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Politica

Kompatscher illustra il bilancio: sostenibilità e convivenza al centro

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Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha illustrato il 6 dicembre in Consiglio provinciale il disegno di legge di bilancio approvato dalla Giunta alla fine di ottobre.

Con 6,2 miliardi di risorse a disposizione, quello del 2020 è il bilancio di previsione iniziale più elevato della storia della Provincia di Bolzano.

Tali risorse, ha detto oggi il presidente della Provincia Arno Kompatscher nel presentare all’Aula del Consiglio provinciale il documento di programmazione finanziaria per il prossimo anno, costituiscono il fondamento della “casa comune dell’Autonomia“.

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Decisiva è stata in questo senso la possibilità di ricorrere all’avanzo di amministrazione grazie al Patto di garanzia tutelato bilateralmente da Italia e Austria.

Ciò ha consentito di redigere un bilancio sicuro e flessibile allo stesso tempo.

Proprio della flessibilità ci si è serviti per garantire investimenti nell’edilizia pubblica, per introdurre sgravi fiscali per il ceto medio e per dare “un segnale politico per una maggiore coesione sociale e solidarietà“.

Il bilancio conferma invece le penalizzazioni IRAP per le imprese che retribuiscono i propri dipendenti meno di quanto previsto dai contratti collettivi nazionali.

Decisivo per determinare il volume del bilancio e garantire gli investimenti futuri è stato il ricorso al DANC o debito autorizzato e non contratto.

Con 650 milioni di risorse aggiuntive disponibili grazie a quest’ultimo la Provincia può prevedere nel 2020 investimenti materiali e opere edili per oltre 1 miliardo.

“Minori risorse, una sfida da affrontare seriamente”

Quest’anno lo stanziamento iniziale del bilancio di previsione è il più sostanzioso e sicuro di tutti i tempi” ha sottolineato Kompatscher, che nel proprio discorso ha rivolto lo sguardo al futuro e sottolineato che in futuro le risorse a disposizione per il bilancio di assestamento saranno ridotte.

Saranno dunque complessivamente minori le risorse che nei prossimi tre anni la pubblica amministrazione avrà a disposizione rispetto agli anni precedenti.

Fatta eccezione per i settori nei quali sono previste risorse in uguale o maggiore misura, saranno mediamente necessari risparmi del 7-8% per Dipartimento” ha detto Kompatscher, che ha definito questo scenario “una sfida da affrontare seriamente“, che richiede alla pubblica amministrazione coraggio e capacità di mediazione.

In questo contesto Kompatscher si è richiamato alle sfide che la pubblica amministrazione si troverà ad affrontare, con il pensionamento entro il 2030 di quasi la metà dei propri dipendenti.

Con l’aiuto di modifiche organizzative l’amministrazione si dovrà trasformare in un organismo moderno e digitale.

Nei prossimi anni saranno 200 i procedimenti amministrativi che saranno completamente digitalizzati.

“Sanità, i cittadini siano responsabili per la propria salute”

L’appello del presidente della Provincia è andato da un lato ai colleghi dell’Aula – “solo contando su una solida fiducia è possibile passare velocemente dalle parole ai fatti” ha ricordato Kompatscher – e dall’altro alla popolazione.

I cittadini sono chiamati a prendersi la responsabilità, ciascuno per la propria parte, anche sul fronte sanitario, il capitolo più oneroso dell’intero bilancio provinciale.

I costi in questo settore crescono, così come le risorse: il bilancio 2020 stanzia 1,34 miliardi per la salute, in crescita di 100 milioni rispetto a 10 anni fa.

Numerose le sfide del settore, il cambiamento demografico, il progresso scientifico-tecnologico, le crescenti attese nei confronti del sistema sanitario, l’incremento di patologie croniche e l’acuta carenza di personale specializzato, ma anche le soluzioni delineate dalla pubblica amministrazione: una formazione medica sul modello austriaco, nuovi contratti di comparto, un ambulatorio per le cure primarie al Pronto Soccorso e centri di assistenza primaria, la rapida assegnazione dei primariati vacanti negli ospedali periferici, l’istituzione del fascicolo sanitario elettronico, la valorizzazione dell’assistenza sanitaria di base fino a misure per la riduzione delle liste d’attesa per le visite specialistiche, che, se prioritarie, entro il 2021 dovranno svolgersi entro 10 giorni dalla richiesta.

