in campagna elettorale, ma la premier risponde: “Nel programma di Fratelli d’Italia non c’è scritto che avremmo tagliato le accise, e io non ho mai parlato di taglio delle accise. Le priorità sono altre”.

Meloni parla anche dei benzinai che in queste ore si sentono particolarmente sotto accusa, assicurando che la maggior parte di loro si sta comportando con grande responsabilità. Intanto, oggi è fissato un incontro tra le associazioni di categoria dei benzinai e il Governo al fine di evitare lo sciopero il prossimo 25 e 26 gennaio.

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