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Politica

Consiglio Nazionale Anci: elezione per il consigliere della Lega Luigi Nevola

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Con immenso orgoglio apprendo di essere stato eletto nel Consiglio Nazionale dell’Anci. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno avuto fiducia in me e che hanno proposto il mio nome per questo incarico di rilevanza nazionale.

In primo luogo il nostro Segretario Federale, Matteo Salvini e il commissario della Lega Alto Adige, Maurizio Bosatra.

Nell’espletamento della mia funzione avrò occasione di relazionarmi con i sindaci e gli amministratori di tutta Italia e di rappresentare Bolzano a livello nazionale con ancora più passione e professionalità“.

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Così il responsabile e consigliere comunale della Lega Luigi Nevola, all’indomani della notizia della prestigiosa nomina conferitagli dall’Anci in occasione del congresso annuale che si è tenuto ad Arezzo.

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Marco Galateo alla prima Assemblea del Consiglio nazionale ANCI

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Oggi a Roma, nel Complesso Monumentale Pio Sodalizio dei Piceni, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Marco Galateo ha rappresentato il Comune di Bolzano alla prima assemblea del Consiglio nazionale Anci, dopo l’elezione al congresso di novembre ad Arezzo.

Alla presenza del Presidente di Anci, sindaco di Bari Antonio Decaro, e del presidente del consiglio nazionale Enzo Bianco è stato dato il benvenuto ai neoeletti rappresentanti locali e rimarcato il fondamentale ruolo dell’amministrazione locale per il cittadino. 

Con la nuova legge di bilancio verranno sbloccati 560 milioni di euro entro il 2024, che costituiscono un reintegro ai cittadini dopo i tagli degli anni passati. Sono stati affrontati i temi critici principali di tanti Comuni su tutto il territorio.

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Per esempio è stata affrontata la questione della perequazione orizzontale che determina blocchi della spesa pubblica di un Comune a vantaggio di un altro, ma non sempre il meccanismo di calcolo è razionale – afferma Galateo – .

Dibattuta anche la questione della ristrutturazione del debito, che vede l’accesso a Cassa depositi e prestiti a tassi doppi rispetto ai tassi reali degli istituti privati. In ambito di assunzione del personale invece non è stata ancora recepita la richiesta dei Comuni sullo scorrimento delle graduatorie.

Infatti oggi succede che, una volta che il bando vede dei vincitori, dopo una procedura di assunzione molto complessa, nel caso di rinuncia o successiva interruzione di contratto (ad esempio per dimissionino) non è possibile scorrere la graduatoria dei candidati, ma si rende necessario, far ripartire da zero l’intera procedura, con aggravio sulla struttura e aumento del periodo di vacanza del ruolo. La novità è che con la nuova manovra finanziaria, almeno per i Comuni cosiddetti virtuosi la procedura sarà più flessibile“.

Nell’ordine del giorno era inserita anche l’informativa su edilizia scolastica, riparto Fondo integrato 0/6 anni e ddl Istruzione; il sistema della tutela dei minori con criticità e proposte dei Comuni;l’aggiornamento sul reddito di cittadinanza; l’aggiornamento sul sistema di accoglienza Siproimi e minori stranieri non accompagnati.

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Politica

M5S, siluri sulla Sanità. Nicolini: “L’Alto Adige non è zona franca dalle leggi nazionali”

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Prolungare i contratti ai medici precari anziché stabilizzarli non ha senso. Il governatore Kompatscher aveva formalmente dichiarato di ritirare il discusso articolo della legge Omnibus che estendeva il ricorso straordinario ai contratti d’opera e di adeguare la normativa provinciale alla legislazione nazionale, ma questo non è avvenuto“.

Così il consigliere provinciale Diego Nicolini sull’annosa questione, già affrontata recentemente, del braccio di ferro tra Ministero e Provincia di Bolzano in relazione al problema della stabilizzazione del personale medico in Sanità.

Si cerchi la via della stabilizzazione dei contratti – continua Nicolini – . Se il personale medico non parla entrambe le lingue non lo farà nemmeno se è assunto con contratto d’opera anzichè con un contratto di lavoro dipendente. Se assunto, il personale potrà svolgere la sua attività in un ambito di sicurezza e, con una prospettiva per il futuro, sarà più facile che si impegni a imparare la seconda lingua”.

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Senza contare che la proroga di 5 anni necessaria per superare il patentino di bilinguismo non serve per i contratti d’opera, che nel resto d’Italia non si fanno quasi più, ma eventualmente ad altre tipologie di contratto destinate a professionisti ai quali quei 5 anni sarebbero necessari per poter acquisire il patentino di bilinguismo.

Una questione più complicata del previsto, soprattutto a causa del vizietto provinciale di ‘svicolare’ quando si tratta di contrattazioni da realizzare d’intesa con il governo nelle più disparate materie. E anche stavolta, da quell’infinito carnet di scuse, proroghe, rappezzi e rimandi già citato in altre sedi, spunta l’ennesimo tentativo riuscito di sfuggire alla scure romana del rispetto normativo delle leggi nazionali.

I tempi strettissimi per trovare una soluzione alla contrattistica in scadenza non più prorogabile per le prestazioni d’opera in Sanità, avevano portato il governatore alla solenne promessa o meglio, all’impegno ufficiale per il ritiro della proroga di due anni concessa ai medici assunti in deroga al patentino, in cambio della non impugnazione da parte di Roma della legge Omnibus.

