Connect with us

Scienza e Cultura

Magia delle barriere coralline al Museo di Scienze: 240 milioni di anni fa l’Alto Adige era “tropicale”

Pubblicato

-

Che cosa hanno in comune le Dolomiti e la fantastica barriera corallina di Kaluoka’hina?

Molto più di quello che sembrerebbe a un primo sguardo, come ha spiegato la paleontologa del Museo di Scienze Naturali Alto Adige Evelyn Kustatscher in occasione della première del nuovo film d’animazione “Kaluoka’hina – La barriera incantata” al Planetarium Alto Adige.

Circa 80 bambini e adulti hanno seguito la première del film d’animazione sulle avventure del pesce sega Jake e il suo compagno Shorty. Jake e Shorty hanno il compito di preservare per il futuro la loro bellissima casa. Grazie agli occhiali 3D i visitatori si sono potuti tuffare in un mondo colorato nelle profondità degli oceani.

Uno sguardo alle barriere coralline: le Dolomiti

Evelyn Kustatscher in occasione della première ha spiegato, che la storia di Jake e Shorty avrebbe potuto svolgersi anche in Alto Adige. Proprio dove oggi si innalzano le Dolomiti, 240 milioni di anni fa si poteva ascoltare lo sciabordio delle onde di un caldo mare tropicale.

Quali pesci popolavano queste acque? E quali altri animali si potevano osservare? E perché le Dolomiti erano ancora sott’acqua? Questi erano solo alcune delle domande dei bambini a cui Kustatscher ha risposto.

È stato sorprendente scoprire quanti bambini conoscessero Pangea, il nome del super-continente che caratterizzava la Terra di 240 milioni di anni fa“, ha detto con molta soddisfazione la ricercatrice.

Il film d’animazione “Kaluoka’hina – La barriera incantata” è ora entrato a far parte del programma del Planetarium Alto Adige per essere proiettato regolarmente.

Il calendario attuale è disponibile al sito www.planetarium.bz.it. Gruppi e scolaresche hanno la possibilità di prenotare una proiezione con un’introduzione sulla storia della barriera corallina delle Dolomiti.

 

Scienza e Cultura

Cancro io ti boccio. Le scuole altoatesine con Airc

Pubblicato

-

Avvicinare e sensibilizzare bambini, adolescenti e giovani sull’importanza della Ricerca scientifica per battere malattie che mietono ancora troppe vittime e che purtroppo toccano da vicino tutte le famiglie e, ahimè, persino le nostre classi”, con questo impegno Nicoletta Minnei, ex sovrintendente scolastico di Bolzano, tesse da mesi una rete tra insegnanti, alunni e famiglie che, a fianco di AIRC, la Fondazione italiana per la Ricerca sul cancro, e il suo Comitato Veneto e Trentino Alto Adige che ogni anno destina 6.284.000 Euro in progetti e borse di studio per i ricercatori impegnati nelle università e ospedali della regione.

Oltre al finanziamento quinquennale 2019-2023 con cui AIRC, in partnership con Gran Bretagna e Spagna, partecipa al progetto Accelerator Award che sostiene per 13 milioni di euro la ricerca internazionale in cui l’Italia è presente proprio con un team del CIBIO di Trento.

Il primo appuntamento 2020 con la Ricerca sarà la tradizionale campagna nazionale “Le Arance della Salute” che, il 25 e 26 gennaio, porterà nelle piazze di Bolzano, Merano e Bressanone i volontari AIRC che distribuiranno le arance in reticelle da 2,5 kg, e vasetti di marmellata e miele all’arancia.

Importante prologo della campagna nazionale, giunta ormai alla sua 30esima edizione, sarà, anche in Trentino Alto Adige, l’iniziativa promossa con le scuole. Dopo il workshop nazionale promosso il 28 marzo scorso a Trento da AIRC Scuola, al quale hanno aderito insegnanti, educatori e dirigenti scolastici, e grazie anche al lavoro di rete di questi mesi, parteciperanno all’iniziativa “Cancro Io ti boccio!” l’Istituto Comprensivo Bolzano 5 con la Primaria Manlio Longon, la Primaria San Giovanni Bosco e l’Istituto comprensivo Merano 2.

