Bolzano
La mensa scolastica: un diritto irrinunciabile
Nei giorni scorsi Giuseppe De Cristofaro, sottosegretario al Ministero dell’Isruzione, Università e Ricerca ha incontrato una task force per la mensa scolastica, un gruppo spontaneo di assessori, presidi e di esperti che a vario titolo ruotano intorno a questo servizio, che chiedono il riavvio della mensa scolastica in coincidenza della riapertura della scuola a settembre.
Tra questi anche l’Assessore alla Scuola del Comune di Bolzano Monica Franch ed alcuni funzionari dell’Assessorato.
“Educazione, equità, nutrimento. Un servizio che si ritiene essenziale perché, oltre ad essere parte integrante della scuola e del suo percorso educativo, con oltre 2 milioni di pasti somministrati ogni giorno, permette di agire sulle nuove povertà createsi a seguito della pandemia.
Come ha dichiarato la FAO le “…chiusure di scuole a livello nazionale… significa la cancellazione dei pasti scolastici, spesso l’unica fonte di nutrimento per i bambini delle famiglie vulnerabili“.
Situazione che va ad aggravare l’incidenza della povertà assoluta che secondo i dati dell’ISTAT e dell’Unicef già del 2018 colpivano 1,2 milioni di minori in Italia, pari al 12,6% del totale dei minori nel nostro Paese.
Prevenzione e salute
L’emergenza Covid ha stravolto la vita delle famiglie, dei bambini e ragazzi che dopo un isolamento imposto e una didattica a distanza hanno quanto mai bisogno di una scuola che recuperi la relazione, che sappia curare e alimentare la salute.
Abbiamo imparato grazie alla pandemia quanto è importante nutrire il nostro sistema immunitario evitando stati infiammatori che sono il risultato di diete a base di junk food, cibo processato che la povertà alimenta.
Senza contare che corretti stili di vita si acquisiscono nei primi anni dello sviluppo e indirizzano a percorsi di salute psico-fisica, che costituiscono una insostituibile azione di prevenzione primaria.
Scenari possibili
Mangiare a scuola un pasto caldo, buono, sano e altamente protettivo, senza deroghe ai CAM e alle linee di indirizzo della ristorazione scolastica, è possibile.
E’ necessario prevedere un adattamento degli spazi disponibili e ripensare a nuovi ambienti dove consumare i pasti, con modalità che possano essere diversificate, individuare con precisione i posti a sedere utilizzabili in modo da garantire un adeguato distanziamento e definire un numero massimo di alunni e insegnanti presenti nei vari spazi mensa utilizzabili, siano essi all’aperto o al chiuso.
Non esiste un modello unico applicabile per riaprire la scuola così come per riattivare la mensa scolastica, ma tanti possibili scenari che si adatteranno al contesto di riferimento.
I vincoli di disponibilità di spazio o attrezzature potranno suggerire scelte diverse all’interno dello stesso Comune.
E’ necessaria la disponibilità e flessibilità di tutti, anche delle aziende sanitarie a validare soluzioni transitorie in questa fase emergenziale.
Gli scenari possibili che sono stati identificati dal gruppo di lavoro contemplano soluzioni in gran parte già attive in diverse realtà italiane, e quindi già possibili, che potranno essere rimodellate in funzione dei vincoli di sicurezza: la mensa in classe, nel self-service, nella scuola diffusa.
Ci sono già indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità sull’igiene degli alimenti durante l’epidemia da virus SARS-CoV-2 e a quelle dell’OMS che danno istruzioni su come mantenere il servizio di ristorazione pubblica in questa fase emergenziale garantendo sicurezza ai lavoratori e agli utenti.
Sostegno all’economia
La mensa scolastica ha già dato prova di essere un sostegno per la comunità e un traino per l’economia locale, quando tutti fanno la propria parte con responsabilità e senso civico.
La mensa che vogliamo non quella che cerca l’alibi dell’emergenza per ridurre la qualità con pasti freddi o monoporzioni, o cibo processato di cui la povertà sostiene l’uso e anche l’abuso, ma quella che si organizza per fornire un pasto buono e sano basato sui prodotti del territorio supportando le filiere agroalimentari locali a cui può garantire sostenibilità economica e rilancio.
Organizzazione e risorse
Chiediamo al MIUR e, di conseguenza, al Governo di rimettere subito al centro dell’agenda politica la mensa scolastica insieme alla scuola, per consentire la pianificazione e l’organizzazione del servizio che richiederà investimenti e formazione e di destinare risorse ai Comuni affinché siano in grado di avviare il servizio e alleggerire gli oneri alle famiglie in grave difficoltà economica”.
Firmatari
Paolo Agostini esperto di ristorazione scolastica, fondatore Albert
Giulio Barocco, tecnico della prevenzione e merceologo membro del comitato scientifico di Foodinsider.it, Osservatorio indipendente
Mense scolastiche
Antonio Ciappi Gastronomo e Direttore Generale Qualità & Servizi, azienda pubblica di ristorazione scolastica
Filippo Fossati Amministratore Unico Qualità & Servizi, Azienda pubblica di ristorazione scolastica
Monica Franch Assessora al Personale, alla Scuola ed al Tempo Libero,
Comune di Bolzano
Patrizia Caleffi, direttrice Ufficio Scuola e del Tempo libero, Comune di Bolzano
Barbara Fellin, Ufficio Scuola e del Tempo libero – Ristorazione scolastica , Comune di Bolzano
Maurizio Mariani Direttore di Eating City piattaforma internazionale sulla ristorazione sostenibile
Stefania Monteverde Assessora alla cultura e alla scuola, Macerata
Paola Nicolini docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione all’Università di Macerata
Loredana Poli Assessore all’Istruzione, Bergamo
Claudia Paltrinieri Direttrice Foodinsider.it, Osservatorio indipendente mense scolastiche
Francesca Rocchi Delegata Slow Food per le mense scolastiche
Maura Ruggeri Assessore all’Istruzione e alle Risorse Umane, Cremona
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