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Arte e Cultura

Oriana e la Luna: giovedì 10 ottobre conferenza su Fallaci al MUA

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Giovedì 10 ottobre, a partire dalle 18, a pochi giorni dalla prima edizione dei “Max Valier Award”, organizzati da UPAD e MUA assieme a numerosi partner e con guest star l’astronauta italiano Paolo Nespoli, prosegue la serie di appuntamenti dedicati alla divulgazione scientifica e culturale con la conferenza ad ingresso libero “Oriana e la Luna”. 

Nel 2019 Oriana Fallaci, la grande giornalista e scrittrice fiorentina, avrebbe compiuto 90 anni. Morì invece nel 2006 all’età di 77 anni, stroncata da un tumore, quello che lei chiamava «l’alieno» che aveva invaso il suo corpo e contro il quale combatteva una guerra da ormai molto tempo.

Il 2019 è però anche l’anno del Cinquantennale dello sbarco dell’Uomo sulla Luna e non tutti sanno che la Fallaci, allora inviata per l’Europeo, trascorse tra il 1963 e il 1965 lunghi periodi negli Stati Uniti, a Houston e Cape Kennedy, tra gli astronauti e gli scienziati che cercavano di compiere un’impresa che sarebbe rimasta nella Storia, osservandoli, intervistandoli, interrogandoli.

Ne nacque un ritratto inconsueto e di eccezionale attualità scritto sotto forma di diario, che pian piano diventa un lungo dialogo con l’anziano padre, sospeso tra il reale e l’immaginario e pubblicato nel 1965 in uno splendido libro dal titolo «Se il Sole muore».

È il diario dell’incomunicabilità tra due mondi, quello rappresentato da una parte dall’Oriana «bambina che crede alle stelle», seguendo la strada tracciata da Kennedy assassinato poco più di un anno prima, e quello dall’altra rappresentato dal padre, «l’adulto che crede nella Terra» e che in fondo ha già capito che non c’è da illudersi perché «gli uomini continueranno come prima a soffrire, a uccidersi nelle guerre, a offendersi nelle ingiustizie, e con la Luna allargheranno i confini della loro perfidia e del loro dolore».

Del resto tutti i timori, le speranze e le aspettative sul futuro sono descritte dall’autrice già nella commuovente dedica: «A mio padre che non vuol andare sulla Luna perché sulla Luna non ci sono fiori né pesci né uccelli. A Teodoro Freeman che morì ucciso da un’oca mentre volava per andar sulla Luna. Ai miei amici astronauti che vogliono andar sulla Luna perché il Sole potrebbe morire». 

Successivamente la Fallaci tornerà a Houston per seguire da vicino la vigilia del lancio e «Quel giorno sulla Luna», che verrà pubblicato nel 1970, è un libro in diretta, che raccoglie le straordinarie testimonianze dei protagonisti, i dubbi, i rischi e le difficoltà incontrate, anche se tutti, alla NASA, si affrettano a trasformare tutta l’avventura in un normalissimo fatto di tecnologia, a partire dallo stesso Neil Armstrong, che dichiarerà all’autrice: «Perché rischiare la vita guidando un’astronave? Illogico quanto rischiare la vita usando un frullatore elettrico per fare un frappè. Non dev’esserci nulla di pericoloso a fare un frappè e non dev’esserci nulla di pericoloso a guidare un’astronave».

Ma man mano che il libro procede e il conto alla rovescia si avvicina, l’atmosfera del libro, lentamente, si trasforma e la Fallaci come sempre è abilissima a descrivere quello di cui tutti si rendono conto: si tratta di un’impresa che lascerà il segno nella storia. 

La conferenza al MUA sarà tenuta dal divulgatore culturale Stefano Zuliani. Ad ingresso libero, durante l’evento si ripercorrerà queste straordinarie testimonianze, rivelando aneddoti e curiosità contenuti nei due libri, ma non solo. 

