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Politica

Adesione Provincia a RE:A:DY, Galateo: “SVP vuole mettere in difficoltà la Lega”

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Dura la presa di posizione del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Marco Galateo sulla recente decisione della Provincia di Bolzano di aderire alla rete READY.

Questa rete è collegata alle varie associazioni arcigay, quelle che portano nelle scuole Vladimir Luxuria a spiegare ai bambini che si può decidere senza problemi se essere maschi o femmine. Non appena visto il comunicato di adesione ci siamo preoccupati, visto che già in passato la Lega a Merano con Rita Mattei aveva votato a favore dell’adesione del Comune alla rete”.

“Abbiamo subito contattato Bosatra, Maturi e Vettorato, e siamo stati rassicurati sul fatto che l’adesione alla rete è soltanto simbolica, che non compare in nessuna delibera ufficiale. Vettorato ci ha riferito che della faccenda se ne era parlato il 28 ottobre scorso, ma noi ci chiediamo perché la delibera è spuntata fuori solo adesso? Al Presidente Kompatscher chiediamo, questi progetti verranno portati avanti oppure no”?

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A noi sembra che l’SVP stia cercando di mettere in difficoltà la Lega e forzare la mano sulla delicata situazione della Commissione dei 6 per mantenere il proprio predominio. Noi ci sentiremmo più tranquilli se all’interno ci fosse anche un rappresentante della Lega, ad esempio Maturi.”

Siamo soddisfatti della risposta della Lega” conclude Galateo, “tuttavia ci batteremo affinché la Provincia di Bolzano (come già accaduto in Friuli Venezia Giulia) esca totalmente e definitivamente da questo tipo di progetti”.

 

 

Politica

Debito pubblico, ieri la lectio di Cottarelli a Bolzano. Vox Italia: “Bubbole liberiste”

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Invettiva dei rappresentanti bolzanini di Vox Italia all’intervento del ‘guru’ del libero mercato Carlo Cottarelli alla Libera Università di Bolzano.

Una lectio che l’economista ha tenuto nel tardo pomeriggio di ieri (22 gennaio) alla Sparkasse Academy (su invito della stessa Sparkasse),nell’ambito della conferenza aperta al pubblico dal titolo: “Prospettive e rischi per l’economia”. 

Cottarelli è Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica e Visiting Professor dell’Università Bocconi.

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Il solito mantra liberista – tuonano da Vox Italia – . Cottarelli ha esposto il suo chiodo fisso relativo alla necessità di ridurre la spesa pubblica, sottacendo di ricordare che l’Italia è ormai trent’anni che è in avanzo primario, cioè che lo Stato preleva dalle tasche dei cittadini più di quanto spende per essi, al netto degli interessi sul debito

Ciò vuol dire che quello che lo Stato spende più di quello che incassa serve esclusivamente per pagare gli interessi sul debito. Debito causato dal fatto che al nostro Paese manca la sovranità monetaria, cioè la possibilità di creare denaro dal nulla (esattamente come fa la Bce) per fare investimenti e procurare benessere al popolo italiano, così come sancito dalla Costituzione.

Per poter pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici, assumere medici, costruire ospedali, scuole, strade, infrastrutture, ecc., lo Stato deve indebitarsi con le banche, che gli prestano denaro richiedendo interesse, cioè deve fare deficit. La Ue ci ha però imposto vincoli sul deficit e il Parlamento ha addirittura imposto il pareggio di bilancio in costituzione“.

Posizioni nettamente diverse dunque  su quello che sono gli scenari futuri, i possibili sviluppi e le relative ricadute sull’economia a livello mondiale ed europeo.

Sottolineano da Vox Italia: “L’economista liberista insistendo sul debito pubblico, ha omesso di dire che la causa dell’attuale enorme debito italiano è da riscontrarsi nel divorzio del 1981 Tra Tesoro e Banca d’Italia. Da quel momento i titoli del debito sovrano rimasti invenduti, che fino ad allora venivano acquistati dalla stessa Banca d’Italia, vennero messi sul mercato alla mercé della speculazione internazionale.

Ciò fece impennare i tassi di interesse e il debito italiano passò dal 48% del Pil del 1981 al 121% del 1994. Dopo di che Bankitalia fu trasformata in un soggetto privato.

Cottarelli si è inoltre guardato bene dal dire che per ridurre il rapporto debito/Pil, invece di diminuirla, bisogna incrementare la spesa pubblica produttiva. Infatti, ogni euro di spesa pubblica si trasforma in circa un euro e mezzo di Pil“.

