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Italia ed estero

Rave party, si pensa a modifiche nel decreto: intercettazioni ed eccesiva genericità della norma

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Immagine di repertorio
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Da giorni, il decreto anti-rave party è stato centro di numerose critiche oltre che della scena politica degli ultimi giorni, tanto che il Governo Meloni potrebbe pensare ad alcuni cambiamenti.

I punti che potrebbero essere soggetti a qualche modifica sono sostanzialmente due: la possibilità di utilizzare le intercettazioni per le indagini e l’eccessiva natura generica della norma.

Questo, nonostante le rivendicazioni portate avanti dalla Premier nelle scorse ore: “Ne vado fiera perché l’Italia dopo anni di Governi che hanno chinato la testa di fronte all’illegalità, non sarà più maglia nera in tema di sicurezza”.

Le modiche potrebbero cominciare quindi, dalla riduzione della pena da sei a quattro anni, in modo tale da evitare l’arresto immediato e le intercettazioni.

Successivamente, si potrebbe agire sull’elevata genericità della norma che al momento condanna “l’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati”. Questo potrebbe essere cambiato correggendo la norma con “raduni musicali non autorizzati” e collegandoli, come proposto da Meloni, all’utilizzo di spaccio e uso di droghe. Sicuramente, le modifiche però spetteranno al Parlamento chiamato a convertire il decreto in legge entro la fine dell’anno.

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