Promessa disattesa. Impegno sfumato. Roma ha rinunciato all’impugnazione e Bolzano ha deciso comunque per la proroga, condannando così ad un’ulteriore estensione della precarietà oltre 200 medici ed infermieri che aspettavano la regolarizzazione all’interno delle strutture sanitarie altoatesine (si legga Schiaffo romano alla Svp: la legge sui contratti d’opera in Sanità verrà modificata Medici, l’incubo dei contratti in scadenza: Kompatscher nella morsa arretra e si appella a Roma).

In vista della visita di dopodomani del ministro Boccia a Bolzano, la lista dei temi ‘caldi’ dunque si allunga. Non più solo le liste d’attesa ma adesso anche la proroga dei contratti d’opera e l’iscrizione all’Ordine dei Medici di professionisti che parlano solo tedesco.

Aggiunge Nicolini: “A dicembre il Governo aveva impugnato l’articolo della Legge Provinciale ‘europea’ che permette ai medici che parlano esclusivamente la lingua tedesca di iscriversi all’Ordine dei Medici, che è un organo autarchico ovvero indipendente nazionale.

Il Landeshauptmann vorrebbe ora opporsi alla decisione di impugnazione, sfidando lo Stato e dichiarando l’Alto Adige una sorta di zona franca dalle leggi nazionali“.

Nessuna novità. L’ennesimo annuncio autarchico da parte provinciale lo possiamo leggere in Medici che conoscono solo il tedesco: la Provincia in giudizio contro l’impugnazione di Roma.

A questo proposito per il consigliere pentastellato: “Era stato segnalato a suo tempo il profilo di illegittimità di questa norma, che entra in palese conflitto con le regole valide su tutto il territorio nazionale; troviamo irresponsabile da parte del LH Kompatscher porsi in questo modo anzichè cercare il dialogo per trattare il tema nell’interesse di medici e pazienti, al di là di posizioni ideologiche discutibili“.

Episodi plateali di inosservanza della Costituzione e delle leggi della Repubblica non passano come sempre inosservati all’occhio vigile di tecnici ed esperti della Sanità, quei #Mirmidoni per i quali il rispetto delle normative italiche sarebbe condizione minima per non dover tornare ad accostare il nome di Alto Adige a quello di ‘Repubblica autonormata”.

Che questi nomi corrispondano poi al Dirigente Medico esperto di Management e governance dei sistemi sanitari Costantino Gallo e al consulente tecnico in ambito sanitario pentastellato Fabrizio Pollinzi, firmatario tra il resto della petizione lanciata su change.org per l’abrogazione dell’articolo sui contratti d’opera, non è una casualità.

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Politica

Nuovo piano mobilità, Stagni: “Non c’è visione per la città. Metrobus degno erede del tram”

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Stefano Stagni, coordinatore bolzanino di Fratelli d’Italia, critico verso il Comune, rileva come nonostante la chiara indicazione dei cittadini con il no alle rotaie ed ai grandi mezzi di trasporto pubblico, l’amministrazione Comunale con tutti i suoi consulenti e tecnici non riesca ad uscire da una logica ferma al tram, chiusa in un vicolo senza uscita.

Serve una visione diversa e futurista della viabilità del capoluogo, che porti ad una sostanziale e strategica modifica dell’approccio alla viabilità – dice Stagni – .

Bene monitorare il numero degli accessi giornalieri, arrivato a 75.000 tra andata e ritorno – quindi una NON novità rispetto ai ben noti 38.000 veicoli di cui si è sempre parlato – e bene anche continuare a monitorarli con sistemi innovativi bluetooth e Wifi, ma questo non libera le strade cittadine dai troppi veicoli presenti”.

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D’accordo nel rinnovare il parco degli autobus con mezzi ecologici, Stagni sottolinea però che i nuovi mezzi ibridi bruciano ancora il famigerato gasolio che si vorrebbe eliminare dalla città e così tanto ecologici non sono.

Pur ipotizzando che si riesca ad aumentare il numero delle corse negli orari di punta (ipotesi che considero inutile e comunque rifiutata da Sasa) rimane il fatto che gli autobus, non avendo la capacità di teletrasportarsi da una fermata all’altra, dovranno condividere un pezzo di asfalto con il metrobus e con il traffico privato ad un incrocio, rimanendo imbottigliati e non potendo pertanto garantire un servizio efficiente, attrattivo per gli utenti che quindi continueranno a privilegiare le automobili“.

Il metrobus quindi, dichiarato come il centro degli interventi, appare semplicemente il degno erede del tram, colpevole della riduzione delle carreggiate ed il minore sfogo dei veicoli trattenuti in via Druso, in un colossale e perenne ingorgo.

Siamo favorevoli anche ai parcheggi al limitare della città, ma se l’intenzione è di fermare 38mila veicoli, con i mille, forse 2mila posteggi si copre solo il 5% dei veicoli, puntando quindi alla riduzione del traffico di questa modestissima percentuale. Forse sarebbe meglio puntare alla partenza già da casa con il mezzo pubblico, ma appare un ragionamento troppo sofisticato per essere condiviso.

Ed infine l’ultimo aspetto, la vera novità: la nuova guerra del Comune, dopo la già ben nota guerra alle automobili private operata dalla giunta comunale, che pone divieti a destra e a manca non solo alle vetture euro3 ma anche ai mezzi da lavoro, da oggi lanciata anche al trasporto delle merci ed al commercio on-line.

Dopo che Provincia e Camera di Commercio hanno incentivato e spronato per anni  le aziende altoatesine a sviluppare questi nuovi canali di vendita ecco l’inversione di rotta, la vecchia e consolidata tradizione del volersi opporre ai cambiamenti della nostra società che volenti o nolenti non aspetteranno Bolzano“, conclude Stagni.

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