Arte e Cultura

Il culto di Mitra: dalla Persia all’Alto Adige. Appuntamento il 25 ottobre al Museo Archeologico

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Venerdì 25 ottobre, alle 17.30, il Museo Archeologico dell’Alto Adige propone una visita guidata bilingue in italiano e curdo. La visita ruota intorno all’origine culturale del culto di Mitra.

Nel contesto della mostra temporanea “Lost & Found – Archeologia in Alto Adige prima del 1919” è visibile il celebre altare di Mitra di epoca romana proveniente da Mules/Vipiteno. Esso si riferisce a un culto molto diffuso in età imperiale romana. L’origine di tale religione non risiede però a Roma, ma è ancora più antica.

Mitra era un dio venerato in India a partire dal 1200 a. C. e successivamente anche in Persia. Proprio da lì il suo culto si diffuse in tutto l’impero romano arrivando anche in Alto Adige. Insieme alla mediatrice culturale Parang Baktiar seguiremo l’evoluzione e la diffusione di questo antico culto.

La visita guidata si svolge in lingua curda e italiana con l’obiettivo di creare un momento di reciproca conoscenza e contatto tra culture diverse e le rispettive storie. È organizzata in collaborazione con la cooperativa sociale Savera.

Nell’ambito dell’iniziativa “Incontro tra culture“, il Museo Archeologico dell’Alto Adige offre periodicamente visite guidate in lingue straniere. In questo modo persone delle più svariate origini, che hanno fatto dell’Alto Adige la loro nuova casa, hanno l’opportunità di informarsi sull’archeologia dell’Alto Adige nella loro madrelingua e incontrare altre culture.

L’ingresso al museo è libero. Il punto di ritrovo è la biglietteria del museo.

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Spettacolo

Con «En nombre de dios…!» stasera la storia vera sale sul palco al New Eos teatro-musica

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Óscar Romero: un uomo straordinario nella sua semplicità, un martire visto dall’ONU come figura-simbolo fra i paladini dei diritti umani.

La sua toccante vicenda e la relativa, drammatica pagina di storia contemporanea, torneranno protagoniste sotto forma di spettacolo multimediale a un anno esatto dalla canonizzazione dell’impavido prelato salvadoregno.

L’appuntamento è per STASERA/LUNEDÌ 14 ottobre al Teatro dello Spazio Costellazione di Bolzano (via Claudia Augusta 111), dove verrà rappresentato «En nombre de Dios…!», riduzione scenica in parole-musica-immagini di un libro di Francesco Comina.

Organizza il Circolo culturale Oltrisarco; inizio alle 20:30 e ingresso libero.

Un’occasione da non perdere, perché si tratta dell’ultima replica bolzanina di questa originale proposta, capace di tenere vive le emozioni e l’attenzione dello spettatore per un’ora filata, e che ha saputo farsi apprezzare ben oltre i confini provinciali.

Sul palco, New Eos teatro-musica Bolzano, con le voci narranti di Mara da Roit e Patrizio Zindaco e le musiche di Luca Dall’Asta, i quali in un serrato mix di narrazione, immagini-verità e musica dal vivo faranno scorrere gli ultimi due anni di vita di Romero.

Il racconto dei fatti di cronaca del Salvador – mattanze, sparizioni, incursioni degli squadroni della morte – si intreccerà al diario dettato al magnetofono da monsignore, dal quale emergerà tutto il suo impegno nell’opporsi alle ingiustizie perpetrate.

Fra i punti nodali: gli attentati a danno di cittadini inermi, il fenomeno dei “desaparecidos”, l’ostracismo verso monsignor Romero, che non a caso arrivò ad avere tutti contro fuorché ovviamente la gente comune.

E poi l’omelia-richiamo (contenente a più riprese la locuzione “En nombre de Dios!” che dà il titolo al lavoro), passata alla storia come uno dei discorsi più incisivi del novecento, ma che mise purtroppo il sigillo, implicitamente, a una condanna a morte già nell’aria, per Romero.

