Connect with us

Benessere e Salute

Pericolo verruche: come prevenirle e come trattarle con l’aiuto della natura durante l’anno

Pubblicato

-

Molto spesso, quando si parla di disturbi cutanei o di infezioni della pelle, a torto si pensa che questi problemi siano legati soprattutto ad una stagione in particolare.

Questo errore ad esempio è molto comune quando si parla delle verruche: in tanti credono che questa infezione virale tenda a manifestarsi solo in estate e solo in presenza di temperature alte.

Eppure non è affatto così e dunque bisognerebbe sempre mantenere alta l’attenzione durante tutte le stagioni.

Pubblicità
Pubblicità

I pericoli infatti possono essere legati anche ad alcuni luoghi in particolare come palestre, piscine e altri luoghi pubblici e umidi che, per loro natura, espongono la nostra pelle al rischio di infezioni come il papilloma, che porta a sviluppare le verruche.

Un approfondimento sulle verruche e sul Papilloma

Quando si parla di verruche, si fa riferimento ad una serie di escrescenze che nascono sulla pelle: queste piccole lesioni possono avere forme e consistenze diverse, a seconda della zona colpita, e sono sempre dovute all’infezione da HPV (Papilloma Umano).

Questo virus si contrae soprattutto quando un individuo sano entra in contatto diretto con una persona contagiata, ed è molto comune soprattutto quando i soggetti vittime hanno delle difese immunitarie basse.

Come anticipato poco sopra, è frequente che l’infezione possa svilupparsi in luoghi specifici come le palestre, le piscine e in generale gli spogliatoi. Questo avviene per via del passaggio di molte persone, e per il tasso di umidità solitamente molto alto.

Per evitare di contrarre le verruche, sarebbe il caso di prendere alcune precauzioni: bisognerebbe evitare sempre di frequentare questi posti a piedi scalzi, di usare gli asciugamani o i vestiti altrui, e di scambiarsi oggetti personali “delicati” come forbicine o ciabatte.

In secondo luogo, meglio proteggere le ferite aperte quando si va in questi luoghi, perché il virus potrebbe trovare un modo per farsi strada con maggiore facilità.

Come trattare nel modo corretto le verruche

Come prima cosa dovremmo cercare di notare il prima possibile l’insorgere di questo problema, così da poter applicare una soluzione topica pensata appositamente per questa tipologia di infezione.

Fra le tante opzioni consigliate dai dermatologi troviamo, oltre ai classici cerotti per verruche, il trattamento crioterapico Trosyd che congela il tessuto cutaneo con l’azione del dimetiletere.

Anche i rimedi naturali meritano un piccolo approfondimento: questi infatti, se usati in combinazione con un trattamento specifico, potrebbero rappresentare un valido aiuto per combattere il papilloma.

Un esempio molto utile sono i pediluvi a base di sale marino: immergete i piedi in abbondante acqua facendo attenzione ad asciugarli bene una volta passati 10/15 minuti.

Un’altra buona idea è quella di preparare delle tisane a base o di foglie di rosa canina o di zenzero, questo infatti è un vero e proprio antibiotico naturale in grado di combattere le infiammazioni.

Prima di concludere però è il caso di specificare nuovamente che queste soluzioni naturali dovrebbero essere viste più che altro come coadiuvanti, e non come rimedi unici: in sintesi, è sempre meglio usarle in combinazione con i rimedi specifici o comunque, se l’infezione persiste, è consigliabile farsi visitare da uno specialista.

Ad ogni modo, la soluzione migliore è sempre la prevenzione: per questo conviene seguire i suggerimenti visti oggi, per evitare di dover combattere queste fastidiose infezioni che possono colpire, soprattutto, mani e piedi.

Pubblicità
Pubblicità

Benessere e Salute

Rimettersi in forma dopo Pasqua

Pubblicato

-

Per certi versi la Pasqua è totalmente diversa dal Natale per il quale ci si prepara ad affrontare maxi cenoni, dolci in quantità, senza tralasciare gli alcolici.

Se i bagordi sono natalizi, il periodo pasquale potrebbe essere utilizzato invece per coccolarsi.

Come si potrebbe fare con brevi soggiorni in cliniche del benessere per trattamenti specifici per pulire le vie respiratorie, dopo gli attacchi invernali. Ma anche sport, dedicandosi alle prime escursioni sempre se il tempo sarà clemente.

Pubblicità
Pubblicità

Oppure scelte più tradizionali come potrebbe essere un risveglio a Ischia: l’isola si risveglia con l’arrivo della primavera. Ci sono poi piscine con acque adatte a vari trattamenti.

Per gli adulti la fango-balneoterapia, utile in casi di reumatismi, artrosi e postumi di fratture. Mentre l’acqua nebulizzata è consigliata nella cura delle allergie o per smaltire le polveri da inquinamento. In questo periodo il frutto di stagione è la fragola che è anche un potente diuretico naturale.

