Società
Lockdown, Coopbund Alto Adige: “Rispettiamo le regole per poter ripartire presto”
Il mondo della cooperazione è un settore molto presente in Alto Adige e come tutti i settori produttivi sta vivendo momenti di difficoltà. Le cooperative, come tutti gli attori economici stanno vivendo in maniera molto negativa questo periodo di incertezza.
Molte cooperative hanno vissuto prolungati periodi di chiusura, altre si sono subito attivate per offrire servizi e rispondere ai bisogni dell’emergenza, come le cooperative che hanno eseguito sanificazioni di ambienti oppure quelle che si sono dedicate ai tamponi rapidi. Altri settori invece, come quello della ristorazione o della cultura, sono stati pesantemente colpiti e ancora adesso le loro attività sono ferme. Inoltre diversi enti pubblici stanno attendendo prima di rinnovare i bandi per verificare la sufficiente copertura economica.
Le misure restrittive
Rispetto all’andamento dei contagi e alle nuove misure restrittive contenute nell’ultima ordinanza del Presidente della Giunta provinciale, Heini Grandi presidente di Coopbund Alto Adige Südtirol dichiara: “Probabilmente queste misure serviranno soprattutto ad allentare la pressione sulle strutture ospedaliere. Come associazione di rappresentanza di cooperative siamo consapevoli degli sforzi che questa pandemia sta chiedendo a tutti, anche alle imprese, ma siamo altresì consapevoli che senza le misure restrittive sarà molto difficile tornare in fretta alla vita normale.
Non è tanto la severità della misura a fare la differenza, quanto la sua concreta applicazione da parte dei cittadini. Per questo chiediamo anche noi un ulteriore sforzo da parte di tutti, consapevoli che non è facile, ma che è fondamentale rispettare le misure e le restrizioni imposte non soltanto per senso del dovere ma per responsabilità civica e per poter tornare presto ad una situazione pre pandemia“.
Il piano vaccinale
Sul tema delle vaccinazioni il Presidente di Coopbund ha già avuto modo di sottolineare che è importante dare la precedenza alle persone fragili e a tutti gli operatori del settore sociale e sanitario, senza dimenticare il settore privato sociale come ad esempio gli asili nido dove le educatrici e gli educatori sono sempre a rischio di contagio.
Le prospettive future
Infine Heini Grandi conclude con uno sguardo al futuro: “Una volta che questa situazione si sarà normalizzata siamo convinti che il mondo della cooperazione, resiliente per natura, potrà esprimere al meglio la sua forza per rimettersi in piedi ed affrontare nuove sfide”.
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