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Italia ed estero

L’inganno della telefonata fake a Meloni e la “figuraccia” per il Paese

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Immagine di repertorio
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Sul fronte politico italiano, arrivano non poche polemiche dopo il caso dello scherzo telefonico di due comici russi alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla guerra in Ucraina.

Il fatto risale al 18 settembre, quando la premier Meloni è caduta vittima del duo comico Vovan & Lexus che spacciandosi per il Presidente della Commissione dell’Unione Africana, l’ha interrogata sulla politica estera in cui si è parlato di migranti, di guerra ucraina e un breve un cenno alla Libia

C’è molta stanchezza da tutte le parti” sul conflitto e “si avvicina il momento in cui tutti capiranno che abbiamo bisogno di una via d’uscita“: aveva dichiarato la premier.

Chiaro che le opposizioni parlano di una vera e propria “figuraccia” per il Paese. Ciò che davvero sconcerta è quanto il sistema Italia che ruota intorno al Governo possa essere così “distratto”. Per il presidente del Copasir Lorenzo Guerini è necessario “agire affinché simili circostanze non si ripetano in futuro“.

Nonostante le varie reazioni politiche che parlano di figuraccia per il Paese, da Palazzo Chigi sembra esserci un grande rammarico dei diplomatici per la telefonata fake.
L’Ufficio del Consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio dei Ministri si rammarica per essere stato tratto in inganno da un impostore, che si è spacciato per il presidente della Commissione dell’Unione Africana e che è stato messo in contatto telefonico con il presidente Meloni”: viene dichiarato. 

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