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Il Qatar respinge le accuse sui fiumi di denaro e sui regali ad alcuni eurodeputati: confermati 4 fermi

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A due giorni dallo scandalo che ha travolto il Parlamento Europeo, si fa avanti il Qatar, ovvero quel Paese che avrebbe corrotto con ricchissime tangenti le personalità dell’europarlamento con l’obiettivo di influenzare decisioni economiche e politiche dell’unione, oltre che cercare di ripulire l’immagine su lavoratori e diritti civili.

Il Qatar però smentisce quanto accaduto attraverso un comunicato e parla di accuse infondate: “Doha lavora attraverso l’impegno da istituzione a istituzione e opera nel pieno rispetto dei regolamenti e delle leggi internazionali”.

Dal “Qatargate” (così rinominata la vicenda) emergono dettagli sulla valanga di regali e di denaro che il Paese accusato avrebbe fatto arrivare alle personalità legate all’europarlamento.

Al momento, la Magistratura avrebbe convalidato l’arresto di quattro degli indagati per riciclaggio, corruzione e associazione a delinquere. Uno di questi è la vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili, ora sospesa dall’incarico. In particolare, a casa della Kaili sono stati trovate banconote nascoste in grandi sacchi. Non solo, ma suo padre sarebbe stato fermato mentre cercava di portare via valigie di denaro dall’appartamento della figlia.

Arresto convalidato anche per l’ex europarlamentare di Articolo 1 Antonio Panzeri, del suo collaboratore Francesco Giorgi e Niccolò Talamanca. Questo però, sembra essere solo l’inizio di una vicenda molto più grande. Infatti, altre persone starebbero entrando nel mirino della magistratura belga.

Intanto, arrivano molti commenti su quanto accaduto, come quello del Commissario all’economia, Gentiloni che parla di “vicenda vergognosa, gravissima, e intollerabile, un danno  di immagine per le istituzioni europee”.

 

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