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Alto Adige

Maltempo, raccolta la metà degli alberi schiantati in Alto Adige

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1,5 milioni di metri cubi di legname schiantato su 5.918 ettari di territorio, pari all’1,7% della superfice boschiva totale dell’Alto Adige. Questo il bilancio aggiornato dei danni provocati dalla tempesta Vaia che, nella notte tra il 29 e il 30 ottobre, ha colpito la Provincia di Bolzano con raffiche di vento che hanno raggiunto anche i 130 km/h.

La Ripartizione foreste ha pubblicato un Report aggiornato con 68 pagine che sviscerano nei dettagli i danni causati dal maltempo.

Sgomberati 800.000 metri cubi

I 2.100 proprietari dei boschi, distribuiti sugli 86 comuni colpiti dalla tempesta, hanno già provveduto a raccogliere e sgomberare ben 800.000 metri cubi di legname, pari a oltre la metà del totale. Ciò anche grazie alle 463 teleferiche temporanee realizzate sul territorio, 300 delle quali nel frattempo sono state smontate.

La più lunga, in Val d’Ultimo, misurava 1.000 metri, mentre la lunghezza media è di 385 metri. Per svolgere i lavori in massima sicurezza, la scuola forestale Latemar ha tenuto tra gennaio e maggio 20 corsi di formazione ai quali hanno partecipato 112 persone.

Tutta la “catena” coinvolta nelle operazioni sta lavorando in maniera egregia – commenta il direttore della Ripartizione foreste, Mario Brolldimostrando che uniti siamo più forti.

Abbiamo cercato di studiare ciò che è stato fatto in casi simili nel resto della Mitteleuropa, mantenendo però sempre alta l’attenzione sulla realtà locale e sulla sicurezza di chi opera sul campo. La metà del lavoro è stato portato a termine, ora ci attende una seconda metà dell’opera se possibile ancora più complicata”.

Danni per i boschi dell’Alto Adige

I due terzi degli alberi schiantati sono concentrati nelle stazioni forestali di Nova Ponente, Nova Levante, Fontanefredde e San Vigilio di Marebbe: mediamente i danni totali (1,5 milioni di metri cubi) equivalgono a 2 anni di “ripresa” (massa legnosa prelevabile annualmente dal bosco nell’ambito di una gestione sostenibile) per i boschi dell’Alto Adige, ma in alcune zone, come ad esempio quella del Latemar, questa quota arriva addirittura a 16 anni di ripresa. Tra le misure già avviate in questi mesi, il Report cita i 3,5 milioni di euro messi a disposizione per il ripristino delle strade forestali (124 progetti in 70 comuni) e i 7,4 milioni di euro per i 158 progetti di risanamento del bosco suddivisi in 41 comuni e 8 Ispettorati forestali.

Un milione di nuovi alberi

I vivai forestali, dal canto loro, in primavera hanno distribuito sui terreni ben 9,5 kg. di semi di abete rosso e 17,5 kg. di semi di larice. Rispetto alla produzione normale di nuovi alberi, la Ripartizione foreste stima che siano necessari altre 150.000-200.000 piante, tanto che per il periodo 2020-2025 è prevista la posa di 1.017.800 alberi.

Monitoraggio del bostrico

Prosegue, infine, il monitoraggio del bostrico, un parassita molto pericoloso che colpisce alberi malati, morti o abbattuti, i cui aghi diventano prima giallognoli e poi rossiccio-marroncini, per cadere quindi nel giro di alcune settimane.

La Ripartizione Foreste, grazie al supporto scientifico dell’Istituto di entomologia dell’Università di Padova, ha deciso di infittire il rilevamento mirato di questo insetto grazie ad una rete di 100 trappole con ferormoni che vengono svuotate a intervalli di tempo regolari.

Alto Adige

Selva e Santa Cristina a inizio ‘900: al via mostra fotografica

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Com’era la vita in Val Gardena a inizio ‘900?

Lo spiega una mostra fotografica organizzata dal Museum ladin Ciastel de Tor in collaborazione con il Centro culturale Tublà da Nives di Selva ed il Museo Palais Mamming di Merano.

La mostra sarà inaugurata sabato 26 ottobre, alle ore 17, al Centro culturale Tublà da Nives.

Esposti paesaggi, foto di costumi tipici e ritratti, per i quali gli organizzatori lanciano un appello: chi è in grado di dare un nome alle persone raffigurate?

 

 

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Merano

Sicurezza a Merano: più agenti della Polizia municipale e di Stato. Altre 17 telecamere in città

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Sul tema della sicurezza pubblica a Merano il Sindaco Paul Rösch ha preso posizione: “La Giunta comunale – ha spiegato il primo cittadino – ha aumentato sia l‘organico della Polizia municipale sia il numero delle videocamere per la sorveglianza. Auspichiamo un maggior sostegno da parte della Polizia di Stato“.

Tutti i casi di aggressione verificatesi negli ultimi giorni sono stati risolti nell‘arco di poche ore, in parte il giorno stesso in cui è avvenuto il fatto. I responsabili sono stati identificati, uno di loro si trova in custodia cautelare“, ha ribadito Rösch.

Il governo cittadino ha di recente aumentato a 42 il numero degli agenti della Polizia locale e aumentato la presenza nei rioni cittadini.

