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Arte e Cultura

«Meraviglia Petrarca»: buona la “prima” per la originale proposta di New Eos teatro-musica

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Foto Stefano Odorizzi

Un viaggio in pieno 1300 si prospettava, e un viaggio in pieno 1300 è stato.

Con i versi immortali del grande Francesco Petrarca a fare da filo conduttore, in un percorso scandito da una selezione di sonetti e canzoni tratti dalla sua opera più famosa: il “Canzoniere”.

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Il tutto, con l’affiancamento di musica ispirata all’epoca, cucita ad hoc sulle diverse atmosfere, e di immagini calibrate in funzione dei temi e delle situazioni, con i luoghi petrarcheschi a farla da padroni: la Provenza, Avignone, Fontaine-de-Vaucluse con le celeberrime “chiare, fresche e dolci acque” (quelle vere), e poi i Colli Euganei, Arquà Petrarca con i suoi fascinosi scorci e con ‘Casa Petrarca’, senza peraltro far mancare accattivanti soggetti artistici correlati al Poeta e a Laura, così da avere anche una percezione visiva dell’Autore e di colei che egli amò, non corrisposto: la protagonista assente dell’opera, in definitiva.

Ma ad essere visualizzati sono stati anche i versi delle liriche: una soluzione strategica rivelatasi in grado di valorizzare ancor di più i testi interpretati.

Col risultato di catalizzare l’attenzione del pubblico su un fascinoso idioma “italiano” dal sapore antico (veggio, poscia, l’aura, indarno, l’alma e tanto più), supportato da interpretazioni calibrate ma non spettacolarizzate e dall’atmosfera che si è magicamente venuta a creare in sala.

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È accaduto l’altra sera a Bolzano, in un “Circolo Cittadino” gremitissimo, dove il gruppo New Eos teatro-musica ha rappresentato la “prima” della performance multimediale di propria ideazione «Meraviglia Petrarca», avvalendosi anche della collaborazione del professor Carlo Bertorelle per una pregnante introduzione tesa a focalizzare la figura del Poeta e la sua opera prima di essere tutti risucchiati dalla macchina del tempo.

Sul palco: Mara da Roit (voce recitante femminile, autrice della drammaturgia e dei ‘visuals’), Patrizio Zindaco (voce recitante maschile nonché selezionatore dei testi), Luca Dall’Asta (autore/interprete delle musiche).

E accanto al palco, una chicca: il “ritratto di Laura” realizzato dall’artista Renata Odorico per lo spettacolo, ispirandosi al ritratto di Laura di autore ignoto custodito presso la Biblioteca Laurenziana di Firenze.

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L’apprezzamento per gli interpreti e gli elogi rivolti al Circolo culturale UNUCI, che organizzava l’evento in collaborazione con il Circolo Cittadino di Bolzano, hanno siglato la riuscita della serata.

Un momento di cultura proposto in maniera sì contemporanea, ma con il focus sulle nostre radici culturali; e donando piena centralità a quello che è stato uno dei padri della cultura italiana.

Constatare, a oltre 600 anni da quando i versi del “Canzoniere” sono stati scritti, la forza con la quale ancora riescono a coinvolgere emotivamente, è stata una delle interessanti conclusioni aleggianti nell’aria, assieme alla bella constatazione data dal vedere una fetta di società (anche più eterogenea di quanto si sarebbe potuto supporre) ricettiva verso iniziative così particolari, che conciliano l’intrattenimento con contenuti profondi.

La cultura, insomma, può viaggiare su binari alternativi.

Foto: Stefano Odorizzi

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