“Si punterà a rendere l’Alto Adige più interessante come luogo di lavoro per medici e personale infermieristico per garantire anche in futuro una buona e moderna assistenza medica sull’intero territorio provinciale” ha detto Kompatscher.

D’altro canto sono i cittadini a detenere la responsabilità sulla propria salute e possono contribuire a ridurre la spesa pubblica “adottando uno stile di vita sano sotto molti aspetti, dall’alimentazione all’esercizio fisico” ha ricordato Kompatscher.

Agevolazioni per le famiglie e la classe media

L’11% degli stanziamenti totali a bilancio sono destinati nel 2020 alle politiche sociali, familiari e abitative, con risorse dedicate pari a 700 milioni di euro e agevolazioni per famiglie sul trasporto pubblico locale, servizi di trasporto scolastico e sgravi fiscali.

Nonostante l’incremento di risorse, offerte e prestazioni, se solo fino a 10 anni fa le microstrutture per l’infanzia presenti sul nostro territorio erano circa 37, oggi il loro numero è salito a oltre 90, “conciliare famiglia e lavoro resta uno degli obiettivi prioritari di questa Giunta provinciale” ha ricordato Kompastcher.

Il presidente ha poi annunciato una riforma del settore dell’edilizia abitativa che richiede una veste più snella e innovativa.

Dobbiamo fare in modo che i rapporti fra i cittadini e la pubblica amministrazione siano improntati ai principi di reciproca leale collaborazione, onestà e buona fede” ha detto il presidente.

L’amministrazione sta lavorando a nuove strategie per il recupero del vecchio patrimonio edilizio e l’ampliamento della cubatura esistente, a incentivi per il mercato degli affitti, a un fondo di garanzia a copertura dei rischi legati alle locazioni, a imposte per gli alloggi sfitti, AirBnB e altro ancora.

Si tratta in sostanza di un riordino complessivo del settore, che dovrà essere portato a termine entro i prossimi due anni.

Sostenibilità, un tema chiave

Ma la vera sfida del XXI secolo e leitmotiv dell’intera Relazione sul bilancio è la crisi climatica e ambientale, la cui responsabilità “ricade sull’umanità che rifiuta le palesi prove scientifiche e i cambiamenti osservabili” ha ricordato Kompatscher. Di fronte a questa emergenza il richiamo, seppure in una terra che deriva il 70% della propria energia da fonti rinnovabili, dove l’87% della popolazione presta attenzione a non sprecare energia e l’85% di essa cerca di non sprecare acqua, è a cercare di “fare ciò che è in nostro potere per fare della nostra provincia un esempio positivo“.

Nella sua analisi il presidente ha osservato che “crisi climatica, globalizzazione, migrazioni, digitalizzazione, evoluzione demografica e perdita della biodiversità sono solo i campanelli che annunciano le sfide straordinariamente complesse del nostro tempo, nel quale a essere a rischio non è solo il clima meteorologico con il suo equilibrio. Anche il clima sociale è cambiato, così come il dialogo politico che da esso germoglia, e che rischia di divenire sempre più superficiale, aspro e dettato dalle circostanze“.

Per questo occorrono decisioni coraggiose, agendo a livello locale in una ottica globale.

L’Alto Adige come territorio sostenibile

L’Alto Adige – ha aggiunto il presidente – non è solo la terra dove il sole splende 300 giorni l’anno, ma deve puntare a diventare un territorio sostenibile per il clima e dove il clima sociale è al centro dell’attenzione politica“.

L’adozione da parte della Provincia del Piano per il Clima risale al 2011 e con esso la Giunta ha recepito gli Accordi di Parigi del 2015 sulla tutela del clima.

Ma il lavoro non è finito e anzi continua anche oggi. La prospettiva per l’Alto Adige è quella di diventare un luogo a emissioni CO2 pari a zero “molto prima del termine previsto del 2050” è stata la previsione del presidente.

Numerose le misure per arrivarci: dall’integrazione del Piano per il Clima con il nuovo asse strategico “filiera foresta-legno per lo stoccaggio di CO2″ per l’assorbimento del carbonio da parte delle opere edili pubbliche realizzate in legno, lo sviluppo della tecnologia a idrogeno, il sostegno all’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti, la progettazione urbana con un occhio di riguardo alle piste ciclabili e il contrasto al fenomeno delle automobili con un solo occupante.

