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Lettera di Urzì a Boccia: “Aperture differenziate non diventino la scusa per volontà separatiste”

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Egregio signor ministro,

la Sua visita in Alto Adige è stata anticipata e sgarbatamente salutata la notte scorsa da decine di fuochi sulle montagne della nostra terra con le scritte “Los von Rom” (via da Roma) e altri messaggi secessionisti e dichiaratamente antitaliani.

Questa plateale manifestazione rappresenta l’interpretazione autentica, quella percepita, delle iniziative legislative che in queste ore la maggioranza del Consiglio provinciale potrebbe assumere sulla cosiddetta legge per le riaperture immediate delle attività economiche.

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E’ stato annunciato il voto ed il pieno sostegno ovviamente anche da parte delle forze dichiaratamente indipendentiste, che per prime avevano lanciato la campagna per la integrale “riapertura” subito di tutte le attività della nostra provincia attribuendole un significato di emancipazione dall’Italia.

Ovviamente questo movimento ha potuto contare su una indiscussa e ampiamente giustificata voglia di ritorno alla normalità da parte della collettività e soprattutto degli operatori economici come ovunque anche qui gravemente colpiti dalla quarantena.

Egregio signor Ministro, anche noi siamo fra coloro che credono che il Paese debba ritornare a respirare e con esso le sue attività economiche. Ma credo che tutti lo vogliano.

Ovviamente nella massima garanzia di sicurezza e salute pubblica, e con una attenzione differenziata fra territorio e territorio.

Ma la partita che si gioca in Alto Adige non riguarda solo questo.

L’iniziativa provocatoria di questa notte dà il segno della caratterizzazione che ha avuto il dibattito soprattutto in gran parte (fortunatamente non tutta) del mondo di lingua tedesca: “liberarsi” da Roma, imporre un proprio modello, non dovere rispettare le regole della Costituzione.

Non fatico a mostrarle una grave preoccupazione non per il dibattito ed il confronto che credo appartenga alla natura della politica ma sulle conseguenze da un punto di vista istituzionale della frattura con la dichiarazione, con legge provinciale, della disapplicazione dei principi costituzionali su cui si regola il complesso rapporto fra autonomia e quadro nazionale.

Abbiamo consigliato a lungo la giunta provinciale ed il suo presidente a eventualmente scegliere la via meno “invadente” della ordinanza temporanea, che però per la diretta esposizione in termini di responsabilità personale di chi è chiamato a sottoscriverla è stata infine sostituita dal disegno di legge.

Insomma una buona causa su cui sostenere un ragionevole confronto con il Governo si è trasformata in una arma politica che dà fiato a chi intende utilizzare queste misure in una chiave di rivendicazione di “indipendenza” e autoreferenzialità.

Abbiamo chiesto in ogni caso uno studio epidemiologico a supporto della volontà territoriali sulle riaperture.

Dandole il benvenuto in Alto Adige affido a Lei, in qualità di ministro della Repubblica, la mia fiducia in una soluzione ragionevole al confronto in atto che tenga in debita considerazione l’evidente necessità di evitare in modo categorico che un fondato ragionamento sulle modalità di riapertura differenziata possano essere sfruttate come veicolo per un messaggio irricevibile da parte del nostro Paese, di ‘indipendentismo secessionista’ e rifiuto del rispetto dell’ordine costituzionale.

Le auguro buon lavoro“.

Questa la lettera aperta che il consigliere regionale e provinciale de “L’Alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia”, Alessandro Urzì, ha indirizzato al ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, in visita domani a Bolzano per discutere sull’approvazione del disegno di legge provinciale per la gestione economica a livello locale della fase 2.

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