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Italia ed estero

Caso Regeni: Egitto non collabora, i PM di Roma si avviano a chiudere le indagini

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Le indagini sul rapimento, sulle torture ed infine l’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano sparito a Il Cairo nel mese di gennaio del 2016 e trovato senza vita a febbraio dello stesso anno, sono in via di conclusione.

Lo ha fatto sapere la procura di Roma avvisando che la chiusura ufficiale avverrà nel mese di dicembre, quando si raggiungerà il termine dei due anni dell’iscrizione nel registro degli indagati da parte del PM, Sergio Colaiocco dei 5 agenti della National Security egiziana.

Un’estenuante corsa contro il tempo che sembra però essere arrivata alla sua conclusione, anche se la verità appare ancora troppo lontana. Nel frattempo il tempo stringe e da luglio scorso quando, il procuratore capo assieme al PM Colaiocco si sono riuniti in conferenza con i magistrati egiziani per fare il punto della situazione, non sono emerse novità di spicco.

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L’Egitto quindi, non invia nessuno riscontro, ma occorre altro tempo alla commissione d’inchiesta per far luce sulla morte di Giulio Regeni e soprattutto per effettuare altre due missioni, una in Gran Bretagna e l’altra in Egitto.

Quindi, per evitare di concludere definitivamente le attività senza una verità, il Presidente della Commissione Erasmo Palazzotto con altri nove colleghi, ha chiesto la proroga alla Camera. Secondo la Commissione parlamentare d’inchiesta infatti, la proroga sarebbe necessaria per compiere altri approfondimenti, fare altre verifiche in modo da avere nuove acquisizioni documentali utili a trovare una soluzione .

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