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Le Suore Paoline chiudono la libreria a Bolzano e lasciano l’Alto Adige

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La congregazione religiosa delle Suore Paoline ha deciso di chiudere la libreria a Bolzano a fine 2019 e di lasciare l’Alto Adige.

Tutti conoscono la libreria delle Paoline in via Alto Adige a Bolzano. La congregazione religiosa “Figlie di San Paolo“ ha gestito l‘attività di editoria religiosa dal 1947, fornendo libri, ostie, oggetti sacri e diversi media a contenuto non solo religioso.

Inoltre nei mesi estivi le suore Paoline hanno assicurato la fornitura di libri e riviste con depositi nelle parrocchie ad alta densità turistica sul territorio.

Quest‘estate i vertici della comunità religiosa femminile, che ha Casa generalizia a Roma, hanno comunicato alla Diocesi che a fine 2019 chiude dunque l’attività nel capoluogo, una decisione causata dalla mancanza di ricambio e di nuove leve nella Congregazione.

Un settore, quello del libro, che deve inoltre fare i conti con la sempre più crescente concorrenza del commercio online. Le suore stesse lasceranno Bolzano a fine gennaio 2020.

È una grande perdita per Bolzano e per l’intera Diocesi – sottolinea con rammarico il vicario Eugen Runggaldier – perchè da un lato una comunità religiosa abbandona la nostra Diocesi, e dall’altro chiude una libreria che per molti ha rappresentato un apprezzato punto di riferimento e di incontro“.

Proprio per queste ragioni i responsabili della Diocesi in questi mesi hanno avuto diversi colloqui con i vertici della comunità religiosa per verificare la possibilità di rivedere la decisione, ma purtroppo non si è giunti a un risultato positivo.

Per consentire che venga mantenuto anche in futuro a Bolzano quantomeno un punto vendita centrale delle ostie e del sussidio liturgico “La Domenica“, molto richiesto, è stata comunque trovata una soluzione con il negozio “Liturgica“ di Bolzano: si è concordato con il titolare che questo esercizio, situato in via Isarco 2, da gennaio 2020 fornirà le ostie e il sussidio “La Domenica“.

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Come funziona la “marcatura naturale” di frutta e verdura?

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Cresce sempre di più la consapevolezza di consumatori e consumatrici rispetto ai rifiuti da imballaggi inutili.

Tuttavia uno studio condotto a giugno 2019 dall’Associazione austriaca per l’informazione dei consumatori (Verein für Konsumenteninformation) mostra che, nei supermercati, oltre il 60% di mele, carote, cetrioli, peperoni e pomodori vengono commercializzati in imballi di plastica; la percentuale supera addirittura il 70% se consideriamo i discount.

La cosiddetta “marcatura naturale” (in inglese Natural Branding) può contribuire a ridurre i rifiuti da imballaggio.

Grazie all’utilizzo della tecnologia laser è infatti possibile marcare in modo duraturo la buccia di frutta e verdura, come ad esempio apporre un logo.

Il raggio laser modifica solamente i pigmenti cromatici dello strato più esterno.

Poiché la buccia non viene intaccata, la durata di conservazione della frutta rimane invariata.

La buccia marcata è anche commestibile.

Ad oggi è proprio la merce biologica ad essere spesso immessa sul mercato confezionata, per escludere che venga confusa con la merce tradizionale“, si rammarica Silke Raffeiner, nutrizionista del Centro Tutela Consumatori Utenti Alto Adige.

Grazie al Natural Branding, si potrebbero proporre più prodotti sciolti, e quindi non confezionati, di quanto si faccia ora. A differenza di un adesivo, la marcatura laser presenta anche il vantaggio che non può essere rimossa“.

La marcatura naturale funziona al meglio con la frutta a buccia dura come i meloni.

Già dal 2013 la procedura laser è ammessa dall‘UE.

Nel frattempo questa tecnologia è stata ulteriormente sviluppata e ora anche zucchine, cetrioli, pesche e kiwi possono essere marcati.

Per tipi di frutta più morbidi, tuttavia, questo procedimento non è adatto.

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Mercatino di Natale e concerto al Forte di Fortezza

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Per la prima volta il Forte di Fortezza organizza un mercatino di Natale, che terrà banco da venerdì 13 dicembre (inizio ore 14) a domenica 15 dicembre compresa, dalle ore 10 alle 19.

Vi si potranno ammirare, e acquistare, pregevoli oggetti di artigianato artistico locale nonché specialità gastronomiche.

Il mercatino di Natale sarà allestito in un ampio locale coperto e riscaldato, il cosiddetto edificio “d’approvvigionamento” n. 37.

Inoltre, il sabato e la domenica dalle ore 14 alle 16 i bambini potranno creare delle stelle per addobbare l’albero di Natale usando carta colorata e forbici.

Sabato 14 dicembre, alle 19, nella polveriera del Forte si terrà il concerto “Christmas chants”, originali melodie natalizie suonate dal Duo Exception.

Composta da Veronika Kopjova al pianoforte e da Massimiliano Giardi al sassofono, la formazione attingerà a un ampio repertorio che va dalla classica alla world musica, fino alla musica contemporanea.

Nei tre giorni del mercatino, tutte le manifestazioni del Forte comprese le mostre in corso sono a ingresso gratuito.

Info: Forte di Fortezza, tel. 0472 057209 o 0472 057212, o via e-mail a esther.erlacher@franzensfeste.info

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Società di recupero crediti inviano solleciti relativi a bollette elettriche risalenti a vari anni fa. Il CTCU spiega cosa fare.

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Negli ultimi tempi stanno pervenendo a numerosi consumatori altoatesini, richieste di pagamento di presunte, vecchie bollette elettriche non saldate e riferite in particolare al Servizio Elettrico Nazionale (l’ex Enel per intenderci).

In questi casi, si tratta infatti spesso di importi prescritti per i quali si può far valere il relativo diritto.

Si usa parlare di “prescrizione di una bolletta”, quando essa si riferisce ai consumi di anni passati.

Se passa un certo periodo di tempo (anni), durante il quale il fornitore non vi invia alcun avviso o sollecito di pagamento per tali bollette, lo stesso fornitore non può più richiedervi tale pagamento.

Quando infatti il titolare di un credito non esercita per un tempo determinato dalla legge il suo diritto, questo si estingue, appunto, per prescrizione.

I TERMINI

La prescrizione delle bollette di energia elettrica può essere di 5 anni oppure di 2 anni.

Una volta accertata la prescrizione (sia che si tratti di quella dei 5 anni, che quella dei 2 anni), eventualmente anche richiedendo copia della bolletta, che il consumatore ha diritto di ricevere, per provvedere alla verifica è necessario contestare per iscritto l’intervenuta prescrizione.

È importante evidenziare che una tale contestazione si deve sollevare solo prima di decidere l’eventuale pagamento: se il consumatore paga quanto richiesto, non potrà infatti poi più richiedere indietro quanto corrisposto.

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