È il 24 marzo 1980 quando viene ucciso a sangue freddo da un sicario. Un frangente che, nella riproposizione scenica, toccherà il pubblico quasi certamente nel profondo. E non è un caso se molti anni dopo l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha dichiarato quella data «Giornata internazionale per il diritto alla verità sulle gravi violazioni dei diritti umani e per la dignità delle vittime».

In sala vi sarà anche una chicca artistica, cioè l’esposizione di un ritratto di Óscar Romero eseguito da Claudio Calabrese. Completeranno la serata due emozionanti minuti di ascolto della viva voce di Romero.

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Spettacolo

BZ48H – Short Film Contest: vince il corto Pantagruel

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23 squadre, 140 concorrenti e una città da raccontare in sole 48 ore sulla pellicola. Dopo un weekend all’insegna dell’ultima inquadratura e l’attenta selezione della giuria si è svolto questa sera il gran galà di premiazione dei vincitori di “BZ48H short film contest” al Teatro-Cinema Rainerum.

Primo premio è andato al corto Pantagruel di Shoplifters, premiati anche Quasi attori di Toast Film, Influenced de La bottega del video e La fragola di The project open source.

I corti vincitori sono stati selezionati dalla giuria di qualità composta da Andreas Pichler, Martin Rattini e Viviana Carlet, e sono stati svelati solo questa sera al gran galà finale.

La cerimonia di premiazione, una vera e propria proiezione con red carpet e festeggiamenti finali, si è svolta ieri sera, sabato 12 ottobre 2019 a partire dalle ore 20.30, presso il Teatro – Cinema Rainerum, con la proiezione dei 10 corti finalisti e l’annuncio in diretta dei vincitori dei prestigiosi premi:

MIGLIOR CORTO BZ48H – GIURIA DI QUALITÀ: 1500€ assegnato dalla Giuria di Qualità è andato al team Shoplifters per il corto Pantagruel.

IDM FILM MENTORING PRIZE: un mentoring di regia del valore di 1000€ lordi offerto da IDM Film Fund & Commission è stato assegnato a La fragola di The project open source.

PREMIO CINEMA|TECH PANALIGHT SÜDTIROL: il premio consistente in un noleggio attrezzatura del valore di 3000€ lordi è andato al corto Influenced de La bottega del video.

PREMIO RAI ALTO ADIGE: selezionato da un rappresentante RAI, il film Quasi attori di Toast Filmverrà mandato in onda all’interno di uno speciale televisivo.

SPECIALE LAGO FILM FEST: per tutti i team partecipanti saranno disponibili gli accrediti per accedere alla 16° edizione di Lago Film Fest 2020.

La sfida proposta dal Comune di Bolzano e organizzata da Cooperativa 19 è alla sua terza edizione: un contest cinematografico che lancia ad artisti e filmmakers la sfida di realizzare un cortometraggio nel tempo limite di 48 ore, dall’ideazione alla post-produzione.

Rispetto al genere di appartenenza, c’è una libertà totale: fiction, documentario, videoclip, animazione, video arte. La sfida inoltre è aperta a tutti: professionisti, studenti di cinema e amatori, sia locali che provenienti da altre città.

A conferma del successo e dell’attenzione che la manifestazione ha richiamato negli scorsi anni, sono tanti e prestigiosi i partner di progetto che in varia misura contribuiranno alla buona riuscita della concorso, che anche quest’anno si svolge sotto la direzione artistica di Valentina Parisi e Giuseppe Zampella: Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano , IDM Film Fund & Commission, Panalight Südtirol, Lago Film Fest, RAI Alto Adige, Vintola 18 – Centro di cultura giovanile, TeatroCinema Rainerum, BITZ unibz Fablab, Kellerei Bozen.

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