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L’impertinente

“Guerrismi”: GRAZIE EVA, GRAZIE SVEN, per averci ricordato cos’è l’odio nazionalistico

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GRAZIE EVA! GRAZIE SVEN!

Grazie veramente di cuore.

Nelle mie più fervide fantasie immagino la bella lavanderina ed il virgulto della gioventù tirolese venire giù rotolanti pei prati, a ridere e rincorrersi in una calda e soleggiata mattinata di primavera, un po’ come facevano gli omini della Loacker giocherellando con i wafer.

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Li immagino felici nel loro Südtirol, un luogo incastonato tra le alpi dolomitiche fatto di fate, elfi, maghi, nani e di qualche medico direttore della U.O.C. Sperimentazione Umana del policlinico di Auschwitz-Birkenau, rifugiatosi lì insieme ad un architetto della facoltà di olocausto dell’università di Berlino, per ben due anni nell’immediato dopoguerra.  

Grazie per averci ricordato cos’è la discriminazione razziale, l’odio nazionalistico, la diversità umana ed il qualunquismo sociale. Avevamo proprio bisogno di quest’ultima perla di saggezza, degna figlia di una propaganda del tragico, reale immagine di una pacifica convivenza sempre vantata ma mai realizzata.

E proprio a ridosso del trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, uno dei più bei ricordi che conservo nel mio cuore, mi ritrovo a dover assistere all’innalzamento di un altro muro, quello di Bolzano.

Il manifesto raffigurante un cadavere stile CSI con lenzuolo e cartellino pendente dall’alluce sinistro, riportante la scritta rigorosamente in tedesco “Il medico non sapeva il tedesco”, campagna contro il bilinguismo, sta suscitando ogni ora che passa sempre più sdegno in tutto il territorio nazionale; lo stesso sdegno pare che stia prendendo anima anche proprio tra gli stessi altoatesini/sudtirolesi, fatto inedito visto che da oltre quarant’anni subiscono un governo locale sempre più improntato ad un’oligarchia di marca germanofona. 

È evidente che lo è.

Il manifesto è stato posizionato in bella vista in quasi tutte le pensiline degli autobus della città di Bolzano, ancor più che riprovevole proprio nelle pensiline che fanno capolino davanti all’ospedale San Maurizio.

Vergognoso.

Ma il Süd Tiroler Freiheit, il partito di Eva “prendi i soldi e scappa” Klotz e di Sven “lo Hobbit” Knoll, con la vergogna ci va a braccetto. Indimenticabili sono il vilipendio alla Bandiera Italiana, la buonuscita TFR dalla politica che ci è costata quasi un milione di euro, la richiesta di schedare i bambini in età prescolare in modo da suddividere i pargoli tra tedeschi e “stranieri”.

Ma questa volta si sono superati. E di tanto.

Noi siamo elefanti, non nella stazza ma nella memoria e ci ricordiamo di tutto. Il mio primo ricordo va alle esternazioni del presidente Kompatscher, che non è un STF, che in una delle sue epiche “vanverazioni” dichiarò che il San Maurizio doveva essere gestito dai tedeschi e non dagli italiani.

Le scuse sempre di Kompatscher a margine delle commemorazioni della “Shoah” di fine gennaio scorso, non sono certamente passate inosservate. Ma il capolavoro che ha acceso l’attenzione mediatica è stata la mossa “sottobanco” dei Freiheit che, così si narra, con un emendamento a sorpresa hanno cancellato la denominazione Alto Adige dalla giurisprudenza del legislatore altoatesino, emendamento ratificato proprio dalla giunta Kompatscher. 

E il San Maurizio?

Si è avverato quanto auspicato dal presidentissimo Kompatscher, gli alLegati della Giunta Provinciale hanno consegnato nelle mani dell’assessore Widmann la gestione della costruzione. 

Il circo mediatico, con tanto di ruota panoramica, che ha portato la Provincia Autonoma di Bolzano all’attenzione dell’opinione pubblica non per la qualità della vita ma per la quantità di droga che si spaccia nel parco adiacente la stazione (che è a pochi metri dal palazzo della provincia), ha trovato nuova linfa proprio nel cartellone di propaganda dei Freiheit. 

La politica nazionale chiede un intervento al fine di porre rimedio alle farneticazioni secessioniste, anacronistiche e demenziali di una parte di popolazione che come ha ampiamente dimostrato, tiene di più agli “euroscellini” che alla bandiera, come Eva Klotz insegna.

Anche il consigliere provinciale del M5S Nicolini con il suo esposto in Procura, la FNOMCEO con una querela, l’Ordine dei Medici di Bolzano, il sindacato ANAAO e l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bolzano OPI BZ, hanno espresso pubblicamente il loro sdegno circa la campagna diffamante e discriminatoria rivolta non solo ai medici madrelingua italiani ma di qualsiasi madrelingua, anche e soprattutto quella tedesca.

Ora col vostro manifesto avete risvegliato l’orgoglio e la dignità per troppo tempo violate, avete calato la maschera fatta di “trecce bionde e di occhi azzurri e poi…”, dimostrando la vera faccia di chi semina vento per mietere tempesta.

Ora basta.

Grazie Eva, grazie Sven, senza di voi non saremmo riusciti a far capire che “le caprette che ti fanno ciao” sono in realtà montoni ottusi ed intellettualmente disagiati.

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