Merano
Merano, restyling per via Peter Mayr
Per tre settimane, a maggio del 2017, via Peter Mayr era stata trasformata in strada a senso unico in direzione di via Roma. Il provvedimento, sollecitato da diversi anni dagli abitanti del quartiere e attuato anche su proposta dell’unità speciale alla mobilità, aveva prodotto effetti positivi e l’amministrazione comunale aveva deciso di rendere permanente la regolamentazione del traffico testata in questa strada.
L’obiettivo era ed è quello di aumentare la sicurezza per tutti gli utenti della strada e valorizzare via Peter Mayr come asse pedociclabile.
“L’esperimento viabilistico attuato lo scorso anno è riuscito e consente ora di realizzare una nuova piazza, percorsi pedonali più ampi e un calmieramento del traffico così comne richiesto dai residenti. Gli spazi pubblici e gli edifici privati di questa parte di Maia Bassa, grazie anche al Piano di recupero approvato di recente, potranno quindi essere maggiormente valorizzati“, ha fatto notare l‘assessora Madeleine Rohrer.
“Il cantiere verrà avviato a febbraio del 2020. Nel corso dei lavori verrà convertita a LED l’illuminazione pubblica della strada, verranno realizzati i pozzetti e posati i cavidotti per la fibra ottica“, ha spiegato l’assessore Diego Zanella.
Il senso unico rimarrà in vigore.
“Il marciapiede – ha proseguito Zanella – avrà una larghezza compresa fra 1,70 e 2,30 metri, mentre la corsia per gli automezzi sarà larga 3,20 metri, quella ciclabile 1,50 metri. All’incrocio con via Schaffer/via Peter Mayr verrà realizzato un dosso in cubetti di porfido con leggera rampa in tutte e quattro le direzioni. Un intervento, questo, che consentirà un più adeguato e sicuro attraversamento di via Schaffer“. Cicliste e ciclisti potranno continuare a percorrere via Mayr in entrambe le direzioni.
Il relativo progetto era stato esposto a gennaio in municipio. In tale circostanza il progettista, i tecnici comunali e gli assessori competenti avevano invitato i residenti a una riunione per fornire loro delucidazioni in merito e raccogliere proposte e suggerimenti. La partecipazione all’incontro da parte degli abitanti della zona di via Peter Mayr era stata molto folta.
Ai primi di luglio la Giunta comunale ha recepito il Piano di recupero per la zona – di circa 5.000 metri quadrati – compresa fra via PeterMayr, via Schaffer e via Roma con la caratteristica chiesetta di Santa Maria del Conforto. Il Piano di recupero riguarda gli edifici situati nella zona compresa fra via Peter Mayr, via Schaffer e via Roma. Attualmente il volume ivi edificato è di oltre 14.800 metri cubi.
Questo Piano dettagliato definisce ora più precisamente gli interventi ammessi per la manutenzione e per la valorizzazione degli immobili e le modalità di utilizzo delle superfici non edificate. In assenza di una valido Piano di recupero gli stabili possono essere solamente risanati. Il Piano di recupero è uno strumento di pianificazione urbanistica previsto dal Piano urbanistico comunale per determinate zona della città, ovvero per le zone A.
A Merano sussistono complessivamente 25 zone classificate come “A”, ad esempio i portici, via Dante, piazza Vittorio Veneto e via Matteotti.
Nella zona in questione sono presenti sette edifici con i loro accessori. Nella parte sudoccidentale dell’area si trovano la chiesa e un altro edificio, entrambi sono tutela. La linea di edificazione lungo via Roma e nella parte inferiore di ia Peter Mayr e di via Schaffer è continua e compatta e caratterizzata da un’alta densità, mentre la parte superiore di via Schaffer e di via Peter Mayer è caratterizzata dalla presenza di molte aree verdi e di ville con due o tre piani.
L’edificazione di questa zona della città risale alla fine del XVIII° secolo. Anche dopo il 1945, a differenze di quanto avvenuto in altri quartieri, gli edifici di questa zona non hanno conosciuto modifiche particolari. Il Piano di recupero si propone di conservare l’aspetto tipico di questo rione, e in particolare la tipologia dei tetti a due spioventi.
“Sarà possibile demolire l’edificio all’incrocio fra via Schaffer e via Peter Mayer e ricostruirne uno nuovo, a copndizione di ripristinare i suoi elementi caratteristici come la scalinata in legno e la veranda“, ha spiegato De Bertoldi. Il Piano prevede che non possa essere superata per la zona la cubatura di 15.700 metri cubi.
Il Piano ha affrontato anche al questione dei posto auto per i residenti e la necessità di conservare le ombrose superficie verdi.
“Poiché in terreni sono molto piccoli, il Piano mira a evitare che i marciapiedi vengano interrotti da troppi passi carrabili e rampe di accesso ai garage. Un numero eccessivo di rampe sarebbe in contraddizione con le peculiarità della zona e modificare in negativo l’aspetto degli ensenmble“, ha specificato Rohrer.
Percò è stato previsto che una rampa consenta l’accesso ad almeno due garage. Ciò significa che la rampa dovrà essere realizzate in toto su un terreno o parzialmente su terreni adiacenti. Saranno i privati a decidere a riguardo e a suddividersi i costi di realizzazione.
La Consulta per l’assetto urbanistico, chiamata a esprimere un parere in merito ai Piani di recupero, ha accolto con favore questa soluzione chiarendo “che l’elaborazione del Piano è stata eseguita con grande competenza, sensibilità e attenzione alle soluzioni pratiche“.
“Si tratta – ha aggiunto la Consulta – di un progetto che, se sostenuto dall’amministrazione comunale – ha grandi potenzialità. Un aspetto decisivo sarà la moderazione del processo di risanamento, che dovrà puntare alla valorizzazione dell’area a vantaggio dei proprietari e dei residenti“.
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