Vox Italia, quindi, nel respingere le ‘bubbole liberiste‘, asserisce con forza la necessità per l’Italia di conquistare una piena sovranità monetaria, in primis abbandonando la moneta unica.

Per chi afferma che uscendo dall’Euro si provocherà la svalutazione della lira e di conseguenze un’enorme inflazione, Vox Italia risponde che quando l’Italia nei primi anni Novanta uscì dallo Sme (cioè un sistema di cambi fissi, così com’è l’euro), grazie alla svalutazione ripartì alla grande confermandosi la quarta potenza economica mondiale.

Per quanto riguarda il presunto pericolo di inflazione, si ricorda che tra il 1992 e il 1995 la lira si svalutò di circa il 50%, mentre nello stesso periodo l’inflazione scese dal 5% al 4%“, concludono.

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Politica

Docenti in gravidanza, Uil Scuola all’attacco: “La Provincia applichi più tutele”

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La possibilità di un cambio di mansione per rispettare una donna in gravidanza in caso di compiti rischiosi è un segno di civiltà da parte di una società matura. Una legge lo prevede ma in Alto Adige, nel concreto, non si applica”.

Il sindacato della Uil Scuola con il segretario regionale Marco Pugliese lancia una richiesta forte alla politica provinciale e ai responsabili delle pari opportunità.

Solo nel nostro territorio accade. Prendiamo una donna che lavora nella scuola dell’infanzia, quindi in ambito statale: non avrebbe diritto a richiedere, per esempio, di non cambiare i pannolini agli alunni. Basta che uno dei piccoli abbia la scarlattina per poter mettere in pericolo la lavoratrice in dolce attesa con agenti patogeni. Attenzione che non parliamo di gravidanze a rischio.

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Nella scuola primaria possono verificarsi uguali condizioni di pericolo. Queste donne devono avere la possibilità di spostarsi almeno due mesi o quantomeno il periodo necessario alla loro massima tutela”.

Una norma di protezione, dunque, che sarebbe disapplicata in provincia di Bolzano.

Sì, ma a livello statale rappresenta la normalità. Mi sono occupato personalmente di scrivere alla commissione pari opportunità perché intervenga in una situazione che si sta facendo delicata con diversi casi di donne in difficoltà. Siamo di fronte ad un buco normativo evidente”, conclude Pugliese.

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Salvare i libri, recuperare la cultura. Bonazza: “Dopo due anni passata la mozione”

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Con 26 sì, nessun no e 7 astensioni è passata in consiglio comunale a Bolzano la mozione che permetterà di allestire uno spazio per il recupero dei libri usati.

La richiesta è per l’appunto quella della creazione di un’area appositamente dedicata (che andrebbe ad aggiungersi ai container già attivi per la raccolta delle apparecchiature elettroniche) dove i cittadini potranno consegnare i volumi usati mettendoli a disposizione della comunità o dei servizi pubblici.

Dopo oltre 2 anni di battaglie, finalmente è stata approvata la mia mozione per salvare e riciclare i libri buttati in discarica e, quindi, destinati al macero. Anche in questa occasione però, nonostante non ci siano stati voti negativi, alcuni consiglieri di SVP, Movimento 5 Stelle e gli ex-PD di NoiconBolzano, si sono astenuti in quanto la proposta è giunta dai banchi di CasaPound.

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Forse questi signori dovrebbero leggere più libri, per lo meno li aiuterebbe ad aprire un po’ la mente“.

A sottolinearlo è Andrea Bonazza, consigliere comunale e coordinatore regionale delle tartarughe frecciate che ieri sera nella seduta comune del Consiglio si è espresso in merito alla lungo percorso per l’approvazione della proposta volta alla tutela della cultura.

Vedere all’interno dei container della discarica del Comune di Bolzano dei libri spesso anche storici lascia basiti. Io stesso mi sono occupato del recupero di molti di questi – continua Bonazza – . Quando parlai allora con l’assessore Lorenzini mi venne risposto che si stava già provvedendo alla loro acquisizione, ma in realtà non si è fatto nulla. I libri vengono ancora destinati al macero“.

E’ sufficiente un container di 2,50 metri x 8 metri. La cultura, soprattutto quella dimenticata, rappresenta un tesoro per l’intera comunità e va difesa“, conclude conclude il consigliere di CasaPound.

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