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Zorro compie cento anni

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Zorro compie cent’anni. Ma sembra ieri che le sue avventure bloccavano davanti al televisori adulti e bambini: era il 1966 quando le prime puntate resero popolari Don Diego de la Vega, il tenente Garcia ed il fido servitore muto Bernardo.

14 anni sono invece passati da quando Antonio Banderas rilanciò l’ultima volta il personaggio che preferiva incidere una Z piuttosto che uccidere, con un film di successo. Zorro era ed è un intreccio assoluto.

Le sue avventure si dividono tra fantasia e realtà. Lui stesso è a metà tra un supereroe senza particolari poteri; un ballerino di tango del quale si è appropriato del fascino e dell’agilità; ma anche un nobile non proprio simpatico che ha una doppia vita nella quale trova spazio una sorta di Robin Hood messicano.

Traducendo dalla lingua spagnola, Zorro significa volpe, che muove i primi passi il 6 agosto del 1919 quando sulla rivista Argsosy All Weekly, fu pubblicata la prima puntata delle sue avventure: La maledizione di Capistrano.

Hollywood non si lasciò scappare l’occasione e trascinato dal successo del romanzo, nel 1920 esce il primo film: Il Segno di Zorro per l’interpretazione di Douglas Fairbanks.

Fu il primo di una lunga serie e grazie alla sua maschera molti attori trovarono la via del successo. Nel 1957 la prima serie televisiva che sembra non invecchiare mai. Zorro non ricorre alla violenza, trasforma il duello con la spada in una sorta di coreografico balletto e quando il gioco si potrebbe far duro, abbandona la scena da vincitore.

Un eroe di altri tempi? Non proprio. Perché alla pari di Batmann, dell’Uomo Ragno o di Mandrake è diventato una leggenda dell’immaginario collettivo per un pubblico senza età. Ecco in questo caso ad invecchiare è il pubblico, non certo Zorro e suoi personaggi.

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