I nodi dell’asse del Brennero e del turismo

Due i nodi che restano ancora da sciogliere per garantire al contesto altoatesino il giusto grado di vivibilità: da un lato “l’impatto dell’autostrada del Brennero su confinanti e ambiente in termini di inquinamento acustico e atmosferico e congestione dell’infrastruttura non è più accettabile nell’intera Euregio” e occorrono “strategie comuni per il corridoio del Brennero con in primis il trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia”, dall’altro l’alto livello di “Instagrammability” dell’Alto Adige come destinazione turistica con “località letteralmente prese d’assalto dal turismo giornaliero, l’aumento delle lamentele per il traffico congestionato e l’eccessiva presenza di turisti“.

La soluzione secondo Kompatscher è “proseguire nello sviluppo dell’Alto Adige quale territorio di vacanze autentiche e sostenibili, nel rafforzamento della consapevolezza del giusto prezzo e nella destagionalizzazione del turismo, creando un’offerta complessiva attraverso la digitalizzazione e la gestione dei flussi turistici che renda allettante raggiungere l’Alto Adige in treno” ma senza mettere in pericolo uno dei principali settori economici dell’Alto Adige, con oltre il 10% di valore aggiunto diretto e oltre 33.000 posti di lavoro.

Occorre cambiare il proprio stile di vita

Due misure fondamentali per insegnare alle future generazioni a minimizzare l’impatto sul pianeta e lo sfruttamento di risorse “adeguando il proprio stile di vita cominciando dall’alimentazione fino ad arrivare al trasporto privato, per vivere degli interessi e non del capitale” sono l’educazione e l’istruzione, cui la Provincia dedica 997 milioni di euro nel proprio bilancio 2020.

“Cambiare e riorientare il nostro stile di vita e la nostra economia in modo sostenibile ci offrirà una serie di opportunità economiche. Sostenibilità non significa rinuncia o regresso, bensì progresso e migliore qualità di vita” ha ricordato Kompatscher, che vede in questa trasformazione culturale una delle sfide fondamentali del futuro.

Disponibilità al compromesso e consapevolezza

Un giovane altoatesino rispetto al resto d’Italia ha oggi la speranza di vita alla nascita in buona salute più alta in assoluto, sprecano meno minuti di mobilità involontaria per giorno lavorativo, usufruiscono del reddito medio disponibile pro capite delle famiglie consumatrici più alto, l’indice di diseguaglianza più basso ed è meno a rischio povertà rispetto alla media nazionale si può ben trarre la conclusione che in Alto Adige si vive molto bene.

L’Alto Adige è ormai, da lungo tempo, la dimostrazione che la pacifica convivenza è possibile” ha aggiunto Kompatscher.

La storia dell’Alto Adige, ha aggiunto il presidente, “insegna che la via più sostenibile è quella di migliorare le cose a poco a poco, giorno per giorno. L’Autonomia è un esempio del potenziale di successo di decisioni coraggiose. L’Alto Adige ha avuto la sua equa chance, cerchiamo di sfruttarla al meglio e con il dovuto senso di responsabilità” ha concluso.

Politica

Piano KlimaLand 2050, Nicolini: “Realizzare a breve gli obiettivi per il fotovoltaico in Alto Adige”

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Il “Piano Clima Energia-Alto Adige-2050”, o “Piano KlimaLand”, descrive la visione della politica energetica altoatesina per il 2050, prendendo a riferimento gli orientamenti europei e internazionali, e affronta la questione relativa al soddisfacimento del fabbisogno energetico in modo sostenibile, per l’ambiente e per la società.

Nel documento si afferma la priorità assoluta di ridurre i consumi energetici ed al contempo si pone l’attenzione sulla necessità di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. I due obiettivi principali del Piano Klimaland prevedono la sostanziale riduzione delle emissioni pro capite di CO2 dell’Alto Adige, nonché la copertura del fabbisogno energetico con energie rinnovabili per almeno il 75% entro il 2020 e oltre il 90% entro il 2050.

Per il fotovoltaico, in particolare, si pone un obiettivo minimo di potenza installata di 300 MWp entro il 2020 per raggiungere infine almeno 600 MWp entro il 2050.

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Alcune recenti pubblicazioni di EURAC affermano la necessità di un maggiore supporto da parte dei sistemi incentivanti pubblici, al fine di raggiungere gli obiettivi per il fotovoltaico. In futuro, secondo gli studi di EURAC, la domanda di elettricità può aumentare specialmente in due settori: riscaldamento/raffrescamento (pompe di calore) e nella mobilità elettrica.