Vogliamo sconfiggere le tossine accumulate durante l’inverno quando si sono mangiati cibi più grassi e si è fatto meno movimento? Se si ha la sensazione di avere qualche chilo di troppo per colpa delle tossine e della ritenzione idrica, meglio abbondare con carciofi, cicoria, asparagi, ortica e tarassaco che sono ricchi di antiossidanti oltreché diuretici naturali.

E col bel tempo non dimentichiamoci di fare almeno una mezz’ora di attività fisica quotidiana per contrastare lo sviluppo delle malattie cardiache.

Ci aspettano tre settimane interrotte da ponti ed allora l’occasione può essere buona per pensare a se stessi, utilizzando in un modo più personale, questi giorni di vacanza.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Benessere e Salute

Latte materno o artificiale?

Pubblicato

-

Meglio il latte materno o quello artificiale? Si tratta di una domanda alla quale non c’è una risposta certa, se non un concetto di base che è quello che per il neonato il contatto fisico è importante.

E’ un tema che divide da generazioni: da una parte chi considera il latte materno un momento di irrinunciabile fusione affettiva tra madre e figlio, riconosce lo spirito di sacrificio del ruolo e considera inarrivabile la qualità del latte.

Dall’altra si predilige il ruolo decisionale della mamma, rifiutando il senso di colpa che potrebbe derivare dalla scelta. In tutti i casi a gennaio fece scalpore l’intervento del Ministro della Salute Giulia Grillo che a margine della Conferenza Nazionale sulla Protezione, Promozione e Sostegno dell’ Allattamento affermò di allattare artificialmente il proprio figlio in quanto ministro e quindi non si poteva assentare dal lavoro.

Pubblicità
Pubblicità

Quasi come se l’allattamento artificiale fosse consigliabile alle donne in carriera. Ma di certo l’allattamento naturale influisce sui tempi di ritorno al lavoro da parte della mamma. Sulla scelta pesa anche il costo del latte artificiale che oltre a essere elevato, può comportare problemi di digeribilità che ovviamente si scoprono solo dopo le prime somministrazioni e va periodicamente cambiato in base alla crescita del neonato.

Quello del latte artificiale è un mercato che vale 290 milioni di euro, pari a 1200 euro a bebè. Ma si tratta anche di una realtà nella quale non mancano di certo altri interrogativi. Ad esempio la scelta del tipo di latte spetta unicamente alla mamma? Praticamente si, perché si tratta di un impegno sia di tempo che di fatica che la riguarda in modo esclusivo.

L’intervento del medico può esserci in quelle situazioni nelle quali l’insicurezza decisionale della mamma potrebbe avere dei risvolti psicologici tali, da compromettere la presenza del latte stesso. Oppure in caso di quantità insufficienti o di mancata crescita del neonato.

Tra i due qual’è il migliore? Di certo quello materno, a parte i casi nei quali siano presenti patologie o terapie in corso incompatibili con l’allattamento al seno.

Fino a che età si può allattare ? Il suggerimento è quello di allattare in modo esclusivo fino ai 6 mesi. Poi fino ai 12 mantenere due o tre pasti di latte materno con l’introduzione progressiva di altri alimenti.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Benessere e Salute

Batteri, lieviti, muffe o pesticidi: quanto è buona l’insalata in busta?

Pubblicato

-

Molti consumatori trovano l’insalata confezionata – già pulita, lavata e tagliata – e disponibile al banco frigo una soluzione pratica che consente di risparmiare tempo. Tuttavia, studi recenti dimostrano che questi prodotti possono presentare un’elevata esposizione ai germi e contenere residui di diversi pesticidi.

Ultimamente la rivista italiana per la tutela dei consumatori “Il Salvagente” ha fatto analizzare in laboratorio dieci insalate in sacchetto. I prodotti non presentavano germi nocivi alla salute, ma in otto su dieci si è registrata la presenza di residui di pesticidi, fino a quattro principi attivi diversi per campione, sebbene tutti, singolarmente, al di sotto del rispettivo limite massimo consentito dalla legge.

In quattro prodotti si è riscontrato un contenuto di cadmio vicino al valore limite.

Pubblicità
Pubblicità

In Austria, il Verein für Konsumenteninformation (VKI, associazione per l’informazione e la tutela dei consumatori) ha fatto analizzare, nell’ultimo giorno di durata minima di conservazione, otto insalate confezionate in vendita nei supermercati.

In tutti i prodotti testati è stato rilevato un contenuto alto di batteri, lieviti e muffe, in alcuni casi l’esposizione era a livelli problematici.

Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti dell’Alto Adige, consiglia: “Per motivi di igiene, le insalate in busta andrebbero consumate il prima possibile e non in prossimità del termine minimo di conservazione. Suggerisco, inoltre, di lavarle accuratamente ancora una volta prima del consumo, in modo da ridurre l’eventuale presenza di germi”.

Più sicura e più buona di quella in busta è l’insalata fresca.

La differenza di prezzo parla da sé: secondo quanto riporta “Il Salvagente”, la lattuga fresca è venduta a 1,80 euro al chilo (già pulita a 2,50 euro al chilo), mentre per quella in busta si pagano mediamente 13,80 euro al chilo.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

di tendenza