Il progetto educativoproposto da AIRC spiega appunto la professoressa Minnei – ci dà innanzitutto l’occasione di portare in classe argomenti scientifici e materiali idonei all’approfondimento di un tema così importante anche per la scuola, ovvero la ricerca, lo studio e la cura dei tumori. Quindi diventa per noi il migliore filo conduttore per parlare di solidarietà, sensibilizzazione e impegno per l’altro. Dunque avvicinando anche i ragazzi all’associazionismo e offrendo loro l’occasione per partecipare a un impegno anche corale come lo è quello di una campagna a livello nazionale”.

Dunque venerdì 24 gennaio, gli alunni che, hanno già avuto modo di parlare in classe della malattia e della ricerca scientifica con i propri insegnanti, o incontrando i giovani ricercatori sostenuti da AIRC in regione, si attiveranno per diffondere la sensibilizzazione e contribuire alla raccolta fondi con una vendita di 600 reti di arance destinata alle famiglie e al personale scolastico.

Continua a leggere

Scienza e Cultura

Cellule staminali: verità e fake news il 21 gennaio al Museo di Scienze di Bolzano

Pubblicato

-

Cosa sono le cellule staminali? Come si possono utilizzare per fini terapeutici? E quali sono invece le false cure? Lo spiega la neurobiologa Simona Casarosa in una conferenza in programma al Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige.

Simona Casarosa dirige il Laboratorio di sviluppo e rigenerazione neurale del CIBIO – Centro di biologia integrata di Trento, struttura di eccellenza nell’area delle biotecnologie per la salute umana.

Martedì 21 gennaio, alle ore 18, sarà al Museo di scienze naturali di Bolzano per illustrare le ricerche più avanzate nel campo delle cellule staminali, chiarendo quali siano le loro possibili applicazioni in campo sanitario e quali invece false cure e speranze, promosse da abili strategie di comunicazione.

La conferenza, dal titolo “Fatti e misfatti in biologia: cellule staminali. Il potere della comunicazione”, è a ingresso libero ed è riconosciuta come corso di aggiornamento per personale insegnante.

Info: Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige, via Bottai 1, Bolzano, tel. 0471 412964, web www.museonatura.it

Continua a leggere

Scienza e Cultura

Museo di scienze: un gruppo per imparare ad osservare e monitorare la fauna

Pubblicato

-

Un gruppo di lavoro per imparare, e sperimentare sul campo, le tecniche di osservazione e monitoraggio della fauna selvatica, aperto a tutti gli interessati con conoscenze di base di zoologia o ecologia. Lo propone il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige.

Le attività del gruppo alterneranno incontri formativi e conferenze sulla biologia delle specie selvatiche, progetti e regole di monitoring.

Le prime attività saranno dedicate alla lontra, animale riapparso in Alto Adige nel 2008 e la cui espansione suscita notevole interesse. I lavori si svolgeranno in italiano o tedesco, all’occorrenza con traduzione ad hoc. I dati rilevati durante i monitoraggi saranno inseriti nelle banche dati del museo e degli altri uffici competenti.

Un primo incontro, a partecipazione libera, è fissato per giovedì 16 gennaio alle ore 18 al Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige, via Bottai 1, Bolzano. Le uscite di monitoraggio saranno effettuate in gruppi ristretti, in modo da poter seguire adeguatamente i partecipanti. 

Ulteriori dettagli e date saranno forniti non appena formato il gruppo. 

Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare il tecnico faunistico Davide Righetti (dave.righetti@gmail.com) oppure Giulia Rasola (giulia.rasola@museonatura.it) o Johanna Platzgummer (johanna.platzgummer@museonatura.it) della sezione didattica del museo. 

Continua a leggere

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

di tendenza