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Politica

Laurea Unibz e patentino, Svp a Verdi: “Servono test di verifica e modifica dei curricula”

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Il rifiuto della mozione presentata in consiglio provinciale sul riconoscimento automatico del titolo di studio dell’Università di Bolzano come prova di bilinguismo ha provocato alcune reazioni, soprattutto da parte del gruppo consiliare dei Verdi altoatesini.

Ora Jasmin Ladurner difende la decisione: “In una questione così importante e delicata come il test di bilinguismo in Alto Adige, il motto ‘regole uguali per tutti’ deve valere ancora di più“.

Secondo quanto riporta la consigliera provinciale della SVP, la normativa vigente prevede che i titoli di studio possano essere utilizzati come prova del bilinguismo solo se i corrispondenti corsi di studio sono tenuti prevalentemente in italiano e tedesco.

Da questo punto di vista verranno rivisti anche i curricula della Libera Università di Bolzano, della Claudiana e del corso di laurea in giurisprudenza integrato dell’Università di Innsbruck.

“Quello della lingua è un tema centrale dell’autonomia –  prosegue la consigliera – e il riconoscimento automatico del bilinguismo senza esame è un problema perché si renderebbe necessario istituire un test di competenza linguistica ai laureati che fissa uno standard minimo di conoscenza“.

Un regolamento in materia era già stato più volte rinviato, anche per adeguarlo al sistema di certificazione europeo. Anche all’Università di Bolzano gli studenti non sono tenuti ad essere trilingue, ma vengono offerti corsi che permettono loro di comprendere tutte e tre le lingue entro un certo lasso di tempo.

Fare un’eccezione di riconoscimenti di bilinguismo per l’Università di Bolzano non credo sia opportuno allo stato attuale delle cose. Al momento infatti, le stesse regole si applicano a tutti“, conclude Ladurner.

Politica

Provincia, oltre 170 enti nel bilancio consolidato

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Il 22 ottobre la Giunta provinciale ha approvato l’elenco dei soggetti che fanno parte della holding provinciale.

Il loro bilancio sarà incluso nel bilancio consolidato 2019 della Provincia di Bolzano da approvare il prossimo settembre 2020.

Della holding provinciale fanno parte oltre 170 enti, il cui bilancio viene incluso nel bilancio consolidato di gruppo secondo un preciso criterio di rilevanza individuato dall’Ufficio Vigilanza finanziaria della Provincia.

In questo modo la cosa pubblica viene considerata dal punto di vista finanziario come un’unica entità economica, articolata al suo interno da più soggetti con compiti e finalità diversificati.

Oltre 170 enti strumentali e società partecipate

L’elenco approvato oggi include gli organismi strumentali dell’amministrazione pubblica (il Consiglio provinciale), gli enti strumentali controllati e partecipati (una quindicina come l’Agenzia per lo sviluppo sociale ed economico, l’Agenzia Demanio provinciale, l’Azienda Musei provinciali, l’Agenzia per i contratti pubblici e l’IPES), gli enti a ordinamento provinciale (una decina di soggetti come la Fondazione Dolomiti Unesco, l’Orchestra Haydn, il Teatro Stabile di Bolzano, l’Eurac, Museion), gli istituti scolastici di carattere statale della Provincia (110 istituti comprensivi), una ventina di scuole professionali e le società controllate e partecipate dalla Provincia (quasi 20 soggetti fra cui NOI Techpark, STA, Fiera di Bolzano, Pensplan Centrum, Ecocenter e Alperia).

Attivo patrimoniale di quasi 17 miliardi

I numeri dell’ultimo bilancio consolidato della holding Provincia riferito al 2018 si attestavano su quasi 86 milioni di utile d’esercizio e un attivo patrimoniale di quasi 17 miliardi di euro. I

l patrimonio netto della holding provinciale ammontava a 14 miliardi di euro.

Il bilancio consolidato offre un quadro complessivo dei dati patrimoniali economici e finanziari dell’intero gruppo Provincia. Questa ricognizione restituisce una panoramica chiara sulle società del gruppo, consentendo alla politica di impartire direttive organizzative ai soggetti controllati ai fini di una sempre più efficiente gestione della cosa pubblica“, sottolinea il presidente della Provincia Arno Kompatscher.

Il bilancio consolidato 2018, ad esempio, ha registrato una riduzione dell’esposizione debitoria provinciale da 2,5 a 1,9 miliardi di euro rispetto all’esercizio precedente.

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Politica

Ddl per modifica legge europea: torna “Alto Adige” al posto di “Provincia di Bolzano”

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Su proposta del presidente Arno Kompatscher, la Giunta provinciale ha dato oggi (22 ottobre) il via libera al disegno di legge elaborato per modificare il primo comma dell’articolo 1 della legge europea 2019.

Come noto, nella versione approvata a inizio ottobre, nel comma 1 e nel comma 2 dedicato all’Ufficio di rappresentanza di Bruxelles, il testo italiano riportava il riferimento alla Provincia di Bolzano anziché all’Alto Adige, nonostante il testo tedesco facesse riferimento alla parola Südtirol.

Si è trattato di un’incongruenza a cui abbiamo voluto porre rimedio nel più breve tempo possibile – ha spiegato Kompatscher – ma ci tengo a ribadire che non si è mai voluta abolire la parola Alto Adige, che continuerà ad essere utilizzata come riferimento geografico al territorio, così come si utilizza Südtirol nella forma tedesca.

Quando ci si riferisce alle istituzioni, invece, è giusto parlare di Provincia di Bolzano in italiano e di Provinz Bozen in tedesco“.

Il disegno di legge approvato oggi, e composto da un solo articolo, sarà discusso e posto in votazione nel corso della seduta di fine novembre del Consiglio provinciale.

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Governo contro la spesa ospedaliera, la Giunta ricorre alla Corte Costituzionale

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Nel corso della sua seduta odierna (22 ottobre) la Giunta provinciale ha deciso di resistere davanti alla Corte Costituzionale al ricorso proposto dal Governo avverso alla propria legge di assestamento del bilancio di previsione provinciale del 30 luglio scorso per l’anno finanziario 2019 e per il triennio 2019-21.

Al centro della questione vi è l’articolo 9, comma 1, della legge, riguardante la partecipazione alla spesa ospedaliera ai sensi del quale la Giunta provinciale può emanare provvedimenti per limitare gli accessi inappropriati ai servizi di pronto soccorso negli ospedali.

Tale disposizione prevede, tra l’altro, che le prestazioni differibili fruite presso il pronto soccorso siano interamente a carico dei pazienti, anche se esentati dal pagamento del ticket, nella misura stabilita dalla Giunta provinciale.

L’esecutivo provinciale ha quindi ritenuto necessario costituirsi nel relativo giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale al fine di tutelare la legittimità delle proprie disposizioni.

Nel corso della conferenza stampa al termine della seduta di Giunta, il presidente Arno Kompatscher ha dichiarato che “stiamo lavorando ad una precisazione della norma giuridica in oggetto“.

Da parte sua l’assessore provinciale alla salute, Thomas Widmann ha già illustrato all’esecutivo un adeguamento della norma che si muove nell’ambito delle linee guida fissate dalla Giunta stessa.

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