Anche la videosorveglianza di strade e piazze è già estesa: ci sono 123 videocamere, controllate dalla Polizia locale, altre 17 verranno installate prossimamente. 39 videocamere servono a monitorare il traffico, le rimanenti per ‘osservare‘ il territorio comunale.

Se i responsabili delle aggressioni sono stati identificati così in fretta lo dobbiamo anche alle videocamere. Chi adesso reclama più vidoecamere non si è reso ben conto di come le forze dell‘ordine stiano già operando“, ha fatto notare Rösch.

Rösch ha ribadito anche la necessità di una maggiore presenza sul territorio comunale meranese da parte della Polizia di Stato.

Che l‘organico delle forze dell‘ordine venga progressivamente ridotto dallo Stato e che competenze in materia di sicurezza, e la copertura dei relativi costi, vengano delegate sempre di più al Comune e alla Polizia locale è una realtà inaccettabile. Questo è ciò che è accaduto negli ultimi anni“, ha affermato Rösch, che domani incontrerà il Prefetto Vito Cusumano a Bolzano.

La videosorveglianza e la repressione sono però soltanto un lato della medaglia.

Altrettanto importante è il lavoro con i giovani e le iniziative per la prevenzione della violenza“, ha fatto notare il sindaco. Il Comune di Merano stanzia ogni anno più di 330.000 euro per sostenere le associazioni giovanili.

Dobbiamo reintegrare nella nostra comunità i giovani che vivono ai margini e sulla soglia della criminalità e offrire loro una prospettiva. Dobbiamo promuovere una cultura che rifiuti la violenza fisica e verbale. Il notro obiettivo ultimo non può certo essere quello di punire le persone. Vogliamo una società nella quale la violenza venga esclusa a priori come possibile soluzione di conflitti – e non soltanto perché la Polizia controlla costantemente e minuziosamente ogni singolo cittadino e ogni singola cittadina“, ha concluso Rösch.

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Alto Adige

Controlli dei mezzi pesanti in Autobrennero: un centro ad hoc per chi entra in Italia

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Sicurezza è stata la parola chiave al centro dell’incontro di ieri mattina tra i Dirigenti della Polizia Stradale per il Trentino Alto Adige e Belluno, per il Veneto, per la Lombardia e per l’Emilia Romagna e i vertici di Autostrada del Brennero SpA.

Una sicurezza che va oltre le dichiarazioni d’intenti e si traduce in iniziative concrete come il Centro di controllo per i mezzi pesanti che sorgerà alla barriera del Brennero a partire dalla prossima primavera: una stazione attiva 24 ore su 24 dedicata ai mezzi in ingresso in Italia alla quale saranno indirizzati i veicoli ritenuti da verificare da un “occhio” elettronico posto qualche chilometro più a nord.

Quello della sicurezza – osserva l’Amministratore Delegato, Diego Cattoni, – è un tema che va affrontato a tutto tondo. L’eccellenza di A22 viene confermata da uno strumento che permetterà all’intero sistema Paese di avere un maggiore controllo sui mezzi che transitano in Italia”.

Sempre nella seduta di ieri, è stato firmato il Protocollo d’Intesa che conferma la sperimentazione degli ultimi anni in materia di mancato pagamento del pedaggio: a chi dimentica di corrispondere il dovuto entro i termini di legge, la Polizia Stradale notificherà una sanzione amministrativa da 85 a 338 euro.

Il confronto è potuto partire dai dati positivi in materia di incidentalità: nonostante la A22 possa ormai da anni vantare un tasso di incidentalità di gran lunga al di sotto della media nazionale, al 30 settembre 2019 il numero di feriti rispetto al 2018 è sceso del 22% e il tasso di incidentalità (numero di incidenti rapportato ai chilometri percorsi) dell’1,9%.

Le iniziative per contenere ulteriormente il numero degli incidenti, però, non si fermano. Tra queste, la realizzazione di una stazione di controllo in ingresso al Brennero per la quale la gara di appalto è già in fase di aggiudicazione e che in primavera vedrà l’inizio dei lavori. Si tratta di un centro dotato di tutti gli strumenti (pese, sistema di controllo di assetto e frenata, sistema di controllo dei fumi, fossa di ispezione, etc…) in grado di garantire un controllo a 360 gradi dei mezzi pesanti in ingresso in Italia.

Sarà operativo sempre e in grado di preselezionare ogni targa già segnalata alle Autorità, così come ogni peso anomalo.

Si tratta di un’iniziativa di livello europeo – sottolinea il Direttore Tecnico Generale, Carlo Costa, che seguito personalmente il progetto – . Dal costante confronto con le Forze dell’Ordine è emersa l’opportunità di fare un salto di qualità sul fronte della sicurezza.

Di qui l’idea della stazione di controllo che, preceduta da un modulo di preselezione, sarà in grado di fare uno screening completo del mezzo, quasi fosse un bagaglio destinato ad essere imbarcato su un aereo”.

Grande interesse anche per le sperimentazioni, previste in A22 nei prossimi mesi, della guida autonoma e connessa, che in questa prima fase, per ovvie ragioni di sicurezza, vedrà sempre le mani umane sul volante, pronte ad attuare le comunicazioni che il veicolo riceverà dall’autostrada e dagli altri veicoli coinvolti nei test.

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