Il fotovoltaico potrebbe quindi rappresentare una soluzione ideale per rispondere all’aumento della domanda con la produzione in loco, pur tuttavia tenendo a mente che la sola auto-produzione non è sufficiente in quanto necessità di sistemi di accumulo che permettano di sfruttare l’energia fotovoltaica anche in orari notturni.

Così il Consigliere provinciale M5S Diego Nicolini: “Aumentare l’accessibilità ai sistemi di accumulo attraverso degli incentivi significa aumentare la produzione e l’autoconsumo di energia rinnovabile in tempi brevi e favorire la stabilità della rete, anche al fine di prevenire black-out come quello avvenuto di recente a Brunico”.

“Ho presentato la nostra mozione, con la quale chiedevamo incentivi per installare sistemi di accumulo domestici di energia proveniente da impianti fotovoltaici – conclude Nicolini – . L’assessore Giuliano Vettorato ha dichiarato che la Provincia sta già facendo valutazioni sul tema proposto e sui possibili investimenti e chiesto quindi di sospendere la mozione in attesa dei risultati. Spero che questi risultati arrivino presto perché questa soluzione ci permetterebbe di fare enormi passi avanti come Provincia in un’ottica di crescita sostenibile”.

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Politica

Prolungamento contratti d’opera, Nicolini: “Si alimenta un sistema che incentiva il precariato”

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Oggi in consiglio provinciale si è riunita la IV Commissione. Oggetto della discussione è stato il Disegno di legge n. 45/19, artt. da 20 a 28, modifiche di leggi provinciali.

I membri della Commissione, solo oggi, hanno ricevuto gli emendamenti proposti dalla maggioranza, senza così avere il tempo di prepararsi sui punti affrontati.

Nella stessa seduta è stato approvato l’emendamento per abrogare l’art. 28 che abrogava a sua volta le disposizioni relative il prolungamento dei contratti d’opera a medici e personale sanitario precari.

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Il consigliere Nicolini ha più volte ribadito la sua opinione in merito: “La decisione di prolungare i contratti ai medici precari anziché stabilizzarli è insensata: non possiamo permettere che il nostro sistema incentivi il precariato.

Se il personale medico non parla entrambe le lingue non lo fa nemmeno se è assunto con contratto d’opera anziché con un contratto di lavoro dipendente. Se assunto, il personale potrà svolgere la sua attività in un ambito di sicurezza e, con una prospettiva per il futuro, sarà più facile che si impegni a imparare la seconda lingua”.

E’ surreale – conclude Nicolini – . Non c’è rispetto per le minoranze e non ci sono i presupposti per lavorare in maniera coerente e seria. Si costruiscono percorsi ad ostacoli: ci perdiamo tutti”.

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Politica

CasaPound, al via il 25 gennaio in tutta Italia le “feste del tesseramento”

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Da Napoli a Bolzano, da Lecce ad Aosta, si svolgerà sabato 25 gennaio in oltre 100 città italiane la “festa del tesseramento” di CasaPound Italia, appuntamento col quale tradizionalmente il movimento della tartaruga frecciata apre la propria campagna di iscrizione.

“Gli appuntamenti – spiega CasaPound – avranno luogo nelle nostre sedi dislocate lungo tutta la penisola e in locali delle città, e costituiranno un’occasione aperta a tutti i cittadini non solo per iscriversi contribuendo così fattivamente a sostenere il movimento, ma anche per conoscere i nostri militanti e le nostre iniziative“.

“È proprio la nostra presenza radicata sul territorio – prosegue CPI – fatta di attività a fianco del popolo italiano che spaziano dalla politica, alla cultura, allo sport, al sostegno delle fasce più deboli della popolazione con raccolte alimentari e altre attività solidali, a far sì che i tentativi di censura nei nostri confronti, nei social o sul territorio, siano destinati a non avere successo.

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Noi ci saremo comunque, sempre più attivi a fianco degli italiani e per la riconquista della nostra sovranità nazionale, e invitiamo tutti a venire a trovarci fin da sabato“.

Di seguito l’elenco delle iniziative programmate per sabato 25 con i relativi orari per il TRENTINO ALTO-ADIGE:

Bolzano 

Dalle 10.30 a mezzanotte alla Rockaforte in via Cesare Battisti VIII

Riva del Garda 

Dalle 21 al Faro in via San Nazzaro 83c

Trento

Dalle 17 alle 20 a il Baluardo in via Marighetto, 56

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